sabato, 28 Novembre, 2020

Il diritto di conoscere i decreti per rispettarli

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La situazione che stiamo affrontando da un punto di vista sanitario è molto seria e l’informazione è sempre attenta. Non abbiamo mancato, in tutti i numeri de L’Eco degli ultimi mesi, di dare ai nostri lettori utili suggerimenti riguardo ai comportamenti che tutti noi dovremmo avere, per combattere il covid.

Giorno dopo giorno, alla preoccupazione di ammalarsi, si somma il problema non facile, di comprendere le ordinanze; i decreti del Presidente del Consiglio (i Dpcm), quelle del Presidente della Regione, alle quali si aggiungono gli ulteriori divieti imposti dai sindaci.
Non entriamo nel merito dei singoli provvedimenti, ma vogliamo sottolineare l’impossibilità di comprendere in tempo e rispettare i singoli provvedimenti. Non possono bastare le sole comunicazioni del Presidente del Consiglio. Nella pagina di Melegnano, riportiamo la cronaca di una serie di fermi effettuati dai carabinieri e delle multe inflitte. Alcune da 1600 euro, relative a quattro violazioni per omesso utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie (privi della mascherina), per un importo complessivo di 1600 euro. Le persone viaggiavano in macchina e, probabilmente, si sentivano al sicuro. Sono stati multati anche alcuni esercenti, probabilmente ignari delle ordinanze del Presidente Fontana.

Il momento è difficile, ma non si possono rendere immediatamente esecutive le decisioni delle autorità da un momento all’altro. Bisognerebbe ritornare a fare uso dei mezzi di comunicazione tradizionali. Affissione di manifesti; pagine di pubblicità attraverso i quotidiani e spot televisivi che, in modo succinto ma efficace, riassumano le norme che i cittadini sono tenuti e rispettare.
Il compianto leader del Partito radicale Marco Pannella, padre dei diritti civili, si è battuto per il “diritto alla conoscenza”. Tradotto, significa che il cittadino deve conoscere le leggi per poterle rispettare; e per lo Stato è un sacrosanto dovere fare di tutto affinché ci sia la piena conoscenza.

Roberto Fronzuti

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