giovedì, 3 Dicembre, 2020

Il divorzio breve spacca il Senato

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Divorzio breve-Psi

Terminata la fase di discussione generale sono slittate a martedì prossimo le votazioni sugli emendamenti, le repliche e le dichiarazioni di voto sul disegno di legge 1504 relativo al divorzio breve, già approvato dalla Camera lo scorso 29 maggio. Il testo sul cosiddetto divorzio diretto o immediato – che prevede 12 mesi in caso di separazione giudiziale (invece di tre anni) e sei mesi per quella consensuale – può contare sull’appoggio del Pd, Psi, parte di Forza Italia e delle opposizioni, Sel e Movimento5Stelle.

LE POLEMICHE – Dopo il via libera della Commissione Giustizia della Camera alla nuova disciplina della prescrizione – che ne allunga i tempi – a creare altre tensioni tra Pd ed Ncd è la questione del divorzio breve. In particolare, il punto poco digeribile per parte di Forza Italia ed Ncd è il comma 2 dell’articolo 1 del testo, inserito dalla Commissione Giustizia del Senato che prevede – oltre alla riduzione del tempo di separazione pre divorzio – ci sia una procedura per ottenere il divorzio senza dover più passare per fase della separazione.

BUEMI: CONDIVISIONE DEL TESTO, NO A EMENDAMENTI – Il senatore socialista, Enrico Buemi è intervenuto in Aula durante la discussione generale, ricordando che il testo oggi in esame dell’Aula è quello licenziato dalla Commissione Giustizia al Senato, “testo che condividiamo e sosterremo, e che di fronte a prese di posizione non comprensibili, non siamo disposti a emandare”.

NENCINI: SOCIALISTI VOTANO A FAVORE E CON CONVINZIONE – Gli ha fatto eco il segretario Psi, nonchè viceministro dei Trasporti, Riccardo Nencini, sottolineando che “i socialisti votano a favore e con convinzione del divorzio breve. Si realizza una nostra idea. Leggo di alcuni mal di pancia. Comprensibile il travaglio di una coscienza, ipocrita il travaglio collettivo, colpevole la resa incondizionata a ordini provenienti da chissà dove”.

Silvia Sequi

 

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