domenica, 17 Gennaio, 2021

Il divorzio e i buffoni della tv

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La tv di stato omette il ruolo del Psi nella legge sul divorzio. Se il divorzio è legge della stato questo é merito del Psi e di Loris Fortuna, un socialista autonomista, libero e un po’ anarchico che ho conosciuto e apprezzato. Certo non sottovaluto l’impegno intenso di Pannella e dei comitati dalla Lid radicati di mezza Italia. Non c’entra il Pci che fu cauto fino all’ultimo e tentò di evitare il referendum anche se poi si schierò dalla parte giusta.
La legge sul divorzio, della quale domani ricorre il cinquantesimo anniversario, fa parte a pieno titolo della migliore tradizione socialista, riformista e liberale. Già nel lontanissimo 1901 due deputati del Psi, il fidentino Berenini e il reggiano Borciani, presentarono per la prima volta nella storia dell’Italia unita una proposta di legge istitutiva del divorzio. In epoca più recente, come ricorda Rino Formica, fu l’on. Luigi Sansone a riproporre la legge. Ma si deve alla protervia di Loris e alla sua convinzione di uomo dagli ideali accesi se la legge é andata finalmente in porto in quel fine novembre del 1970. Fu una battaglia vinta due volte. La prima in Parlamento con una maggioranza laica che andava dal Pci al Pli, e con la Dc che non aprì la crisi di governo accontentandosi della approvazione della legge sul referendum abrogativo, e poi il 12 maggio del 1974 con la vittoria laica alla consultazione referendaria. Fu una vittoria che mise l’Italia all’altezza delle democrazie europee e fu la base su cui i socialisti costruirono la campagna sui diritti civili, che portò all’approvazione della legge sull’aborto, sull’obiezione di coscienza e sul voto ai diciottenni a cui si possono unire in un unico filo quelle più recenti sulle coppie di fatto e sul fine vita.

 

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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