mercoledì, 21 Ottobre, 2020

Il dolore, la dignità e l’orgoglio

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L’ululato delle ambulanze ti accompagna fino ad Amatrice, il cuore del dramma. Sferragliano in tutte le direzioni mescolate a mezzi di soccorso, camion dei vigili del fuoco, volontari, l’esercito. Chi non si dispera scava con le mani nude. Intorno solo rovine. E dire che la campagna e’ bellissima, emozionante. Un contrasto terribile. L’ospedale di Rieti si è organizzato dalla notte. I donatori di sangue hanno fatto la fila fin dalle prime luci dell’alba, i medici sono stati strappati al sonno. Mobilitazione generale. Sui paesi attorno ad Amatrice si è aperta una voragine. Amatrice e’ scomparsa. Sotto le macerie i vivi e i morti. E ancora non basta. Di fianco a un bambino che ce l’ha fatta, che urla alla vita, un corpo che spunta dai sassi macerati dal terremoto. Si alzano le tendopoli. Ovunque un brulicare di gente che si rimbocca le maniche. Sempre così l’Italia. Civile.

Riccardo Nencini

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