mercoledì, 20 Gennaio, 2021

Il duo B-B incanta, Berlusconi-Bettini!

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Mattarella invoca la responsabilità comune contro un nemico comune: la pandemia! Berlusconi a stretto giro risponde all’appello positivamente ed a stretto giro arriva il vivo apprezzamento di Bettini per il PD. Stroncato sul nascere il mal di pancia dei Grillini che si limitano ad una disponibilità al solo dialogo ben sapendo che ci vorrà tra giorni la maggioranza assoluta specie al Senato per un ulteriore scostamento dei conti pubblici. La portata del duo B-B non è sfuggita al più diretto interessato, a Salvini che grida all’inciucio alla Nazareno (Berlusconi-Renzi) e scatena la rappresaglia impugnando di incostituzionalità la norma pro-Mediaset che consente di respingere l’attacco della francese Vivendi sostanzialmente per un breve periodo di tempo per trovare un accordo. Una norma che i grillini difendono per l’uso più generale di tutela della presenza italiana andando incontro ad uno tsunami di riassetto mondiale conseguente alla pandemia. Berlusconi addebita a Salvini di volere una guerra personale e politica con l’aggravante di sollecitare ed accogliere i transfughi nelle sue fila. Segue la farsa della riappacificazione che dura un giorno facendo cadere la proposta federativa di Salvini anche nella versione riduttiva dei soli gruppi parlamentari. Non sta meglio il centrosinistra a partire dal possibile aborto del tentativo grillino del passaggio dal movimento a partito con la spina nel fianco di un Di Battista che difende a spada tratta l’identità originaria con l’implicita bocciatura di tutto ciò che ne è seguito. Ma c’è un elemento in più di instabilità ed è il calo di oltre 20 punti di apprezzamento verso il Presidente del Consiglio rispetto alla prima ondata della pandemia. Eppure erano diffusi in campo scientifico i timori per una seconda ondata ma il governo è parso cullarsi sugli allori pur avendo constatato dati incontestabili come quello della disparità assoluta delle strutture sanitarie tra nord e sud, tra pubblico e privato che richiedevano interventi urgentissimi e relative risorse. In questo voluta inerzia per tener fede prioritariamente al suo gruppo di appartenenza, Conte ha perso la sua occasione storica di accreditarsi come statista potendo sbloccare il veto di Di Maio per i grillini nel nome di quel Sud di cui Di Maio vuole essere l’alfiere indiscusso. Il blocco in Europa provocato dai sovranisti con il prevedibile slittamento dei fondi previsti per la ripresa, ha messo ancor più in evidenza la paralisi governativa sicchè la stessa riluttanza verso modifiche negli assetti nel governo può nascondere il rinvio di una resa dei conti anche rispetto al Presidente del Consiglio approfittando del semestre bianco quando è proibito lo scioglimento delle camere. Inutile dire che la successione più accreditata con ampio consenso per la traversata fuori dallo tsunami della pandemia resta Mario Draghi

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