venerdì, 19 Luglio, 2019

Fiasco a 5 Stelle e Salvini specula sulle spalle dei romani

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Salvini ha ufficialmente aperto la campagna elettorale per la conquista di Roma. Sta già immaginando la fase due, quella del dopo alleanza con i 5 Stelle. Ovviamente le elezioni europee ormai alle porte, saranno un momento cruciale per il capo leghista che dovrà decidere quanta vita dare ancora a questo governo o se passare subito all’incasso. Tant’è che continuano ripicche e punture di spillo tra il ministro degli interni e la sindaca di Roma sempre più impantanata nella giungla della sua città. Con un partito che la sostiene sempre meno ma che non può permettersi una crisi nella città che ha segnato l’inizio dell’ascesa grillina verso il governo del Paese. Negli ultimi mesi sono stati addirittura 3 i mini-sindaci che sono stati costretti a lasciare la loro poltrona.

Il battibecco tra leghisti e pentastellati è sempre più acceso e il commento dei parlamentari leghisti senza appello: “Roma è un città umiliata dall’inadeguatezza di Raggi e della sua giunta”, dice la parlamentare Barbara Saltamartini, salviniana della primissima ora. Dietro le quinte però ci sono due fattori cruciali. Da una parte le bozze del testo che contiene “i poteri per Roma”, inseriti nel contratto gialloverde che si aggiunge alla richiesta di maggiori fondi per la capitale. Una pratica, quest’ultima, complicata da gestire, viste le polemiche per la norma sul debito storico di Roma inserita nel decreto crescita e subito osteggiata da Matteo Salvini. Inoltre l’attivismo di Luigi Di Maio sul fronte dei “poteri per Raggi” si scontra con la rabbia della Lega per la riforma delle Autonomie differenziate che non riesce ancora a vedere la luce.

In questo continuo scontro abbondano le dichiarazioni: “Se Salvini è Batman per aver portato 136 poliziotti in più a Roma allora io sono Wonder Woman perché ho assunto oltre mille vigili”. Così la sindaca di Roma risponde all’arrivo dei nuovi poliziotti in città inviati dal Viminale. La battuta è un chiaro riferimento alla frase del ministro degli Interni, Matteo Salvini, che nei giorni scorsi aveva detto “ora mi manca solo che mi metta il mantello da Batman per Roma”. Ma è solo l’ultima di una lunga serie di battute. In mezzo ai litiganti i cittadini sui quali si scarica l’immobilismo della giunta. Questa posizione viene ribadita in un comunicato del Coordinamento PSI di Roma. “La polemica di queste ore tra il ministro Salvini e la sindaca Raggi – si legge nella nota – conferma che le politiche promesse e disattese dal Movimento 5 Stelle permettono a Salvini di fare campagna elettorale speculando sulle spalle dei romani. Finalmente tanti romani si stanno rendendo conto dei danni provocati dal voto di protesta del 2016 che, ogni giorni di più, insabbia e condanna la città ad un degrado evidente a tutti. Il trasporto pubblico e la gestione dei rifiuti sono solo la punta dell’iceberg di una gestione che evidenzia una totale incompetenza sia politica che amministrativa”.

“Questo flagello – continua la nota – si scaglia anche a livello municipale a tal punto che la scorsa settimana è stato sfiduciato il terzo mini-sindaco del Movimento 5 Stelle, Torelli del XI Municipio. Il pericolo è alle porte. Questa gestione scellerata della città potrebbe spingere i cittadini tra le braccia di Salvini e dei suoi alleati sovranisti. Occorre, pertanto, richiamare ad un impegno collettivo, unitario e serio tutte le forze democratiche, socialiste e riformiste della città per organizzare una alternativa a questo presente gestito da incompetenti e ad un futuro che, probabilmente, avvelenato dalla destra sovranista”.

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