domenica, 23 Febbraio, 2020

Il futuro del Pd, partito di Governo e mai di lotta

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C’è un tempo per lottare e un tempo per governare, di solito prima di passare alla seconda fase si deve aver lottato, ma i dem sembrano averlo dato per scontato, dimenticato. Gli elettori faticano a capire molte scelte, come l’ultima annunciata dal segretario Zingaretti di riformare il partito (forse scioglierlo, non si è capito) subito dopo le regionali in Emilia-Romagna, annuncio che potrebbe risultare dannoso proprio per Stefano Bonaccini a pochi giorni da questo importante appuntamento elettorale.
L’elettorato si comporta da elettorato e se non comprende si allontana, scambiando la vocazione governativa come attaccamento alle poltrone così come suggerito anche dalle opposizioni. Ma Zingaretti si giustifica sostenendo: “Questo governo ha salvato l’Italia da una catastrofe sociale e culturale”. Il Partito è riunito nel reatino per ridiscutere il futuro del Pd. A Contigliano in un seminario chiamato ‘Oggi per un domani’. Parlamentari, ministri e amministratori locali del partito si sono riuniti per due giorni presso l’Abbazia di San Pastore per discutere dell’agenda di Governo per il 2020 da proporre al Movimento 5 Stelle e del futuro stesso del PD.
Inoltre il segretario sostiene che il governo, con la legge finanziaria 2020, ha “ricostruito le condizioni per un salto in avanti credibile e percepibile per il Paese
“Proporremo al governo un vero e proprio piano strategico per l’Italia: 5 obiettivi politici con misure concrete da adottare”. Così Nicola Zingaretti al seminario Pd in vista della verifica. In sintesi i pilastri, illustrati dal leader dem, sono: rivoluzione verde per tornare a crescere, Italia semplice per sburocratizzare a favore di imprese e cittadini, Equity Act per parità salariale uomo-donna ed equilibrio nord-sud, aumento della spesa per l’educazione, piano per la salute e l’assistenza.
“Il Pd dia battaglia in Cdm, non siete Ministri tecnici”, è la sferzata e l’incoraggiamento del deputato del Pd Matteo Orfini, intervenuto a margine della due giorni del Partito Democratico. Orifni sembra tra i pochi ad accoergrsi che non si può andare avanti così a traino dei 5stelle. “Dario (Franceschini, ndr), non mi convince quanto ci hai proposto sui decreti sicurezza. Non mi convince l’idea che noi arriviamo in Parlamento senza un accordo di maggioranza perché su questo tema così non passiamo”, ha detto. “Costruire una forza di centrosinistra – continua Orfini – insieme a una forza che di sinistra non è, è un errore drammatico. E stiamo caricando troppo di aspettative questo governo. Stiamo incubando i virus di subalternità più che aprire a una nuova stagione politica”.
Mentre per l’ex Guardasigilli c’è ormai intesa totale con il Movimento. Orlando dice infatti: “Discontinuità con il governo gialloverde c’è già stata. Un’alleanza politica con il M5s anche con il voto? Assolutamente sì”

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