mercoledì, 30 Settembre, 2020

Il genocidio della Cina ai danni degli uiguri

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Quanto sta accadendo a Hong Kong, con la copertura di una legge sulla sicurezza nazionale, è la ripetizione di una prassi già attuata in numerose circostanze dal comunismo cinese con la soppressione del libero pensiero e la repressione di ogni volontà di indipendenza e di differenziazione. Vergognoso è il caso degli uiguri, un’ etnia turcofona di religione islamica, che vive nel nord ovest della Cina soprattutto nella regione autonoma dello Xinjiang

 

Da tempo il Presidente e capo del Partito comunista Xi Jimping sta attuando un vero e proprio genocidio ai danni di questa popolazione riempiendo campi di rieducazione, attuando la sterilizzazione delle donne e usando l’aborto come mezzo per evitare la prolificazione dell’ etnia. Pratiche che fanno tornare alla memoria gli orrori nazisti e quelli dei gulag sovietici. Pechino dal parte sua cerca di giustificare queste azioni con il tentativo di salvaguardare la sicurezza nazionale di fronte al pericolo di attacchi terroristici. Vi sono in effetti dei movimenti indipendentisti che agiscono per fare ottenere all’ etnia degli uiguri maggiore autonomia ma le misure repressive messe in atto da Pechino sono intollerabili e tese a una pulizia etnica offensiva e a un vero e proprio annientamento delle minoranze. I crimini del Governo cinese sono stati documentati da varie organizzazioni internazionali e anche dalla diffusione di video che testimoniano le condizioni disumane in cui vivono gli uiguri detenuti nel campo di rieducazione. Particolarmente riprovevole , con la scusa di contenere i tassi di natalità, la pratica della sterilizzazione delle donne di etnia uigura.

 

Lo scopo è invece quello che la minoranza musulmana non possa più riprodursi. Nelle province dello Xinjiang più popolate dagli uiguri il tasso di natalità è sceso da 22 nati all’ anno per mille abitanti a 8. Alle donne oltre a pillole contraccettive viene inserita una spirale uterina che a differenza di quanto accade in varie parti del mondo si può togliere solo con un intervento chirurgico. Ma nonostante gli sforzi della propaganda cinese che tenta inutilmente di minimizzare questa vergogna , nonostante sia in atto da parte di Xi Jimping un costante utilizzo di grandi investimenti in Europa e in Africa per realizzare imponenti progetti di espansione con la cosiddetta Via della Seta, le reazioni internazionali non si sono fatte attendere. Donald Trump, che in un primo momento aveva glissato su possibili sanzioni per non intaccare l’ accordo commerciale con la Cina, ha fatto approvare nei giorni scorsi dal Congresso una legge bipartisan che lo impegna a punire i funzionari del partito comunista cinese protagonisti dell’ oppressione delle minoranze e ha deciso alcune sanzioni su società cinesi coinvolte nella persecuzione degli uiguri.

 

Regno Unito e Unione Europea hanno anche preso posizione per la difesa dei diritti umani. È auspicabile che anche il Governo italiano , nonostante gli investimenti prospettati da Xi Jimping su infrastrutture e porti( Trieste e Genova) assuma le proprie responsabilità in merito alla salvaguardia dell’ etnia uigura in pericolo per la pulizia etnica cinese svegliandosi dal suo torpore. Pecunia non olet ma non a condizione che i diritti umani vengano calpestati.

 

Alessandro Perelli

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