lunedì, 18 Novembre, 2019

Il Giorno del ricordo e la tragedia del confine orientale

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“La legge del 30 marzo 2004 n.92 ha istituito il Giorno del ricordo ma ricorda solo le Foibe e l’Esodo, questo mio nuovo saggio invece vuole raccontare la storia di quello che avvenne dopo l’annessione conseguente alla Grande Guerra dei territori con etnia slovena e croata e soprattutto durante il secondo conflitto mondiale. Sono stati due decenni drammatici per la popolazione locale di lingua non italiana, che possono spiegare almeno in parte, senza però giustificare, quanto è accaduto nell’immediato Dopoguerra”, spiega lo storico Giorgio Giannini, nel suo ultimo libro “La tragedia del confine orientale. L’italianizzazione degli Slavi, le foibe, l’esodo giuliano-dalmata”, edito da LuoghInteriori, Città di Castello (PG).

Lo scopo è di ricordare non solo la tragica vicenda delle Foibe del settembre 1943 e del maggio-giugno 1945 nella Venezia Giulia e nell’Istria e l’esodo dei giuliano-dalmati nel dopoguerra, dopo la firma del Trattato di pace di Parigi del 10 febbraio 1947 e del Memorandum di Londra del 5 ottobre 1954 (di cui parla la Legge 30 marzo 2004 n. 92 che ha istituito il Giorno del ricordo), ma anche i tragici fatti accaduti in quella Regione sia dopo l’annessione successiva alla Grande Guerra, con la ‘italianizzazione forzata’ della popolazione di lingua slovena e croata e con il tentativo di distruggere la cultura locale, sia durante la Seconda Guerra mondiale, con la brutale repressione del dissenso slavo e con l’internamento in appositi Campi di concentramento, di oltre 100.000 civili, considerati pericolosi perché sostenitori del movimento di Resistenza. Un libro che offre senz’altro una rilettura storica intelligente raccontando la terribile vicenda delle Fobie non come episodio a sé, ma giustificato dal contesto storico delle due guerre e del dopoguerra. Una questione che fa ancora discutere e riflettere.

Nell’Appendice si racconta invece un tema poco dibattuto e cioè la italianizzazione della popolazione tirolese in Alto Adige, molto simile a quella subita dalla popolazione slovena e croata.

Nella ampia Documentazione ci sono, oltre alla Legge 92 del 2004, la sintesi (curata dall’Autore) del lungo iter legislativo per la sua approvazione, durato oltre nove anni, e una bozza di proposta di legge per la sua integrazione (curata dall’Autore), che prevede di ricordare, nel Giorno del ricordo (il 10 febbraio), la politica di ‘italianizzazione’ della popolazione slovena e croata (ed anche tirolese), attuata dal Regime Fascista. C’è infine la Relazione della Commissione storico-culturale italo-slovena, che ha operato dal 1993 al 2000, pubblicata solo dal Governo sloveno nel 2001, alla quale fanno riferimento molte note.

Maria Grazia Di Mario

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