martedì, 23 Aprile, 2019

Il giorno dopo. Marino: «Sto molto bene». Sel ci ripensa

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Marino-dimissioniGiacca chiara e cravatta a strisce blu e rosse, Ignazio Marino ha detto di stare «molto bene», poco prima di celebrare il matrimonio in Campidoglio di due amici. A poche ore dall’annuncio delle dimissioni – che scadranno il prossimo 29 ottobre – Sel fa un passo indietro, aprendo a una verifica.  Il democratico Roberto Speranza parla di «primarie inevitabili». Mario Michele Pascale (Psi): «Mi attendo una profonda autocritica sia nel Partito democratico che nei suoi alleati, e molti passi indietro». Nel frattempo su Change.org – la piattaforma online di petizione – è partita la raccolta di firme per invitare Marino a ripensarci, ottenendo già oltre 14.000 firme.

SEL: PRONTI A RIVEDERE SFIDUCIA – I consiglieri comunali di Sel hanno fatto un passo indietro rispetto a ieri, mostrandosi disponibili a rivedere la sfiducia.  «Noi vogliamo andare avanti con il programma elettorale» ha scritto sul social network ‘Facebook’ Gianluca Peciola, capogruppo di Sel. «E’ giusto chiedere al sindaco un cambio di rotta, la verità, il rispetto del mandato. Altrimenti può confermare le sue dimissioni»

SPERANZA (PD): PRIMARIE INEVITABILI – Per il capogruppo alla Camera dei Deputati dei democratici, nella Capitale «si è consumata una profonda rottura tra città e Pd. Le primarie saranno per me inevitabili per provare a ricostruire. Non possono bastare decisioni calate dall’alto. È indispensabile ripartire dalla nostra gente» ha auspicato Speranza.

PASCALE (PSI):  SCONFITTA MARINO È NOSTRA SCONFITTA – Sulla vicenda si è espresso Mario Michele Pascale, membro del Consiglio Nazionale del Psi, nonché presidente dell’Associazione Spartaco: «La sconfitta di Marino è la nostra sconfitta. La gozzoviglia e l’arroganza della sinistra romana hanno creato un sindaco debole, generato immobilismo amministrativo e scandali, reiterato le cattive pratiche (chiamiamole così per decenza) delle giunte Rutelli, Veltroni e Alemanno». Pascale ora si attende «una profonda autocritica sia nel PD che nei suoi alleati e molti passi indietro. Ricostruire un rapporto con i cittadini sarà una faccenda dura, ma non impossibile a patto di essere credibili. Facce nuove, quindi, per una nuova sinistra, per una nuova Roma. Astenersi cadaveri e moribondi».

Siria Garneri

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