giovedì, 26 Novembre, 2020

Il giovane Pertini, combattente per la libertà

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Oggi, ricorrenza dei 123 anni dalla nascita di Sandro Pertini, alla Sala Capitolare presso la Biblioteca del Senato è avvenuta la cerimonia per la presentazione della prima del film “Il giovane Pertini combattente per la libertà”. Su iniziativa della Fondazione Circoli Rosselli, la manifestazione è stata promossa dall’Intergruppo parlamentare cinema ed arti dello spettacolo. Ha introdotto i lavori il sen. Gianni Marilotti, presidente della Commissione per la Biblioteca e l’Archivio Storico. Sono intervenuti: Giambattista Assanti, sceneggiatore e regista; il prof. Stefano Caretti del Centro Studi e Documentazione “Sandro Pertini”; il prof. Maurizio Degl’Innocenti per la Fondazione “Filippo Turati”; il prof. Valdo Spini, già vice segretario del PSI, parlamentare e Ministro della Repubblica. Il prof. Gennaro Colangelo, esperto di Cinema e Spettacolo, ha coordinato il dibattito.

Il film è stato tratto dal libro di Stefano Caretti e Maurizio Degl’Innocenti dal titolo “Sandro Pertini, combattete per la libertà”.
Nel tentativo di una riscoperta del neorealismo, le scene del film si riferiscono al giovane Pertini, dalla sua adesione al Partito Socialista avvenuta dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti e si sviluppa lungo il percorso antifascista, dal dramma di esiliato politico fino alla lotta partigiana. Nel narrare gli aspetti salienti di quel momento storico vissuto da Sandro Pertini, il film mette in mostra uno spaccato sociale dell’Italia di allora, con tutte le sue contraddizioni ed i drammi personali e familiari di chi ha combattuto per la libertà e per la democrazia.

Le lettere che Sandro Pertini scriveva, già in esilio in Francia, raccontano il suo entusiasmo di fervido socialista. Attraverso i suoi scritti e le sue testimonianze, lo spettatore partecipa alla sua avventura di fuggiasco, detenuto e poi confinato politico. I suoi scritti, peraltro molto sofferti, con la madre Maria Muzio, raccontano di alcune amicizie vissute con alcuni dei suoi compagni socialisti (Claudio Treves, Filippo Turati, Adriano Olivetti, Ferruccio Parri) e di un grande amore, per la sua fidanzata Matilde, sacrificato ai quattordici lunghi anni di prigionia e confino.

Il film si apre con i primi giorni di insediamento a Capo dello Stato, nel Luglio del ’78, quando un vento impertinente spalanca la finestra e scompiglia le pagine di un vecchio diario la cui storia comincia in un giorno del 1929, giorno in cui il giovane Alessandro viene portato al carcere di Santo Stefano. Il film racconta gli episodi più importanti e suggestivi degli anni di prigionia che vanno dal ’29 al ’43.
Il cinema ha il compito di romanzare vicende reali nel pieno rispetto però della loro credibilità storica. Sono nati così, accanto ai personaggi veri come la madre Maria Muzio, la fidanzata Matilde, Antonio Gramsci, altri personaggi, realmente esistiti, ma con dinamiche diverse di narrazione, come l’agente di custodia Antonio Cuttano, spietato e sanguinario carceriere, autore di violenti pestaggi nel carcere di Pianosa. Al confino si aggiungono altre figure importanti che condividono il destino di Sandro: Beniamino, un cantante napoletano, Otello un ex- carabiniere socialista e Michele, un bambino incontrato a Ventotene, con il quale costruisce un aquilone che si alza nel cielo in una mattina d’estate, il 25 luglio del ’43, giorno in cui cade il fascismo.

Girato prevalentemente in provincia di Avellino, il film è stato prodotto dalla Genoma Films. Cresce dunque l’attesa per l’esordio del recente lavoro cinematografico del regista che ha consacrato sugli schermi internazionali l’Irpinia e la linea ferroviaria Avellino- Rocchetta nel celebre film “Ultima fermata”.

Il regista Assanti ha affermato: “Dopo ‘Ultima Fermata’ l’Irpinia torna sul maxi schermo, ma in questo caso il film è ambientato fra la Liguria e la Francia, e nelle quattro carceri di mare: location che abbiamo rifotografato altrove, fra la Campania e la Puglia”.
Per le riprese esterne infatti, la troupe ha ricostruito il paese natale del partigiano futuro Presidente della Repubblica, Stella Ligure, a Vieste, mentre gli interni sono stati ricostruiti nei borghi antichi del Sannio e del’Irpinia. Assanti ha spiegato: “Vieste è stata l’ambientazione in cui sono state girate le scene nelle carceri di Ponza e Ventotene, in cui purtroppo non è stato possibile allestire il set a causa delle presenza di troppi elementi di modernità”.
Dominique Sanda, Massimo Dapporto e Gabriele Greco sono i protagonisti in questo film che racconta della giovinezza di Sandro Pertini, che si conclude nel 1945 nella Milano finalmente Liberata, nel momento personale più difficile per Pertini, quando viene preannunciata la morte di suo fratello. Nella narrazione cinematografica si apprezzano nei dialoghi le presenze storiche di Antonio Gramsci, Giuseppe Saragat e Adriano Olivetti, fra gli altri, interpretati da Cesare Bocci, Adriano Giannini, Massimiliano Buzzanca, Andrea Papale ed altri. Dominique Sanda ha vinto l’Oscar nel 1972 con ‘Il giardino dei Finzi-Contini’, e i suoi impegni a teatro, così come gli impegni degli altri attori hanno rallentato le riprese. Questo è un film realizzato in low budget, anche se c’è stata la presenza di 145 comparse fra attori e figuranti speciali.

Durante le riprese il regista ha notato: “Abbiamo riscontrato grande apprezzamento per la figura di Pertini e le persone sono state molto partecipi. Gabriele Greco nel ruolo del giovane Pertini ha mostrato grande professionalità così come tutti gli attori coinvolti”.
Le musiche, infine, sono di Guido De Gaetano, allievo di Ennio Morricone. La colonna sonora è stata registrata a Sofia in Bulgaria da un’orchestra di 40 elementi.
L’opera può essere considerata un biopic evocativo che parte con una soggettiva di Sandro Pertini (Raffaele Pisu) appena eletto Presidente della Repubblica Italiana per tornare indietro a raccontare il giovane che sta dietro il grande statista, nonché partigiano, e ricordare l’ardore che ha accompagnato la sua fede verso il socialismo e le grandi rinunce affettive che tutto questo ha comportato.

In una delle sequenze finali, Sandro interagisce con due partigiani che lo aiutano, in una strada di Roma, a raccogliere le armi dei tedeschi in fuga: sono Giuseppe Saragat e Carla Voltolina. Col primo condividerà la presidenza della Repubblica e con la seconda l’amore di una vita.

Il film è stato prodotto con finalità divulgative di una importante storia recente dell’Italia rimasta sconosciuta alle nuove generazioni.
Tra i presenti nella sala della Biblioteca del Senato anche il segretario del Psi Maraio ed il compagno Ugo Intini.

Salvatore Rondello

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