mercoledì, 20 Novembre, 2019

Il Giro del Vaticano, Bogoraz, scrittore o giornalista?

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SFORBICIATE LIBRI. Antonio Ferrari non gira più il mondo come inviato speciale del “Corriere” ,ora si dedica ai libri e persino ai romanzi, di cui ha pubblicato per Chiarelettere,”Amen”,in cui parla dell’attentato a Giovanni Paolo II e dei molti misteri del Vaticano, tra agenti internazionali, spie, massoneria, malavita organizzata, cardinali e vescovi troppo disinvolti. Ferrari è stato amico di Walter Tobagi, insieme a lui si è occupato di terrorismo rosso e nero: è quando è stato minacciato di morte ,dopo l’assassinio di Tobagi (da parte di un gruppo terrorista vicino alle Br), la direzione del suo giornale ha pensato di spostarlo sui fronti esteri ,inviandolo nelle zone calde nel Medio Oriente, nel Nord Africa e nei Balcani .Nel suo romanzo ricostruisce vicende ,ancora oggi avvolte nei misteri vaticani : delle lotte interne tra lobbies in tonaca per rinnovare la Chiesa e liberarla dai sostenitori del conservatorismo e dell’immobilismo .Si parla anche di diffusa pedofilia, di finanza deviata, di crimini e delitti, fra cui quello storico , per fortuna fallito, di papa Wojtyla. Tutti temi oggetto di indagine da decenni e ancora oggi ,in gran parte,non svelati . Un romanzo avvincente, quello di Ferrari, tutto costruito sulla fantasia, ma che lascia trapelare con chiarezza tragiche realtà.
Chi ha mai sentito parlare di Tan Bogoraz ? Vinceremmo sicuramente quasi tutte le scommesse. Eppure questo scrittore, che dalle foto somiglia vagamente a Lenin, è stato un apprezzato studioso di etnografia. Di Bogoraz (che si firmava nelle opere letterarie Vladimir Germanovic Bogoraz) è stata pubblicato ora dall’editore Gammarò un’opera di grande interesse, “Le otto tribù”. Lo scrittore visse a lungo a Taganrog,nel Mar d’Azov per studiare le condizioni delle popolazioni aborigene .Successivamente ,dopo svariati arresti ,venne inviato in esilio a Sredenekolymsk,sul fiume Kolyma,nella Siberia estrema e desolata. Tutti luoghi diventati in seguito tristemente noti perché utilizzati dal regime comunista ( negli anni di Stalin,in modo particolare) per i gulag dove vennero rinchiusi migliaia di dissidenti e,in generale,per tutti coloro che il partito comunista sovietico non tollerava. Questo libro si segnala per la qualità della scrittura e per le osservazioni di carattere psicologico ed etnografico dello scienziato-scrittore Bogoraz . Un intellettuale questo che ha fatto scoprire quella serie di importanti scrittori russi degli anni ’90 dell’Ottocento (Serafimovic, Kuprin, Veresaev e tanti altri ) ,di cui lui stesso faceva parte .Bogoraz è stato sempre molto apprezzato dagli studiosi anche se poco noto al grande pubblico occidentale.Ora le “Otto tribù” ci dà la possibilità di conoscerne lo stile epico,le curiosità etnografiche e le immagini poetiche dello studioso. Bogoraz (scomparso nel 1936) rientrò in Russia,dopo aver vissuto a lungo negli Usa, e si dedicò attivamente alla difesa dei diritti delle popolazioni indigene del Nord della Russia.Anche la studiosa che ha tradotto i suoi testi ,Luciana Vagge Saccorotti,ha vissuto a lungo in un accampamento dei Nency,allevatori di renne nella penisola di Jamal.
Parliamo adesso di giornalismo e letteratura con due libri di Marsilio e Sonzogno. Il primo , “Oracolo manuale per scrittrici e scrittori”, è di Giulio Mozzi (Sonzogno),uno scrittore, “accademico”, che ha creato per chi ancora ama scrivere, una “bottega letteraria”. Questo libro-gioco è un divertissement, non aiuta a scrivere, non fa diventare narratori o saggisti e tanto meno poeti. Ma diverte molto e ci fa pensare. E questo non ci sembra poco. Più rigoroso e “serio” è invece il saggio a cura di Daniela Marchesini ( “Letteratura e giornalismo”, volume II ,Marsilio) . Si tratta ,in realtà, di una serie di contributi di studiosi raccolti in volume (scrittori,giornalisti,critici letterari),svolti in un seminario,per approfondire i tanti interrogativi ,di cui si sono occupati anche grandi firme del giornalismo e della letteratura ,come Pier Paolo Pasolini e Albert Camus. Ma anche studiosi,come Luigi Firpo, non si sottrassero alle polemiche su ciò che possiamo considerare letteratura o solo giornalismo. E naturalmente gli interrogativi sono così numerosi che non possiamo elencarli in una breve nota. Il libro è però piacevole (e suggestivo) da leggere.
Aldo Forbice

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