domenica, 19 Maggio, 2019

Il Governo al pre-consiglio tra liti e divisioni

0

C’è molta fibrillazione tra gli addetti ai lavori in attesa del pre Consiglio di oggi sulla sicurezza per l’alta la tensione tra Lega e M5S, con gli occhi puntati sulla Borsa dopo le fiammate di ieri nello spread.
Però, sullo spread è arrivata oggi una dichiarazione del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco che, nel suo intervento al Aaron Istituto dei Herliza in Israele, ha affermato: “Lo spread italiano è sopra 270 punti base, più del doppio del livello di inizio 2018, prima delle elezioni politiche e l’alto livello del debito espone l’Italia alla volatilità del mercato finanziario. Una credibile strategia di ridurre il livello del debito nel medio termine non può più essere rinviata anche perché se l’aumento degli interessi persiste peserà inevitabilmente sul costo del debito, cioè sulla spesa pubblica”. Un’altra amara realtà che responsabilmente ha fatto notare il Governatore della Banca d’Italia.

Tra le novità dell’ultima ora sul decreto, ci sarebbe anche l’istituzione di un fondo per i rimpatri con una dotazione iniziale di due milioni per il 2019. I fondi potrebbero aumentare fino a 50 milioni annui e potranno arrivare dai risparmi di spesa che deriverebbero dalla razionalizzazione dei centri per l’immigrazione.
Verrebbero utilizzati per finanziare interventi di cooperazione o intese bilaterali per i rimpatri.
In mattinata, i membri del legislativo del Movimento penta stellato si sarebbero riuniti per fare un punto sul decreto. Di certo, nei vertici del Movimento si ha la sensazione che l’obiettivo del decreto sia soprattutto quello di togliere poteri a Toninelli cercando di aggiustare il tiro anche sul nodo dei rimpatri.

Per Salvini, invece, il provvedimento avrebbe i caratteri della straordinaria necessità e urgenza dove il vicepremier punta tutto per i sui suoi cavalli di battaglia: dalla stretta ai migranti e a chi li accoglie all’istituzione di un fondo ad hoc sui rimpatri da istituire alla Farnesina per incentivi ai Paesi d’origine che si mostrano più collaborativi. Spetterà al premier Giuseppe Conte, a soli sei giorni dalle Europee, cercare di trovare un non facile punto di equilibrio. Da Palazzo Chigi, per ora, non filtrano commenti: una valutazione, si sottolinea, verrà fatta solo sulla base del testo che arriverà in Cdm.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Vito Crimi, all’Agenzia stampa ‘AdnKronos’, ha detto: “Il governo va avanti altri 4 anni, bisognerà capire se la Lega vuole andare avanti, noi ce la stiamo mettendo tutta perché è un’occasione unica. Salvini forse è un po’ nervoso, sta venendo meno l’aura di invincibilità o di crescita infinita, si rende conto che un certo meccanismo non paga. Noi lavoriamo a testa bassa e andiamo avanti nell’interesse dei cittadini, pochi proclami e molti fatti. Se il ministro dell’Interno chiede un rimpasto di governo si assume la sua responsabilità”. Alla domanda dei giornalisti: “Cioè, una crisi?”, il sottosegretario Crimi ha risposto: “Beh, rimpasto vorrebbe dire rivedere tutti gli equilibri di governo e non mi sembra che ci siano i presupposti. Sicuramente andrebbe fatto un check delle cose fatte”.

Poi, Crimi ha aggiunto: “Dal mio punto di vista il limite dei due mandati per le cariche istituzionali più ampie in termini geografici (consiglieri regionali, parlamentari nazionali ed europei) non deve essere messo in discussione. E’ uno di quegli anticorpi che abbiamo contro la corruzione. Io ho la consapevolezza che questo è il mio ultimo mandato”.
Su Radio Radicale, a proposito dell’emendamento presentato dal Carroccio per prorogare di sei mesi la convenzione in scadenza il 21 maggio, il sottosegretario ha detto: “La Lega ha preso questa posizione che mi stupisce, devo dire la verità. All’improvviso si sono riscoperti amanti di Radio Radicale. Non mi pare siano stati così benevoli nei loro confronti in passato… forse lo fanno per cercare di trovare un po’ di ‘accoglienza’ da parte degli altri partiti”.

Poi, sull’autonomia, Crimi ha detto: “Non deve creare cittadini di serie A e B. L’Italia è un Paese unico e così deve andare avanti. Noi abbiamo sempre detto che nessuno deve rimanere indietro e questo vale anche per le Regioni. L’autonomia si può fare ma bisogna vedere come la si fa”.
Inoltre, sull’Iva il sottosegretario ha affermato: “Non ci sarà né patrimoniale né aumento dell’Iva. Dovremo cercare di dare rassicurazioni ai mercati, ci sono segnali positivi e il Paese sta crescendo. Mi stupiscono queste reazioni… questo Paese secondo me sta crescendo. Gli ultimi dati danno dei segnali di cambio di passo”.
Sulle recenti voci che vedrebbero il M5S più vicino al PD, Crimi ha sottolineato: “Sul fronte elezioni e voto, non faremo alleanze col Pd. Punto. Il Pd oggi rappresenta quella forza politica che più di altre ha al suo interno tutte le contraddizioni che abbiamo combattuto in questi anni”.

Il sottosegretario ha concluso: “Infine, il nostro governo non deve avere nei, non deve prestare il fianco a nessuno per poter essere offuscato. Anche in quel caso il viceministro Rixi dovrebbe prendere una decisione. Non dico altro ma credo che Rixi dovrebbe prendere atto che una condanna per un membro del governo non è una cosa che ci possiamo permettere”.
Il M5S è andato all’attacco sul fronte corruzione mentre a Legnano si stava svolgendo la giunta leghista. Nel frattempo, i penta stellati hanno accellerato sul fronte famiglie.
Di Maio ha detto: “E’ chiaro ed evidente che c’è un’emergenza corruzione, una Tangentopoli bis, che colpisce tutti i partiti e noi dobbiamo arginare questi fenomeni”.
In sintonia è intervenuto anche il ministro Bonafede: “Non commento mai le indagini in corso, ho massimo rispetto per l’autonomia della magistratura che deve lavorare in pace, ma rilevo che in Italia c’è una emergenza corruzione”.

Intanto fonti del M5s fanno sapere che puntano a portare già al prossimo Consiglio dei ministri il decreto per la famiglia. Il testo, secondo quanto si apprende da fonti di governo M5S, sarebbe già stato trasmesso al Mef per verificare le coperture e potrebbe approdare sul tavolo del pre-consiglio odierno, che dovrebbe esaminare anche il decreto sicurezza bis voluto da Matteo Salvini. Il decreto di Di Maio dovrebbe prevedere la costituzione di un ‘fondo per la natalità e le politiche per la famiglia’.
In un comizio a Foggia, il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha detto: “E’ strano che negli ultimi giorni Renzi e Di Maio vadano d’accordo su tanti temi: no autonomia, no flat tax, no trasporti. C’è bisogno di sì. Mi sono rotto di un esercito di rompicoglioni che arriva qua a spacciare e rubare. Se qualcuno nel Movimento 5 stelle ha nostalgia dei porti aperti vada a casa. Se qualcuno ha nostalgia di fare un governo con la sinistra lo dica chiaro”.
Il fondatore del Movimento Cinque Stelle ha raccontato al settimanale “Sette” (nel numero che sarà in edicola domani) perché è tornato al suo mestiere di origine, quello di attore: “Il mio ruolo è come quello dei primi stati dell’Apollo: fornisci la spinta, l’energia, poi ti stacchi un po’. C’erano solo due possibilità: continuare a essere il capo del Movimento oppure assumere la posizione del garante”. Le incursioni di Beppe Grillo nel palazzo sono sempre più rare, ma non si dice deluso dalla politica: “È come stare sul traghetto mentre soffri il mal di mare”.
Grillo promuove Luigi Di Maio per l’accordo sull’Ilva e sulle elezioni europee dice: “Se andranno male devo sfiduciarlo? Quello che conta è non perderci, non la possibilità di perdere”.
Di Carlo Calenda del Pd dice: “Uomo autoreferentialis, una specie di gigolò confindustriale”. Anche sull’immigrazione attacca il Pd e difende il governo: “Il Pd in cambio di una bella concessione per dare la mancetta elettorale da 80 euro a chi già lavorava, si è impegnato a trasformare l’Italia in un campo profughi. Poi è intervenuto Minniti, perché gli stava sfuggendo di mano il Mediterraneo, nell’indifferenza più assoluta. Adesso noi passiamo per razzisti e no, questa è una tragica giostra, ma bisogna starci sopra fino in fondo!”.
In Economia rifiuta l’aggettivo “pauperista” rivolto al governo per i nuovi sussidi di Stato e il no alle grandi infrastrutture: “Pauperista è uno dei termini più demenziali che ci siano”. Le battaglie cardinali restano “la lotta alla corruzione, il reddito di cittadinanza, le class action, la dignità dei lavoratori”. Sui vaccini dice: “E’ ridicolo essere contro i vaccini in sé, ma decidere l’obbligo è una questione politica, non scientifica”.
Su Salvini ha detto:  “Ritengo le idee di Salvini allo stesso livello dei dialoghi di uno spaghetti western. Lo manderei a calci a fare il suo lavoro al Viminale…però siamo al governo, dobbiamo essere più consapevoli”.
Infine, ecco la differenza tra il pubblico di un comizio e il pubblico di uno spettacolo: “Se fai un passo di lato davanti alla platea di un teatro si incazzano, e hanno ragione. La piazza, da noi, è un fenomeno sconosciuto perché non è raccontato da nessuno in modo corretto, cercano solo di sminuirla o di aumentarla di importanza, a seconda dei casi”.
Che tristezza assistere al teatrino pubblico dell’indecenza politica. Intanto, la Tav resta in sospeso senza nessuna decisione. In politica internazionale non si sa quale posizione politica assumere per la Libia. Con molto ritardo il governo si è pronunciato sulla questione del Venezuela. Per l’Unione europea e per il resto del mondo, si avverte soltanto il vuoto della politica estera italiana. Al Mise si ammucchiano i contratti scaduti dei lavoratori e non si conosce il programma per un piano industriale e di sviluppo del Paese. Poi, i docenti che a scuola manifestano liberamente il loro pensiero vengono puniti (come è successo a Palermo). Ma che governo è quello attuale?

Salvatore Rondello

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply