venerdì, 15 Novembre, 2019

Il governo apre la caccia ai grandi evasori

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Dopo le tensioni di ieri su alcuni punti del Dl sul bilancio, in serata, il Governo giallorosso, dopo oltre due ore e mezzo di vertice notturno e diversi incontri bilaterali per sciogliere alcuni dei nodi ancora aperti, sembrerebbe aver trovato un accordo. Dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri la scorsa settimana con la clausola ‘salvo intese’, finalmente, nella notte è arrivato il disco verde, e nei prossimi giorni si valuteranno gli ultimi elementi della legge di bilancio.
Verrebbero posticipate a luglio 2020 sia le multe sul mancato uso del Pos, nell’attesa di un accordo sull’abbassamento dei costi delle commissioni delle carte di credito e dei dispositivi per il pagamento, sia le nuove norme per la riduzione della soglia sul contante. Questo slittamento sarebbe dovuto ai tempi tecnici per la creazione di una piattaforma informatica dove dovranno confluire tutti i dati utili al funzionamento di tutto il pacchetto anti evasione.
Il governo lavora anche alle misure sul cashback. In manovra dovrebbe arrivare il ritorno del 19% delle spese effettuate tramite pagamenti con carte di credito e bancomat. Secondo alcune fonti di governo, si vorrebbe ampliare l’elenco dei settori interessati, dai ristoranti al parrucchiere, dall’ estetista all’elettrauto. Si punterebbe, inoltre, ad estendere anche ai dentisti e ai medici.

Fonti di governo hanno spiegato che in proposito occorrerebbe creare un sistema informatico in grado di raccogliere i dati dei vari circuiti di carte di credito e inviarli a una sorta di centrale che calcolerà quanto il possessore della carta vedrà tornare indietro attraverso il sistema del ‘cash-back’.
Sarebbe passato anche il giustizialismo di facciata del M5S: il carcere ai grandi evasori e la confisca per sproporzione hanno trovato spazio nel decreto fiscale ed entrambe le norme entreranno in vigore dopo la conversione in legge da parte del Parlamento. Il ministro Luigi Di Maio, al termine del vertice di maggioranza a Palazzo Chigi, ha scritto sui social: “D’ora in avanti chi evaderà centinaia e centinaia di migliaia di euro sarà finalmente punito con il carcere. Colpiamo i pesci grossi”.

Secondo quanto trapela da fonti della presidenza del Consiglio, il premier Giuseppe Conte si è detto soddisfatto per l’accordo raggiunto. È previsto il carcere da 4 a 8 anni per chi evade più di 100 mila euro. Il decreto contiene anche la confisca per sproporzione.
Sarebbe rimasto in sospeso il tema della flat tax per le partite Iva. Se da un lato è stato trovato l’accordo per evitare l’introduzione del calcolo analitico per le partite Iva con fatturato sotto i 65 mila euro, rimarrebbero da risolvere alcuni dettagli a partire dal limite relativo ai beni strumentali.
Dunque, pene dure per i grandi evasori che, difficilmente potranno essere arrestati, poiché la maggior parte vive all’estero in luoghi dove non è ammessa l’estradizione. Inoltre, nell’ipotesi di arresto e condanna al carcere, i costi di carcerazione degli evasori graverebbero sugli onesti contribuenti che, invece, si aspettano dallo Stato l’allocazione delle risorse per migliori servizi ai cittadini.
Poi, la Commissione Europea attende nuovi chiarimenti dall’Italia entro domani per giungere ad una valutazione finale sulla manovra. Questa è una delle motivazioni contenute all’interno della lettera inviata al governo italiano, non l’unico a ricevere richieste simili. Nella lettera della Commissione Ue si legge: “Saremmo lieti di ricevere ulteriori informazioni sulla composizione precisa del saldo strutturale”. Inoltre, la Commissione ha chiesto anche maggiori chiarimenti sulle modalità di spesa previste nel Documento Programmatico di Bilancio dove c’è scritto: “Queste informazioni ci aiuterebbero a capire se c’è un rischio di deviazione significativa dal percorso di aggiustamento di bilancio che l’Italia si è prefissata di seguire. Tenendo conto del dibattito svoltosi nella riunione dell’Eurogruppo del 9 ottobre sulla situazione economica e sulla politica di bilancio nell’area dell’euro, la Commissione europea cerca di proseguire un dialogo costruttivo con l’Italia per giungere ad una valutazione finale”.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parlando a margine dell’assemblea di Confesercenti, ha assicurato: “Forniremo tutti i chiarimenti a Bruxelles”. E’ una interlocuzione doverosa cui non ci sottrarremo”.
L’Ue ha precisato: “I chiarimenti servono per capire se ci sia un rischio di deviazione significativa dagli aggiustamenti di bilancio raccomandati nel 2020 e nel passaggio fra il 2019 e il 2020”.
Ma il premier sulla manovra, rassicurando la platea di Confesercenti, ha chiarito: “Pur in presenza di un quadro particolarmente critico sulla scena internazionale, dobbiamo constatare che il nostro Paese non viene più considerato fattore di rischio per l’economia mondiale”.

Conte ha aggiunto: “Lo spread si è ridotto in questa ultima parte del 2019 e ci permetterà di risparmiare fino a 18 miliardi di euro nei prossimi tre anni, pari a circa 630 euro in media per ogni contribuente, elemento che può portare a una riduzione del rapporto debito/pil. Dunque, lavoreremo perché la riduzione dello spread sia ancora più significativa e i mercati possano credere ancora di più in noi”.
Inoltre, Conte ha detto: “Per promuovere l’uso dei pagamenti elettronici senza penalizzare chi usa il contante, serve tempo per fare le cose per bene. Per questo si è deciso di posticipare l’entrata in vigore del piano a luglio 2020. Con questa operazione non intendiamo punire o criminalizzare alcuna categoria, né penalizzare chi usa contante. È passato un messaggio sbagliato: nessuna conseguenza negativa per chi usa il contante, ma vogliamo premiare chi usa il pagamento elettronico, e favorire l’adozione del Pos da parte dei commercianti con una riduzione delle commissioni. L’obiettivo: azzerare le commissioni per importi di ridotta entità”.

Conte ha però confermato alcune divergenze emerse durante il colloquio notturno con Di Maio, rimanendo tuttavia ottimista: “Il confronto di ieri mi ha rassicurato perché seppure ci possano essere alcune varietà di accenti, lievi differenti sensibilità, c’è unità d’intenti. Quel che conta è l’obiettivo finale. Alla fine l’importante è la sintesi, non sono importanti le singole dichiarazioni. Importanti sono le posizioni che maturano complessivamente e quindi la sintesi politica. Su questo c’è unitarietà di posizioni e quindi saremo tutti determinati a realizzare questo piano e quindi i contenuti della manovra e del decreto fiscale”.

Infine, sulla flat tax Conte ha spiegato: “Noi vogliamo confermare quel regime fiscale di favore perché stiamo parlando di un’aliquota al 15% per tutto il popolo delle piccole partite Iva e dei giovani e liberi professionisti. Per fare questo stiamo verificando, stiamo valutando le proposte del Mef. Vogliamo evitare che si aggravi la posizione di questi contribuenti. La proposta di detassare gli incrementi retributivi è allo studio. È una misura che ha un costo economico. Nel momento in cui libereremo risorse è una manovra che potremo considerare come utile anch’essa per favorire la crescita della domanda interna”.

Insomma, il governo giallorosso vorrebbe fare meglio del governo gialloverde, tuttavia qualche errore di valutazione politica potrebbe spingere alcuni elettori verso il centrodestra.

Salvatore Rondello

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