domenica, 24 Marzo, 2019

Il governo del cambiamento… in peggio

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La manovra del cambiamento, operata dal governo del cambiamento, guidata dall’avvocato degli italiani, pare destinata a deludere molte delle aspettative alimentate negli ultimi mesi dai soggetti che sostengono l’esecutivo: sia quelle riguardanti l’abolizione della legge Fornero, che quelle riguardanti il “reddito di cittadinanza”, sia quelle, fortissime nei ceti più produttivi, di una riduzione e razionalizzazione del prelievo fiscale.

Qualche cambiamento in peggio, però, è già certo: molti pensionati non certo di lusso si vedranno tagliati gli adeguamenti ISTAT, il volontariato sarà chiamato a pagare il doppio delle tasse che finora ha pagato.

Tra i cambiamenti in peggio, uno di quelli veramente odiosi, oltre che scriteriato e miope, riguarda i tagli al sistema della ricerca e dell’università: meno 30 milioni alla ricerca, meno 40 milioni al fondo di finanziamento ordinario delle università, meno 30 milioni per il diritto allo studio.

Contro questa sciabolata alle caviglie del sistema universitario si era già levata alta, subito prima di Natale, la protesta di Anna Azzalin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari; a lei si è unita oggi la Prof.ssa Carla Barbati, Presidente del Consiglio Universitario Nazionale.

Il mondo dell’università critica vigorosamente, e giustamente, una manovra che invece di investire in ricerca e formazione universitaria, taglia 100 milioni di euro alla formazione universitaria da cui dipende, da molti punti di vista, il futuro delle nuove generazioni che da quel sistema devono essere formati e che dalla ricerca possono sperare di ricevere la creazione di posti di lavoro.

Caro avvocato degli italiani, mi sa che sta perdendo la causa.

Lorenzo Cinquepalmi

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