lunedì, 14 Ottobre, 2019

Il governo di Fassina ferisce Fassina

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L’inimmaginabile accade. Fassina ferito ad una manifestazione sindacale. Un gruppo di poliziotti sfonda a Roma un presidio di lavoratori a rischio licenziamento. L’impatto tra terribili urla è duro. Vengono travolti e finiscono a terra Stefano Fassina, i sindacalisti Natale Di Cola e Alberto Civica. Il primo, deputato di Sinistra Italiana-Leu e consigliere comunale a Roma, subisce i danni peggiori: è ferito. È trasportato “in codice rosso” da un’ambulanza nell’ospedale San Giovanni per un sospetto di trauma toracico. I sindacalisti della Cgil e della Uil, invece, se la cavano con qualche contusione.

La scena di violenza ad una manifestazione sindacale è stupefacente. È ancora più incredibile perché certo non rispecchia il clima di dialogo con il mondo del lavoro del Conte due. Il governo M5S-Pd-Italia Viva-Leu è considerato il ministero più a sinistra della storia italiana. Ecco i fatti. Lunedì primo ottobre un gruppo di dipendenti di “Roma Metropolitane”, una azienda pubblica a rischio liquidazione, manifesta davanti alla sede della società. Fassina, teorico del sovranismo di sinistra, è presente con altri colleghi (tra cui il capogruppo del Pd Giulio Pelonzi) per solidarizzare con i lavoratori che rischiano di restare disoccupati.
Il clima è teso ma non ci sono problemi finché non succede il patatrac. La polizia, secondo alcuni testimoni, forza il blocco dei lavoratori che presidiano l’ingresso del palazzo di “Roma Metropolitane” per consentire il passaggio a un collaboratore dell’assessore capitolino alle Partecipate, Gianni Lemmetti. L’intento è di consegnare un atto della giunta grillina di Roma guidata dalla sindaca Raggi all’assemblea dei soci di “Roma Metropolitane”. Il risultato è molto diverso: Fassina ferito e due sindacalisti contusi. Il rapporto appena riallacciato tra il governo Conte due e i sindacati rischia la rottura, l’esecutivo entra in contraddizione con se stesso.

La bufera politica è immediata. La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, già prefetto di Milano, ha chiesto al capo della polizia Franco Gabrielli di accertare se l’intervento degli agenti «sia stato svolto in maniera corretta e senza violazioni di legge». Il segretario del Pd Zingaretti chiede di fare «immediata chiarezza» sulla vicenda. Il segretario di Sinistra Italiana-Leu Fratoianni domanda al Viminale di spiegare perché «nel 2019 lavoratori che difendono il proprio posto di lavoro sono picchiati dalla forze dell’ordine» e perché parlamentari e sindacalisti «vengano feriti». I segretari di Cgil-Cisl-Uil Landini, Furlan, Barbagallo giudicano «intollerabile» l’accaduto.
Siamo al paradosso: due segretari della maggioranza del governo giallo-rosso chiedono chiarimenti al Viminale e, di fatto, criticano la loro ministra Luciana Lamorgese. Figuriamoci quali sarebbero state le reazioni se Matteo Salvini, il segretario della Lega sovranista, fosse ancora ministro dell’Interno e non all’opposizione. Silvio Berlusconi ritiene l’esecutivo Conte due «il governo più a sinistra nella storia della Repubblica perché è il governo delle quattro sinistre». Se è esatto il giudizio del presidente di Forza Italia c’è qualcosa che non quadra nel ferimento di Fassina.

Rodolfo Ruocco
(Sfogliaroma)

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