venerdì, 20 Settembre, 2019

Il governo litiga e il Paese resta paralizzato

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Nuovo capitolo di scontro all’interno della maggioranza. Ogni tema è ispirazione per una nuova puntata di una diatriba permanente che sta dilaniando la maggioranza. Iva, tasse, clausole di salvaguardia, immigrazione, sbarchi, sicurezza e in ultimo le vicende legate al comune di Legnano. Solo una cosa è chiara: il governo è paralizzato e reso incapace di agire, in preda ai continui scontri dettati da una campagna elettorale senza fine in cui i due alleati di governo cercano di vincere una sorta di referendum confermativo sul proprio operato. Un test, un sondaggio reale per pesare i due partiti al governo e agire di conseguenze per i mesi che verranno.

In mattinata il primo botta e risposta. “Tornare a prima di Maastricht? Il M5S è convinto che certi parametri debbano essere cambiati, lo diciamo da sempre. Le regole vanno cambiate ma questo non vuol dire uscire dall’Unione europea. Non è nel contratto di governo e non esiste” ha detto Di Maio dopo le parole del ministro dell’Interno che ha ammesso che tornerebbe volentieri alle regole pre-Maastricht.

Ma lo scontro più pensate è quello sugli sbarchi con la nave SeaWatch3 in avvicinamento alle nostre coste. La nave SeaWatch3 sta “rispettando la diffida della Guardia di finanza e ha ricevuto indicazioni di fare rotta verso la Tunisia”, fanno sapere fonti del Viminale secondo cui “la linea dura è confermata”. “Questi non sono soccorritori ma scafisti e come tali verranno trattati. Per i trafficanti di esseri umani i porti italiani sono e rimangono chiusi” è l’annuncio di Matteo Salvini. “Nessun ministro e neanche il presidente del Consiglio pensi di ordinare a me di far arrivare le navi con i migranti in Italia. Se qualcuno pensa di riaprire i porti ha trovato il ministro e il partito politico sbagliato”, ha detto il titolare del Viminale in una diretta Facebook. La risposta del vicepremier Luigi Di Maio arriva in una nota: «È evidente che c’è chi vuole alzare il livello dello scontro. Non c’è molto da aggiungere rispetto agli attacchi inviati al presidente del Consiglio, che ha tutto il sostegno mio e del governo. Di uomini soli al comando ne abbiamo già avuti e in Italia non ne sentiamo certo la mancanza”. E il riferimento a chi è abbastanza chiaro.

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