giovedì, 28 Maggio, 2020

Il lato oscuro della cultura italiana conquista Praga

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A Praga si è svolto nei giorni scorso un incontro letterario sul tema “Il lato oscuro della letteratura italiana” tra ottocento e novecento e, più in generale, dell’influenza del pensiero esoterico e dell’occultismo sulla cultura ufficiale.
All’incontro sono intervenuti Simona Cigliana e Mauro Ruggiero, autori dei saggi “Due secoli di fantasmi” (Edizioni Mediterranee, 2018) e “Le muse ermetiche. Esoterismo e occultismo nella letteratura italiana tra Fin de siècle e Avanguardia” (Jouvence editore, 2019).
Nel corso della conferenza, tenuta in lingua italiana, è stato approfondito il rapporto tra l’esoterismo occidentale e la cultura, e più nello specifico con la letteratura italiana tra Ottocento e Novecento. Non è un caso che argomenti così particolari e inusuali vengano discussi a Praga, la città europea più emblematica per l’alchimia, l’esoterismo e le scienze occulte.
Introduce: Alberta Lai, Direttrice IIC Praga. Modera: Alice Flemrova (Università Karlova).
Ha Organizzato l’evento l’Istituto Italiano di Cultura a Praga per Lunedì 4 novembre, ore 18.00 – nella Sala conferenze dell’Istituto Italiano di Cultura (Šporkova 14, Praga1).
Partecipano all’evento Mimesis Edizioni Gruppo editoriale, Edizioni Mediterranee, Editoriale Jouvence Istituto Italiano di Cultura Praga.

Simona Cigliana ha insegnato Letteratura Italiana, Critica Militante e Letterature Europee Comparate alla “Sapienza ed in altre Università italiane ed europee. E’ autrice, in Italia e all’estero, di numerosi studi scientifici su Luigi Capuana, Giovanni Verga, Luigi Pirandello, Massimo Bontempelli, Filippo Tommaso Marinetti e diversi altri autori otto-novecenteschi. Tra le sue pubblicazioni, relativamente all’ambito dei rapporti tra occultismo, spiritualismo e storia delle avanguardie, assumono significativa importanza: Futurismo esoterico. Contributi per una storia dell’irrazionalismo italiano tra Otto e Novecento (Napoli – Liguori – 2002); La seduta spiritica. Dove e perché i fantasmi hanno invaso la modernità (Roma – Fazi – 2007); “Il fantasma senza spirito. Storie di apparizioni, spettri ed ectoplasmi da Mesmer a Baudrillard (passando per Marx)”, in Ritorni spettrali.Storie e teorie della spettralità senza fantasmi (Bologna – Il Mulino – 2018).
Le storie di fantasmi, forse, accompagnano l’immaginario collettivo da sempre. Simona Cigliana, nella sua interessante opera “Due secoli di fantasmi” pubblicata da Edizioni Mediterranee alla fine del 2018, esamina il fenomeno dell’interesse per il paranormale tra il XIX ed il XX secolo. Un fenomeno molto vasto, esteso in tutto il mondo, che ha coinvolto illustri personalità del mondo culturale, politico ed imprenditoriale.
Già circa dieci anni prima, quando uscì la prima edizione di questo volume per l’editore Fazi, il libro ottenne un buon successo di vendite. Molte recensioni, tutte lusinghiere, furono pubblicate dal Corriere della Sera (Stefano Bucci), il Manifesto (Luca Scarlini), la Stampa Tuttolibri (Ruggero Bianchi), il Sole24Ore (Giuseppe Scaraffia), il Foglio (Daniela Origlia), il Giornale (Antonio Armando), il Secolo XIX (Massimiliano Panarari), ma anche sul Messaggero, il Giornale di Sicilia ed il Riformista.
Sostenuta dal successo della critica, Simona Cigliana ha continuato la sua ricerca con meticolosa cura, ampliando la bibliografia ed i contenuti. La seconda edizione si sviluppa per circa duecentocinquanta pagine, con l’aggiunta di una ricchissima bibliografia che occupa altre cinquanta pagine forma un tomo di oltre trecento pagine. L’autrice non si limita a raccontare i curiosi episodi che riguardano case infestate, tavoli giranti, apparizioni, spiritisti, magnetizzatori e medium sparsi dall’Europa fino ad oltre Atlantico.
L’autrice ha indagato su un costume sociale di quel periodo storico, in un ambito in cui si incontrano fatti misteriosi, ma anche profittatori senza scrupoli.
Il libro non è soltanto la narrazione di vicende inquietanti in controtendenza con la razionalità moderna. L’autrice si spinge ineccepibilmente in un percorso che va oltre il fenomeno dello spiritismo e i suoi sconfinamenti nel mondo esoterico. Con uno stile coinvolgente, indaga nei meandri del mondo della cultura, tra scrittori ed artisti che si sono lasciati coinvolgere dal mondo dell’occulto, ponendosi il problema di quanto tutto ciò possa avere influito sul panorama culturale tra Ottocento e Novecento.
Quello che emerge in quel periodo storico è anche l’interesse scientifico, volto a indagare i fenomeni più misteriosi e a dimostrarne l’autenticità in modo galileiano. Ma il rapporto dello spiritismo con la scienza assume una dimensione molto più complessa di quanto si possa immaginare, tra irrazionale e razionale. Tuttavia, lo stimolo che lo studio sulla medianità e i poteri latenti nell’uomo ha dato alla ricerca scientifica ha fatto progredire alcuni campi della medicina e della fisica, aprendo un percorso allo studio sistematico della mente e dell’inconscio.
Le storie narrate nel libro, sempre documentate per quanto riguarda le fonti, investono per vie sotterranee il mondo culturale, intrecciandosi con la storia delle religioni, dell’epistemologia, della scienza, della letteratura, dell’arte e del cinema.
Il documentatissimo libro di Simona Cigliana getta nuova luce sulle credenze che riguardano l’aldilà, la preveggenza, la telepatia e altre presunte facoltà misteriose, dimostrando ampiamente che non sono solo superstizioni popolari come si potrebbe immaginare. Anche se tutti sappiamo che tali credenze negli esseri umani esistono da sempre, descritti anche dagli autori dell’antica Grecia e dell’antica Roma (es.: Omero e Virgilio), esse continuano ancora ad essere presenti nel nostro immaginario. Occultismo, spiritismo, animismo, paranormale, divinazione, etc… fanno parte del bagaglio di ciascuno di noi, anche solo come dato culturale sotterraneo.
Ma non è un caso che la professoressa Cigliana abbia svolto la sua straordinaria indagine focalizzandosi sul periodo tra Ottocento e Novecento. Sono i secoli immediatamente successivi all’Illuminismo, votati allo sviluppo razionale del pensiero che trova nella ricerca scientifica la sua massima espressione. La civiltà occidentale avverte in quel periodo un maggiore desiderio di conoscenza dell’ignoto ed è spinta al tentativo di trovare una spiegazione razionale a tutto ciò che appare irrazionale, ponendo così alcuni dilemmi che non hanno ancora cessato di turbare l’essere umano.
Inoltre, viaggiando elegantemente anche nel mondo della letteratura, Simona Cigliana, nel suo libro, ha focalizzato la spinta immaginativa che il sovrannaturale, in tutti i suoi aspetti, ha dato a molti grandi scrittori, anche indipendentemente dalle loro personali convinzioni, coprendo, con la sua rigorosa ricerca, un periodo storico ancora vicino e assai significativo per il nostro presente.
Dopo meno di un anno, all’opera di Simona Cigliana si aggiunge, intrecciandosi, la recente opera del saggista, giornalista e scrittore Mauro Ruggiero.
Mauro Ruggiero si è laureato in Filosofia presso l’Università degli studi di Salerno e ha conseguito poi un’altra laurea in Lingua e Cultura Italiana per Stranieri a Pisa. Vive a Praga dove ha ottenuto un PhD in Lingue e letterature romanze all’Università Carlo IV. In Repubblica Ceca ha insegnato nei licei e all’università. Inoltre, ha lavorato a lungo come bibliotecario dell’Istituto Italiano di Cultura (Ufficio culturale dell’Ambasciata d’Italia). Attualmente è l’amministratore dell’Istituto e si occupa anche dell’organizzazione di eventi culturali per la promozione della cultura e della lingua italiana, e per lo sviluppo dei rapporti culturali tra l’Italia e la Repubblica Ceca. Inoltre è consulente accademico della “Czech Academic City” di Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove si reca spesso per tenere seminari e per la supervisione del progetto di realizzazione della biblioteca universitaria del campus. È fondatore e direttore della rivista di cultura online www.cafeboheme.cz 

Autore del libro “Le muse ermetiche. Esoterismo e occultismo nella letteratura italiana tra fin de siècle e avanguardia”, pubblicato da Jouvence editore nel 2019, si è interrogato sul valore culturale che riveste l’esoterismo nelle società occidentali.
Così, Mauro Ruggiero ha scoperto che l’esoterismo riveste nella società occidentale un valore considerevole, come è stato ampiamente dimostrato da vari e importanti studiosi come Antoine Faivre; Frances Amelia Yates; Brian J. Gibbons; Nicholas Goodrick-Clarke, Marco Pasi ecc. che ormai da qualche decennio si stanno occupando o si sono occupati in modo scientifico di questo argomento che troppo a lungo è stato considerato non scientifico e, in Italia, addirittura un tabù.
Secondo il saggista, per rendere l’idea di quanto importante e fondante sia la presenza del pensiero esoterico nella nostra società, basterebbe citare come esempio gli studi di Wouter Jacobus Hanegraaff, professore presso l’Università di Amsterdam di “Storia della Filosofia Ermetica e Correnti Affini”, che ha affermato che accanto ai tre pilastri dell’identità culturale europea, e cioè la tradizione religiosa giudaico- cristiana, la filosofia razionalista e la scienza moderna, ve ne è un altro che, molto spesso, viene quasi completamente ignorato. Questo quarto pilastro sarebbe proprio il pensiero esoterico o, com’è stato
definito più di recente in ambito accademico: “L’esoterismo occidentale”.

Mauro Ruggiero afferma, senza timore di essere smentito, che dall’età ellenistica, attraverso la cabala e la magia in epoca rinascimentale, proseguendo con la naturphilosophie tedesca, Paracelso e l’alchimia, passando per la mistica e i movimenti rosacrociani del XVII secolo, la massoneria e gli ordini iniziatici del XVIII secolo, fino ad arrivare ai più moderni fenomeni dello spiritismo e delle Società Teosofica e Antroposofica, e addirittura alla New Age dei nostri giorni, le idee di scuole, movimenti esoterici e personalità a questi legate hanno esercitato molta influenza sulla società e nei diversi campi del sapere, anche se con diversa intensità, in tutte le epoche della storia dell’Occidente e senza dubbio la esercitano ancora oggi.

Questo, è chiaro, non solo in ambito culturale e letterario nello specifico, come riportato in “Le muse ermetiche”, ma anche in tutti gli altri ambiti del sapere umano, anche al di fuori di quello umanistico.
Secondo Ruggiero, dalle ricerche condotte da studiosi che si interessano proprio del rapporto tra esoterismo/occultismo e letteratura italiana, risulta chiara e ben documentata anche in questo contesto la frequentazione di alcuni scrittori, pensatori e poeti della nostra migliore letteratura, di ambienti legati allo spiritismo, alla magia e all’occultismo che sono sempre stati più o meno presenti e radicati nella società italiana, e non solo a cavallo tra Ottocento e Novecento come riportato in questo libro. D’altra parte gli studi italiani su questo tema si inseriscono in un ambito più ampio che riguarda i rapporti tra letteratura ed esoterismo nel contesto europeo ed americano. Proprio perché il fenomeno è riscontrabile in tutte le letterature dei paesi occidentali spesso in modo ampiamente superiore al contesto italiano. Forse potrà sorprendere, ma per quanto riguarda l’indagine sulle relazioni tra letteratura italiana e pensiero esoterico, uno dei primissimi studiosi ad affrontare l’argomento in Italia fu Giovanni Pascoli che, tra gli ultimi anni dell’Ottocento e i primi del Novecento, diede un’interpretazione controcorrente e in chiave esoterica della “Divina Commedia” di Dante negli scritti di critica dantesca “Minerva Oscura”, “Sotto il Velame” e “La Mirabile Visione”. Questi studi di Pascoli sono da considerarsi pionieristici e, sebbene non ebbero fortuna, perché la critica non ha mai rivolto loro la giusta attenzione, aprirono la via ad alcuni studiosi che da allora cercano di portare alla luce questi rapporti tra la produzione letteraria italiana e il pensiero esoterico. C’è tutto un filone molto interessante di lettura in chiave esoterica della “Divina Commedia” di Dante, che da Pascoli, passando per Luigi Valli e arrivando fino ai nostri giorni, mette in evidenza il sapere esoterico presunto o vero che si trova alla base di questa opera straordinaria, patrimonio della letteratura mondiale.

L’interesse in Italia per lo studio accademico del pensiero esoterico nacque anche grazie all’attenzione verso l’ermetismo rinascimentale da parte di alcuni studiosi come Ferdinando Gabotto (1866-1918), Paul Oscar Kristeller (1905-1999), ed Eugenio Garin (1909-2004) sulle base delle cui ricerche, nel 1964, Frances A. Yates pubblicò il suo “Giordano Bruno e la Tradizione Ermetica” che portò questo genere di studi all’attenzione dei ricercatori internazionali. Bisogna però sottolineare come in Italia l’interesse per quello che riguarda nello specifico i legami tra letteratura e pensiero esoterico, nonostante l’abbondanza di materiale e le numerose evidenze, siano stati a lungo ignorati, e i primi studi sull’argomento devono essere considerati in parte pionieristici ed “eretici”, al contrario, invece, di quanto accaduto in altri paesi in cui il tema è studiato da più tempo e senza pregiudizi. Le ragioni di questa mancanza di interesse sono state sia di tipo metodologico (non dimentichiamo, ad esempio, che già Giovanni Gentile aveva ignorato le opere magiche di Giordano Bruno e, più in generale, la componente magica del suo pensiero), sia di tipo, se così si potrebbe dire, “politico”, ma da quando qualche studioso ha scoperchiato il “vaso di Pandora”, non è stato più possibile ignorare questo aspetto della cultura e della letteratura che mette in discussione molti vecchi stereotipi e concezioni che per troppo tempo hanno impedito una presa di coscienza totale del fenomeno anche in Italia. L’autore ritiene di poter affermare, ormai senza temere di cadere in errore, che l’esoterismo e l’occultismo abbiano dato un impulso particolarmente importante alla produzione letteraria italiana soprattutto in quel contesto sociale e culturale in cui era sentito forte il bisogno di un umanesimo alternativo a quello di stampo prettamente cristiano che dalla nuova generazione di intellettuali italiani era percepito spesso come inadeguato e limitante. La presenza importante del pensiero esoterico nella poesia, nella narrativa e persino nelle riviste letterarie, che molto impulso diedero alla diffusione di nuove idee in ambito filosofico e alla divulgazione di tanta letteratura straniera in Italia, è forse l’aspetto più interessante di questo fenomeno e testimonia una rivoluzione culturale i cui effetti sono, per certi aspetti, visibili e in atto ancora oggi.

Per quanto riguarda nello specifico la letteratura a cavallo tra Ottocento e Novecento, c’è da dire che anche in Italia le avanguardie letterarie e artistiche avevano cercato ispirazione nel mondo delle scienze occulte e nelle idee promosse in particolare dalla teosofia, dall’antroposofia, dalla massoneria, dal martinismo ecc., dottrine e organizzazioni particolarmente attive e influenti nella vita culturale del tempo. In un momento di profondi cambiamenti sociali e culturali, gli intellettuali italiani si sentirono chiamati a un impegno maggiore all’interno della società per favorire l’affermazione di nuovi valori, diversi da quelli che avevano caratterizzato la cultura europea fino a tutto il secolo precedente. Questi ideali miravano ad aprire all’uomo una dimensione nuova dell’essere che permettesse, oltre che a svincolarsi dai moralismi e dalla cultura del passato, anche uno sviluppo di quelle potenzialità latenti dell’essere umano, di quelle facoltà che tendevano a sfuggire alle indagini della scienza classica e che potremmo definire “magiche”. Il pensiero esoterico, pur non negando necessariamente il cristianesimo, metteva in risalto l’idea dell’essere umano come un essere non compiuto, che porta nella sua essenza la possibilità di uno sviluppo ulteriore; una evoluzione in potenza capace di condurlo a un livello superiore di coscienza nel quale si avrebbe accesso a facoltà nuove e speciali poteri della mente latenti allo stato di sviluppo attuale. Non ci vorrebbe molto dunque a capire da dove, ad esempio, un movimento come il Futurismo abbia potuto attingere alcune delle sue idee fondamentali, anche se ad alcuni resta il dubbio di una fuga verso il fanatismo. A tal proposito, va ricordato

lo studio importante di Simona Cigliana “Futurismo Esoterico” (La Fenice 1996) che è una delle prime ricerche sistematiche su questo argomento in Italia. La presenza dell’esoterismo, dell’occultismo e del fantastico nella letteratura italiana sono probabilmente la prova più evidente di quel passaggio epocale che interessò tutti gli ambiti del sapere, in Italia e non solo, nel periodo esaminato; quel passaggio cioè da una visione del mondo di tipo teocratica a una di matrice antropocentrica che mise in discussione ancora una volta il posto dell’uomo nell’universo e che manifestò i suoi effetti nella società e nella cultura dell’epoca. Se dunque l’Esoterismo Occidentale è parte del patrimonio culturale della nostra civiltà, essendo la letteratura da sempre espressione tra le più immediate e dirette della cultura di una società e di un’epoca, ne deriva necessariamente che letteratura ed esoterismo debbano inevitabilmente entrare in contatto in qualche momento del loro sviluppo storico. Naturalmente lo stesso discorso vale anche per le altre branche del sapere, e anche su queste, infatti, esiste ormai una non trascurabile e interessante letteratura scientifica.
Gli ultimi decenni dell’Ottocento e i primi del Novecento, secondo l’autore salernitano, costituiscono, come era già accaduto in altri momenti nella storia del pensiero in Italia, proprio uno di quei punti di intreccio tra cultura esoterica e cultura “ufficiale” i cui effetti è possibile oggi analizzare senza pregiudizi. Un intreccio tra questi due rami del grande albero della conoscenza umana il cui contatto ha generato stimoli nuovi sia in ambito culturale sia sociale e che hanno dato nuova energia allo sviluppo del pensiero e all’evoluzione culturale dell’essere umano.

Sarebbero stati moltissimi, alcuni dei quali “insospettabili”, gli autori e gli intellettuali che si interessarono alla dimensione occulta della realtà. Tra gli autori più noti basta citare Luigi Capuana che da subito si interessò al dibattito scientifico sui fenomeni medianici che giocarono un ruolo molto importante nell’ambito della sua produzione letteraria. Capuana fu assiduo lettore di Kardec e dell’occultista Eliphas Lévi e partecipò spesso agli eventi organizzati dalla Società di Studi Psichici di cui fu membro onorario. Amico di Capuana e conoscitore di “cose occulte”, fu Luigi Pirandello che risentì delle suggestioni occultiste, soprattutto dello spiritismo e della teosofia, nella sua produzione artistica; suggestioni particolarmente chiare in molte delle sue opere. Negli scritti pirandelliani, infatti, abbondano fantasmi, fenomeni inspiegabili, strane presenze e molti altri elementi attinti sia dal giacimento della cultura popolare e dal folklore della sua terra, la Sicilia, sia dai suoi studi e dalle esperienze personali riguardo le caratterizzazioni che l’Esoterismo Occidentale assunse nel periodo in cui lo scrittore operò e cioè, in modo particolare, lo spiritismo e la teosofia di matrice blavatskyana. Poi, c’è anche Antonio Fogazzaro che fu il primo ad introdurre in un romanzo italiano il tema della reincarnazione, e che fu considerato dalla chiesa alla stregua di un eretico per via della sua apertura verso il mondo occulto che non solo non vedeva in contraddizione con l’insegnamento cristiano, ma addirittura considerava un completamento di questo. Possiamo poi menzionare Matilde Serao che è stata tra le prime a rendersi conto dell’apertura di alcuni intellettuali del suo tempo a una visione metafisica della realtà, in un’epoca dominata dal positivismo anche in ambito letterario.

Tutti quelli menzionati, e molti altri, furono intellettuali coinvolti in quel fenomeno di “Rinascenza dell’anima” che può essere riconosciuto come un punto essenziale per lo studio dell’influenza del sapere esoterico sulla cultura letteraria del tempo. Una prova molto importante dell’influenza dell’esoterismo sulla letteratura italiana dell’epoca va poi ricercata nell’editoria, soprattutto, nelle riviste letterarie fiorentine del primo Novecento, dove la presenza della cultura esoterica è particolarmente chiara. Riviste come “Leonardo”, “La Voce”, “Lacerba” e “L’Italia futurista”, tanto per fare qualche nome. Poi c’è la presenza del pensiero esoterico nella poesia, visibile nella poetica crepuscolare, in Giovanni Pascoli, Gabriele D’Annunzio, Trilussa, Quasimodo… e in poeti considerati minori come Girolamo Comi, Arturo Onofri e Nicola Moscardelli tre scrittori uniti tra loro da legami sia intellettuali sia “esoterici” per via delle frequentazioni comuni di gruppi e circoli esoterici presenti in Italia in quegli anni. Ma l’elenco non finisce di certo qui, e potremmo menzionare ancora scrittori e artisti come Raoul Dal Molin Ferenzona, Gian Pietro Lucini, Enrico Cardile, etc.. tutte personalità legate al mondo dell’esoterismo, nelle cui opere vi è traccia chiara di questa influenza. C’è poi tutto un discorso da fare sui molti autori legati più o meno direttamente all’ambito della massoneria, e all’aspetto di questa che si rifà al pensiero esoterico, e nel libro ci si è soffermati su Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Giuseppe Chiarini, Salvatore Quasimodo, Ulisse Bacci ed altri la cui iniziazione è documentata, ma anche su autori per i quali, sebbene non esistano prove certe della loro appartenenza alla massoneria, è possibile tuttavia rintracciare nelle loro opere elementi di chiara ascendenza massonica, come nel caso di Gabriele D’Annunzio, Carlo Collodi ed Edmondo De Amicis.

Dalle opere di Simona Cigliana e Mauro Ruggiero, sorge spontanea un’ulteriore riflessione su quel “Lato oscuro della letteratura italiana”. Gli autori e gli intellettuali citati dai due valorosi studiosi nelle loro opere, furono spinti dal desiderio di conoscere tutto ciò che di oscuro circonda l’umanità. Di conseguenza, si cimentarono in diversi percorsi di una comune ricerca per fare luce su quei fatti misteriosi ed invisibili che restano oscuri ancora oggi. In questa ricerca, i letterati degli ultimi due secoli dello scorso millennio, hanno fatto un percorso tra razionale ed irrazionale mettendo in evidenza i limiti della conoscenza dell’umanità e di alcuni aspetti del pensiero razionale, perseverando nella ricerca animati dallo stimolo dantesco del “seguir virtù e conoscenza” e dal fascino dell’alchimia.

Salvatore Rondello

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