sabato, 7 Dicembre, 2019

Il lavoro come il Fronte, due giovanissimi operai morti

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Continua la conta indecorosa dei morti sul lavoro, chiamate morti bianche che non sembrano ormai interessare più nessuno nell’Italia dei disoccupati e dell’emergenze idrogeologiche. Proprio all’inizio di questo mese è stata registrata l’ennesima impennata degli incidenti sul posto di lavoro. Aumentano infatti le morti sul lavoro in tutta Italia con una impennata soprattutto in Sicilia. Tra le città che registrano dati peggiori Palermo. Nell’ultimo triennio sono stati 3.180 i morti sui luoghi di lavoro: 1.018 vittime nel 2016, 1.029 nel 2017 e 1.133 nel 2018. Sono i dati elaborati dall’Inail.
Proprio nel capoluogo dell’isola in queste ore un giovane di appena 18 anni è morto.
Secondo una prima ricostruzione questa mattina il giovane mentre riparava lo pneumatico di un mezzo agricolo che, per ragioni ancora da chiarire, sarebbe scoppiato ed è stato travolto dall’esplosione che non gli ha lasciato scampo. A chiedere intervento di un’ambulanza sono stati gli altri lavoratori ma per il diciottenne, originario del Senegal, non c’era più nulla da fare.
Un altro giovane di 26 anni ieri a Prà in una ditta della provincia genovese Edoardo Pizzirani, è morto mentre stava operando su una bobina. L’operaio era al lavoro con il titolare della ditta, la Nastrider, e mentre i due sarebbero entrati nell’area dove era in funzione un rullo manovrato da un altro dipendente. Edoardo Pizzirani si sarebbe chinato sul nastro e per motivi ancora da chiarire sarebbe rimasto incastrato con un braccio. L’altro operaio avrebbe subito bloccato il macchinario ma senza riuscire a salvare il collega.

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