sabato, 31 Ottobre, 2020

Caso “B”: Buemi tenta di risollevare la Concordia

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Buemi-Concordia

Una proposta di buon senso per cercare di impedire che la vicenda personale di Silvio Berlusconi si tramutasse nell’ennesimo braccio di ferro politico che logora il Paese ormai da vent’anni. Un Paese reale che è stanco di doversi confrontare quotidianamente con i problemi giudiziari del signor Berlusconi e che vorrebbe guardare avanti. Ma, come spesso accaduto, la retorica e i calcoli propagandistici hanno preso il sopravvento a spese degli interessi dei cittadini italiani. È lo stesso senatore Buemi ad affermare all’Avanti! che «questo Paese ha difficoltà ad individuare delle strade maestre: di fronte a certe problematiche si valutano aspetti che non hanno a che vedere con l’interesse generale e che non sono lineari. La democrazia si preserva anche pagando prezzi elettorali, quando le spinte demagogiche premono. La piazza non ha sempre ragione».

IL “LODO” – La “via maestra” indicata da Buemi prevede di bocciare la relazione di Andrea Augello. Non votare subito, dunque, ma istituire un comitato inquirente, presieduto da Stefania Pezzopane, per approfondire ulteriormente la questione «così come previsto dal regolamento». Attendere poi gli effetti dell’interdizione prima di pronunciarsi sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Un’idea “lineare” e semplice per uscire dall’impasse creato dalla legge Severino. Il “lodo”, come è stata subito ribattezzata la proposta di Buemi prevede un pronunciamento solo ed esclusivamente in merito alla pena accessoria dell’interdizione che è stata già disposta dai magistrati milanesi. Resta ancora da stabilire il quantum e per questo, secondo il senatore socialista, si deve attendere che il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, comunichi al Senato la cancellazione del Cavaliere dalle liste elettorali in seguito all’interdizione. Solo allora la giunta si pronuncerebbe in merito. La proposta, insomma, è che il comitato presieduto dalla Pezzopane porti in Giunta e in Assemblea una relazione di decadenza di Berlusconi ”ad efficacia differita a quando la sentenza di interdizione dai pubblici uffici sarà pronunciata in via definitiva”.

BUEMI, LA DEMOCRAZIA SI APPLICA ANCHE A COSTO DI PAGARE PREZZI ELETTORALI – Nel corso di un’intervista con l’Avanti! il senatore socialista ha sottolineato che questa situazione testimonia la mancanza di «coraggio nel prendere delle posizioni. C’è un umore nelle piazze e ci sono dei movimenti di pressione che, a prescindere dei regolamenti e dalle regole della democrazia, chiedono di intraprendere delle direzioni definitive», sostiene Buemi che conclude: «spesso far rispettare le regole e le garanzie significa assumere la responsabilità del proprio ruolo e pagare un prezzo alto come quello che pago io in questo momento».

I PALADINI DELL’INTRANSIGENZA, QUELLI DEL “SENZA SE E SENZA MA” – «Il presidente della Giunta per le Immanità, Dario Stefano, ha considerato inaccoglibile e infondata la proposta del senatore socialista Enrico Buemi». A renderlo noto è il senatore del Pd, Felice Casson. Una posizione che trova uniti, in uno strano fronte, il Pd, Sel e i 5Stelle. Danilo Leva, presidente Forum Giustizia del Partito Democratico, si è spinto oltre affermando che «il cosiddetto lodo Buemi non ha alcuna ragion d’essere» poiché non vi sarebbero strade alternative rispetto al percorso stabilito in Giunta». Dopo quasi cinque ore di discussione generale sul caso Berlusconi nella giunta per le immunità del Senato, il presidente della giunta Stefano ha spiegato che la proposta del senatore Buemi è stata considerata irricevibile perché fa riferimento «ad una parte della sentenza di condanna non ancora passata in giudicato». Insomma, domani si parlerà ancora di Berlusconi.

Roberto Capocelli

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