giovedì, 12 Dicembre, 2019

Il M5S vince a Pomezia e Assemini. Un flop «lento, ma inesorabile»

0

EVIDENZA-Crollo M5S

Se il voto delle amministrative non è paragonabile a quello delle politiche, certo è che è stato un chiaro indicatore di come si sarebbero chiusi i ballottaggi. In casa cinque stelle fanno finta di niente, trasformano battaglie strappate ai punti in guerre campali vinte con tutti gli onori del caso, dicono (la “perla” è di Grillo) che: «Il cammino del MoVimento 5 Stelle all’interno delle istituzioni è lento, ma inesorabile». E poi aggiunge «Mario, Fabio e i ragazzi del MoVimento – assicura – apriranno le porte dei comuni ai cittadini». Mario, Fabio e basta. Due sindaci strappati in località rispettabili, come Pomezia e Assemini, quanto “inconsistenti” nel quadro della geopolitica del Paese. Due sindaci e niente più. Ma Grillo ha la faccia tosta di parlare di “cammino lento, ma inesorabile”. Un cammino che non promette nulla di buono, stando agli aggettivi scelti “con il lanternino” dal suo leader maximo. “Lento e inesorabile” forse come la decrescita (felice?) del Movimento penta stellato che, come un’auto da rottamare alla quale per nostalgia o feticismo non vogliamo rinunciare, perde i pezzi strada facendo: gli ultimi due onorevoli grillini che hanno abbandonato il grande capo sono stati pochi giorni fa Alessandro Furnari e Vincenza Labriola.

NON C’E’ DUE SENZA TRE – Due sindaci su tre. Ma attenzione alla Sicilia, dove manca ancora il dato definitivo, anche se le prime cifre non fanno ben sperare i simpatizzanti a cinque stelle. E se la speranza dei grillini era quella di correggere il risultato deludente del primo turno, il banco di prova più importante resta quello della Sicilia. Lì dove tutto è partito e lì dove c’è stata la prima “cacciata” plateale dell’attuale vice presidente dalla Regione Venturino, appellato come “pezzo di merda” da Grillo perché in disaccordo con la sua linea politica. Dati al rilento in Sicilia per le elezioni amministrative che coinvolgono oltre 140 Comuni e 4 citta’ capoluogo. Soprattutto a Messina e Catania le operazioni di scrutinio ad oltre 6 ore dalla chiusura dei seggi sono ferme a circa 100 sezioni scrutinate. Fra i primi dati emergerebbe il netto calo del Movimento 5 Stelle. Eccezion fatta per Ragusa capoluogo, dove Federico Piccitto potrebbe riuscire ad andare al ballottaggio contro Giovanni Cosentino, il Movimento di Beppe Grillo perde decisamente consenso. Non riesce infatti a superare la soglia, ad ora del 4% a Messina con la candidata Maria Sajia ferma al 3,7%.
Ed è il presidente della Regione Sicilia, tra i primi cinque stelle a “rompere” con Grillo, ha gelato qualsiasi entusiamo grillino spiegando che il calo in Sicilia del Movimento 5 stelle “è responsabilità delle scelte di Grillo a livello nazionale che ha deluso parte dell’elettorato quando ha impedito la formazione di un governo di centrosinistra nazionale piu’ che dall’operato del movimento regionale. Spero che comunque nel movimento si apra un dibattito con un avvicinamento di posizioni con il centrosinistra”.

PER FORTUNA CHE CI SONO MARIO E FABIO A TIRARE SU IL MORALE – Fumata nera pure in Veneto. Non ce l’ha fatta infatti l’unico candidato del Movimento 5 Stelle a Martellago (Venezia) dove ha vinto il centrosinistra. Nel comune veneto è stata eletta Monica Barbiero, con il 68,1%, mentre il grillino Antonio Santoliquido si è fermato al 31,9%. Per fortuna che a tirare su il morale ai grillini dopo la grande disfatta delle amministrative ci penseranno Mario e Fabio. E basta. A Pomezia vince Fabio Fucci di M5S con il 63,73%. Sconfitto il candidato del centrosinistra Omero Schiumarini fermo al 36,27%. In testa un grillino anche ad Assemini, in provincia di Cagliari, dove Beppe Grillo ha chiuso il suo tour elettorale. Mario Puddu del M5S, 40 anni, ingegnere, trionfa con il 68,33% contro il 31,67% del candidato del centrosinistra Luciano Casula. Insomma un flop lento, ma inesorabile.

Lucio Filipponio

 

 

 

 

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply