giovedì, 25 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Il mercante di minestroni

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Non ho idea se vincerà Mastella e i suoi moschettieri, dato il suo rocambolesco salto all’indietro, ma se ciò dovesse accadere ci dovremmo inchinare, quasi cinquecento anni dopo, alla riesumazione di un mito che esalta la fantasia del popolo; un popolo che il drammaturgo francese Alexandre Dumas, a metà degli anni Ottocento, prima a Teatro e più recentemente al cinema, ha attirato, e ancora attira, nei botteghini.
Clemente, sceso in garage e avviata la macchina del tempo, è andato da Ceppaloni alla corte di Luigi XIII in un baleno, per volare oltre la leggenda e capire dal vivo come si può detronizzare il perfido cardinale Richelieu, alias Matteo Renzi, che con le sue tresche riesce a tenere sotto scacco la corte del re.
Il politico, Mastella, un po’ malandato dall’usura del tempo, spinto dallo stratega Di Maio, consigliato dal suo mentore Vincenzo Scotti, si è presentato a Palazzo e, ricevuto da Giuseppe Conte, si è inginocchiato con le ossa scricchiolanti come i nobili romani che giurarono fedeltà al Papa Pio VII, quando i francesi minacciavano le mura vaticane, capitanati dal giovane marchese Onofrio Del Grillo.
Ai lettori più attenti non è sfuggito il minestrone di epoche e personaggi sopra riportati; minestrone che vuole ricordare i sapori antichi di un gruppo sparuto di donne e uomini che, battezzatisi responsabili, stanno cercando di cucinare l’ex Presidente del Consiglio, solo perché sta tentando di mettere ordine nella confusione che regna nella ‘cucina Italia’ in questo momento.
Matteo Renzi ne ha facoltà perché, ricordiamolo, la quasi totalità dell’attuale Classe Dirigente dei Democratici è divenuta tale grazie a lui, e il Movimento 5Stelle vedeva la sua alba quando il Senatore di Rignano era già, seppur giovanissimo, Presidente della Provincia di Firenze. Così, solo per ricordare le cose!
Anche l’esperienza di Clemente Mastella è fuori discussione, fuori discussione perché non se ne dovrebbe nemmeno parlare; come può un Paese che tra poco avrà il privilegio di presiedere il G20 legare apertamente il suo destino agli intrighi dei corridoi di palazzo? corridoi di Palazzo ridotti a vicoli bui di un souk arabo. Con il massimo rispetto per i mercati e i ‘mercanti’ d’Oriente, auguriamo al nostro Parlamento di ritrovare la luce e la speranza; una luce e una speranza a cui possiamo ambire solo attraverso l’amore per il nostro Paese, nel rispetto delle generazioni passate e future che l’ ‘esercito pandemico’ sta decimando.

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Zefiro

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