mercoledì, 21 Ottobre, 2020

Il modello del finto presidenzialismo

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Non si ha il coraggio di prendere il toro per le corna. E così si rischia di essere incornati. Attenzione. La ragione di questa riforma parte da un’esigenza, comprensibile e anche giustificata, di approvare uno strumento elettorale funzionale a governare l’Italia. Si dice, senza inciuci e per l’intera legislatura. Eppure non c’é legge elettorale che lo possa assicurare. In Italia, com’è noto, non si sfaldano solo le coalizioni, dopo il voto, com’è avvenuto nel 1994, nel 1998, nel 2008, ma anche i partiti, come è avvenuto nel 2010 e nel 2013. A questo non si rimedia con una legge elettorale. E nemmeno cambiando, come qualcuno ingenuamente ha sostenuto, i regolamenti delle due Camere. Occorrerebbe semmai cambiare lo spirito della Costituzione, laddove si afferma che il parlamentare non ha vincoli di mandato e rappresenta la Nazione (articolo 67). E sostituirlo con la temeraria affermazione secondo la quale il parlamentare rappresenta solo il partito che lo ha nominato. Siamo a questo punto?

L’unico strumento legislativo che assicura la governabilità è quello presidenziale, di stampo americano e solo in parte francese. Li il presidente è eletto direttamente dal popolo e i suoi poteri assommano, nell’americano, quelli del capo del governo e nel francese è il presidente che nomina il capo dell’esecutivo. Distaccando le elezioni presidenziali da quelle parlamentari, si può assistere anche, com’è avvenuto in America, a un Parlamento che non corrisponde al governo senza che quest’ultimo sia chiamato a dimettersi. Questo noi avevamo intuito e proposto già negli anni settanta. Inascoltati, come spesso è avvenuto. Ma precursori di idee e soluzioni. Anche se a volte solo teoriche e non parte integrante della nostra lotta politica.

Non capisco perché non si debba partire da li. Abbiamo più di un anno di tempo. È un’eresia tornare a discutere del modello? Se vogliamo, cioè, costruire una Repubblica presidenziale o parlamentare. In realtà, per timore di operare sulla Costituzione (giù le mani dalla Costituzione, ricordate?) e per evidenti dissensi su come operare, si è preferito ritagliare con la legge elettorale una sorta di finto presidenzialismo. L’elezione del premier non c’è? E allora facciamo finta che ci sia. L’elezione del governo non c’è? E allora facciamo finta che ci sia. Ma a furia di finte, abbiamo eletto solo presidenti e governi per finta. Vogliamo adesso rimediare con l’Italalicum, che sarà anche meglio del Porcellum, ma che non riuscirà a sciogliere questo spinoso ed evidente nodo. E mentre si propone l’Italicum già si alzano i primi botti per far strage… dell’Italicum.

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