lunedì, 19 Ottobre, 2020

Il naso del Jobs act

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Sono ormai abituato a giornalisti che deformano la realtà. Adesso siamo anche ai politici che non hanno capito. Torniamo alla “vexata quaestio” dell’articolo 18. In tanti, compresi alcuni sindacalisti, hanno parlato di sua abolizione e oggi prendono invece atto che non ci sarà alcuna abolizione. Chi ce l’ha se lo tiene. Poi si è anche raccontato che i nuovi assunti non ce l’avranno. E solo adesso si accorgono invece che ce l’avranno anche i nuovi assunti, con una leggera modifica per i licenziamenti economici, che avranno diritto al rimborso e non al reintegro. In cambio vi sarà un contratto unico per tutti, a prescindere dal vincolo dei quindici dipendenti, una conseguente incentivazione al contratto a tempo indeterminato, un miliardo e mezzo per gli ammortizzatori sociali, anche per chi non ne ha mai avuto diritto, l’abolizione dei contratti precari definiti Cococo e Cocopro.

Tutto questo già lo si sapeva. Era previsto nell’ordine del giorno votato a maggioranza dalla direzione del Pd e dai diversi pronunciamenti del premier e del ministro Poletti. È vero, non era scritto nella legge delega. E il fatto che lo si possa scrivere non desta sorpresa. Ma si sa, “scripta manent”, dicevano i latini. I giornali di oggi sono fantastici e anche i canti di vittoria di parte della minoranza del Pd e quelli di guerra di Sacconi e del Nuovo centro destra. In sostanza si ritene che l’aver escluso l’eliminazione del reintegro per i licenziamenti disciplinari sia una positiva, o negativa per altri, novità. Incredibile. Nell’antica Roma si inventavano delle battaglie per celebrare delle vittorie. Magari é così anche per il gruppo bersaniano di Speranza, un nome che induce all’ottimismo.

Più indecifrabile e riservata pare la minoranza dalemiana che fa capo a Cuperlo. Quella di Civati è sempre sull’uscio di uscita. Civati ci vai, o non ci vai con Sel? Sacconi invece trasecola. Ma come, avete introdotto anche i licenziamenti disciplinari tra quelli che danno diritto al reintegro? Ma il buon Maurizio in queste settimane era in vacanza? A me pare che non sia cambiato nulla rispetto al giorno della grande manifestazione della Cgil, alla quale anche qualche nostro compagno ha partecipato. Tuttavia se si deve fare come Michelangelo col naso del David, pazienza. Anche il naso del Jobs act, allora, è stato accorciato.

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