martedì, 12 Novembre, 2019

Il Papa negli Emirati Arabi. Urge accordo di reciprocità

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Papa Francesco, primo Papa della storia a visitare la Penisola araba, è in visita ufficiale negli Emirati Arabi Uniti sino al 5 febbraio: una visita, questa, che rientra chiaramente nel solco di quella “Diplomazia dell’ Oriente” avviata da Paolo VI con gli storici viaggi in Terrasanta e in India, e proseguita da Giovanni Paolo II (pur con la minore attenzione a questo scacchiere da parte di Wojtyla, concentrato, a suo tempo, più su Europa Orientale e America Latina) e Benedetto XVI.In occasione dell’incontro della Fraternità umana di oggi, lunedì 4 febbraio, ad Abu Dhabi: grande incontro interreligioso mondiale, cui Bergoglio partecipa insieme ad altri 700 leader di varie religioni, con al fianco, in particolare, il grande imam di Al-Azhar, la storica Università musulmana del Cairo, Ahmad Al-Tayyeb.

Martedì 5, poi, il Pontefice incontrerà la comunità cattolica locale, composta soprattutto da lavoratori immigrati dalle Filippine e dall’India, nella grande messa pubblica alla Zayed Sports City: la prima celebrata in pubblico e a questi livelli, con 135 mila fedeli previsti, in tutta la Penisola araba.

Le Co-mai,comunità del mondo arabo in Italia, la Confederazione Internazionale Laica Interreligiosa (CILI- Italia) e il Movimento internazionale “Uniti per Unire”, con tutte le associazioni e comunità aderenti, manifestano il loro apprezzamento per questa storica visita, coraggiosa e piena di messaggi di dialogo e speranza.”Siamo orgogliosi e molto soddisfatti di assistere, ancora una volta, ai gesti storici, forti e coraggiosi, di Papa Francesco”, commenta Foad Aodi, fondatore delle Co-mai. “Questa visita conferma che Papa Francesco, oltre ad essere promotore di pace e dialogo interreligioso a livello internazionale, è anche l’uomo che sta abbattendo i muri della paura ,della diffidenza, dei pregiudizi, della povertà, della fame e della disuguaglianza: ancora difficili da combattere, perché stanno diventando fenomeni cronici, strumentalizzati quasi tutti i giorni dal punto di vista politico,che creano forti disagi sociali .Si penalizzano,così,la proficua convivenza, il dialogo , la conoscenza interculturale e interreligiosa”..

“Noi – prosegue Aodi -siamo vicini a Papa Francesco nella sua missione, intrapresa sindal primo giorno a favore del riformismo e della modernizzazione delle religioni, nel rispettare tutti, sia i conservatori che i laici. Auspicando che questa visita possa rafforzare il legame tra musulmani e cristiani e tutelare i diritti dei cristiani che lavorano e risiedono da anni negli Emirati Arabi Uniti: per arrivare finalmente ad un processo di reciproco rispetto religioso in tutti in nostri Paesi, arabi, musulmani e occidentali, Italia compresa.

Aodi si appella al mondo arabo musulmano, affinché si unisca e metta definitivamente fine al massacro nello Yemen, dove si registrano tutti i giorni morti di bambini e donne, anche per fame; dove manca di tutto, cibo, medicinali e medici. Occorre, inoltre, mettere fine alle divisioni, sia politiche che religiose,che non aiutano nessuno. Bisogna prendere esempio dalla missione di Papa Francesco, osservano le Co-mai:per costruire una “svolta musulmana” in favore dell’unità e del riformismo della religione musulmana, per combattere senza ambiguità chi utilizza l’Islam per interessi propri o a fini politici, o chi, addirittura, lo utilizza a fini terroristici, solo per scatenare una guerra alle religioni e alla civiltà . Le Co-mai,infine, mettono l’ accento sul rispetto dei diritti umani: appoggiando tutte le sfide sociali e le aperture a favore delle donne, nel mondo del lavoro come nella sanità, nello sport (vedi la recente partita internazionale disputata in Arabia Saudita, cui per la prima volta sono state ammesse le donne come spettatrici) e in politica.

Fabrizio Federici

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