venerdì, 13 Dicembre, 2019

Il paradosso della Grecia

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Le previsioni e i sondaggi della vigilia sono stati rispettati in Grecia. Ha vinto Nuova Democrazia ha vinto il centro destra, ha vinto Kyriakos Mitsotakis. Con poco meno del 40% Nuova Democrazia ha ottenuto anche il premio di maggioranza e con 158 seggi avrà la maggioranza assoluta del Parlamento e potrà governare. Syriza guidata dal Premier uscente Alexis Tsipras con il 31, 5% conquista 86 parlamentari. Più staccato il Pasok con circa l’ 8 % e ancora di più il partito comunista con poco più del 5 %.

Una sorpresa si è rivelato anche il deludente risultato di Alba Dorata, movimento di estrema destra in preoccupante crescita negli anni scorsi che non ha raggiunto il 3% e quindi rimane fuori dal Parlamento. L’apprezzabile sforzo di Tsipras che è riuscito a riportare la Grecia fuori dal commissariamento dell’ Europa, a rimettere in moto l’economia e a risolvere sul piano interno e internazionale, con l’accordo di Prespa, il nodo del nome della Macedonia, ha comportato una serie di sacrifici per il popolo greco, come i tagli all’impiego pubblico, la perdita del potere d’ acquisto della moneta, l’aumento dei prezzi che hanno pesato negativamente sul voto degli elettori.

In effetti sembra paradossale che il Governo che ha riportato la Grecia in Europa venga sconfitto. Sul piano numerico e proporzionale la sinistra mantiene la fiducia dei greci ma il premio elettorale di maggioranza manderà al Governo Nuova Democrazia. Ora bisognerà verificare se prevarrà l’animo liberale o quello meramente conservatore di Mitsotakis. Europeista convinto, il giovane leader del centrodestra ha una formazione, frutto di studi compiuti nelle università americane, che potrebbe far pensare alla ricerca di un illuminato riformismo in economia e in politica. Ma la sua provenienza e il suo riferimento alle famiglie che hanno sempre detenuto il potere oltreché gli affari economici e alcune concessioni alla destra nazionalista come la contrarietà all’accordo di Prespa (salvo poi precisare che non lo revocherà) mettono in dubbio la reale intenzione di modernizzare la Grecia con spirito moderato e riformatore. Così come sarà interessante vedere come si comporterà di fronte alle restrizioni economiche che ancora penalizzano i greci imposte dall’Europa per risanare l’economia. E Tsipras certamente, con i socialisti e le altre forze della sinistra, non staranno a guardare per impedire che la Grecia ritorni a un passato di restaurazione.

Alessandro Perelli

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