mercoledì, 28 Ottobre, 2020

Il Parlamento europeo approva la Brexit

0

Ieri, il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza l’accordo di recesso del Regno Unito dall’Unione europea. I voti favorevoli sono stati 621, i contrari 49, gli astenuti 13. L’addio di Londra all’Ue avverrà domani a mezzanotte. Dopo l’approvazione dell’accordo sulla Brexit, ci sono stati momenti di forte emozione. Tutta la plenaria si è alzata in piedi per cantare il Valzer delle candele (“Auld Lang Syne”), la tradizionale canzone scozzese che viene cantata nella notte di capodanno per dare addio al vecchio anno e in occasione dei congedi, delle separazioni e degli addii. “Auld Lang Syne” è considerata la canzone della fratellanza. Il testo è un invito a ricordare con gratitudine i vecchi amici e il tempo passato insieme. In Francia è conosciuta con il titolo “Ce n’est qu’un au revoir” (Non è che un arrivederci).

Il presidente del Parlamento Europeo, Davide Sassoli, dopo la plenaria, ha detto: “Dirsi addio è troppo impegnativo e definitivo. E’ per questo che dico solo arrivederci. Lasciate l’Unione Europea ma continuerete a far parte dell’Europa per i valori che ci tengono insieme e che ci uniscono profondamente. Voglio salutarvi con le parole di Jo Cox, deputata britannica uccisa in campagna elettorale: Abbiamo molto più in comune di quanto ci divide”.
Sassoli ha ricordato che dopo il voto dell’Europarlamento, oggi tocca al Consiglio europeo di concedere la sua approvazione formale per terminare il processo di ratifica dell’accordo. Poi, ha aggiunto: “Siamo tutti rattristati profondamente dal pensare di essere arrivati a questo punto e che un membro e partner di lunga data dell’Ue abbia deciso di lasciare la famiglia dell’unione, ma abbiamo pienamente rispetto la decisione del Regno Unito”.

Michel Barnier, il capo negoziatore dell’Ue per la Brexit, ha detto: “Nei negoziati con il Regno Unito continueremo nell’anno che viene con lo stesso spirito, difendendo fermamente gli interessi dell’Ue e dei suoi Stati membri per la futura relazione, ha detto il capo negoziatore dell’Ue per la Brexit Michel Barnier. Il Regno Unito resta un partner vicino per l’economia e un Paese amico. Dobbiamo creare un nuovo quadro giuridico per questa amicizia. Il nostro secondo compito è mettere in opera questo accordo, in tutti i suoi aspetti. Penso ai diritti dei cittadini e in particolare alla situazione in Irlanda”.

Dopo quasi tre anni e mezzo, da quando è stato indetto il referendum, gli eurodeputati di Sua Maestà lasciano Bruxelles e Strasburgo. Adesso si apre la porta alla seconda fase dei negoziati sulle relazioni future fra Londra e Bruxelles. A testimonianza di un momento anche simbolico, un vero e proprio rito di passaggio, Bruxelles si colora con bandiere europee e Union Jack britanniche e si emoziona nel dibattito che precede il voto.
Hanno esultato, i britannici del Brexit Party, capeggiati dal loro leader Nigel Farage che in aula prima del voto si è augurato che la Brexit porti ad un dibattito in tutta l’Europa. Dopo aver paragonato il divorzio dall’Unione alla decisione di Enrico VIII di staccarsi dalla Chiesa di Roma, Farage ha detto: “Una Europa che noi adoriamo, mentre odiamo l’Unione europea”.
Invece, tutti gli altri gruppi politici, a partire dal Ppe, Socialisti e democratici e Liberali che oltre a sottolineare il momento triste hanno indicato quale prospettiva seguire nei negoziati futuri. Toccanti gli interventi degli eurodeputati scozzesi che hanno deplorato questo momento sottolineando che la “Scozia è una nazione europea”.

Dal commissario Paolo Gentiloni è giunto l’avvertimento: “Lavorare per avere degli accordi che impediscano qualsiasi ripercussione economica negativa, consapevoli del fatto che, se ci saranno difficoltà, le ripercussioni negative saranno alla fine purtroppo più negative per il Regno Unito che per l’insieme dell’Ue”.
Se il presidente del Parlamento europeo ha preferito la parola ‘arrivederci’ rispetto all’addio, la presidente dell’esecutivo comunitario Ursula von der Leyen ha promesso ai deputati britannici che l’Ue non starà ‘mai lontana’.
Oggi il Consiglio tramite procedura scritta darà il via libera al divorzio, con un voto a maggioranza qualificata, mentre nella notte tra venerdì 31 gennaio ed il primo febbraio le bandiere della Union Jack non sventoleranno più davanti alle tre sedi istituzionali del parlamento europeo. Sono 73 gli eurodeputati britannici che lasceranno i loro seggi che saranno ripartiti fra i restanti paesi, mentre una parte verrà congelata in vista di eventuali nuovi e futuri ingressi. Si passerà dagli attuali 751 seggi a 705. Dei 27 seggi ridistribuiti tra i diversi paesi, tre andranno all’Italia: a febbraio entrano nell’emiciclo Vincenzo Sofo (Lega), Sergio Berlato di Fratelli d’Italia e Salvatore De Meo per Forza Italia. A Strasburgo è atteso anche l’ex sottosegretario Sandro Gozi, eletto in Francia con la lista Renaissance del presidente Emmanuel Macron.

Dunque, cambia anche la composizione del Parlamento europeo. Ma se l’Unione Europea non farà i necessari passi in avanti verso l’integrazione politica e la costituzione di uno stato unitario, i rischi di altre ‘exit’ permangono pericolosamente.

Salvatore Rondello

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply