sabato, 7 Dicembre, 2019

Il Parlamento Ue l’istituzione europea più affidabile

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Secondo un sondaggio diffuso oggi dalla Commissione europea, il Parlamento europeo consolida la sua posizione come istituzione europea più affidabile. I risultati pubblicati oggi dalla Commissione europea, estratti dal sondaggio Eurobarometro della primavera 2018 sul livello di conoscenza del pubblico delle istituzioni dell’Ue, rivelano che il 50% degli intervistati ha dichiarato di fidarsi del Parlamento europeo. Si tratta di un aumento sostanziale di 5 punti rispetto all’autunno 2017, mentre il livello di sfiducia è diminuito del 3% rispetto allo stesso periodo.

Durante la legislatura, la fiducia nel Parlamento europeo, sempre secondo i risultati dell’Eurobarometro, è passata dal 34% di maggio 2014 al livello record attuale del 50%.

Il sondaggio indica inoltre che il 93% degli intervistati conosce il Parlamento europeo: è molto più di quello che si registra per le altre istituzioni e rappresenta un piccolo aumento rispetto all’ultimo Eurobarometro.

L’Unione europea, nel suo insieme, rimane anche più affidabile (42%) rispetto agli organi nazionali di governo (34%).

“Questo Parlamento – ha commentato il Presidente Antonio Tajani – sta lavorando per ridurre la distanza tra istituzioni europee e cittadini e sta facendo bene il suo lavoro. Ce lo dicono i cittadini stessi attraverso i risultati dell’Eurobarometro. Negli ultimi sei mesi la fiducia nel Parlamento europeo è passata dal 45% al 50%. Il Parlamento è in assoluto l’istituzione Ue più apprezzata.” “Voglio ringraziare i 751 parlamentari che compongono l’assemblea. Abbiamo dimostrato di saper essere protagonisti mettendo il Parlamento al centro del dibattito per cambiare l’Europa e renderla più efficace.”

“In particolare, sull’immigrazione che, come conferma l’Eurobarometro, è in cima alle preoccupazioni dei nostri cittadini, abbiamo contribuito a dare riposte europee. Già a novembre abbiamo adottato un testo di riforma del sistema dell’asilo, compreso il regolamento di Dublino, che concilia fermezza e solidarietà. Abbiamo anche proposto una strategia di breve, medio e lungo termine per fermare le partenze dall’Africa. Il Consiglio non può più rimandare la riforma dell’asilo e deve prendere coscienza che sul governo dell’immigrazione è in gioco il futuro stesso della nostra Unione.”

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  1. Il problema è serio e la contrapposizione offerta dal governo non è di buon auspicio. Condannare il terrorismo è doveroso ed altrettanto doveroso prendere atto della situazione in cui versano milioni di Italiani spesso stretti da Equitalia e dalla tassazione eccessiva. Inoltre l’inconcludenza per leggi necessarie del governo che non offre certo immagini di speranza, vedi il ddl corruzione e falso in bilancio dove è approdato. Quando si ha la sensazione, ed ormai non è più solo sensazione ma situazione tangibile, che il governo attacca i deboli ma non osa con i poteri forti e con i “veri” evasori (non quelli vessati che hanno un nome ed un cognome) allora si offre il fianco all’eversione dovuta al malcontento ed alla fame di milioni di persone. Nulla è giustificabile quando si parla di atti di terrorismo ! Ma attenzione ! La situazione sociale è davvero grave nel paese e il governo, e i governi, devono tener conto della situazione sociale ! E con l’emergere delle tensioni devono anche non contrapporre lo stato della forza ma quello della sapienza e della ragionevolezza ! Abbiamo già mostrato nella storia recente come non si vince il terrorismo con l’arroganza e la prepotenza ! Lo Stato è il Popolo Italiano, ne un singolo Monti o una singola Cancellieri ! Loro sono solo i rappresentanti dello Stato non eletti, ma comunque nella funzione di rappresentanti e le faide terroristiche non rappresentano nessuno se non se stesse ma sono sintomo di una situazione nel paese che non può essere spazzolata in modo semplicistico e di aperta anteposizione ! Di condanna si, ma anche di seria valutazione della situazione sociale ! Certi slogan pertanto non ci servono ne dalle faide terroristiche ne dalla Cancellieri o da Monti.

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