martedì, 7 Aprile, 2020

Il Patto delle città libere contro il ‘sovranismo antieuropeo’

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A Visegrad nel 1991 era nato l’ormai famoso patto che univa nel sovranismo antieuropeo Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia al quale sembrano ispirarsi anche alcuni partiti dell’Europa Occidentale. Molta acqua e’ passata sotto i ponti e soprattutto nelle ultime tornate elettorali qualche crepa ha scalfito le fondamenta di una politica che ha preferito la costruzione dei muri al dialogo e all’approccio comunitario per risolvere i problemi, primo fra tutti quello delle migrazioni clandestine. La crepa più clamorosa è stata pochi mesi fa l’elezione a Presidente della Slovacchia di Suzana Caputova, europeista convinta e sostenitrice dei diritti civili. Ma certamente la riunione e l’accordo della metà dello scorso dicembre tra i sindaci di Budapest, Varsavia, Praga e Bratislava rappresenta un vero e proprio schiaffo ai Governi sovranisti di Visegrad e un chiaro segnale di una nuova volontà politica. Gergely Karacsony, primo cittadino verde e ambientalista, Rafal Trzaskowski, eletto con un programma europeista, Zdenk Hrib di un partito praghese denominato “Pirata” e Mstus Vallo, sindaco di Bratislava hanno deciso di coagulare le loro forze sottoscrivendo “il patto delle città libere”. Nel documento “ci si impegna a proteggere e promuovere i valori comuni di libertà, dignità umana, democrazia, uguaglianza, stato di diritto, giustizia sociale, tolleranze e diversità culturale.”
Inoltre si fa accenno alla condivisione di buone pratiche di governo delle città riguardanti alcuni aspetti essenziali della vita pubblica come la sostenibilità, la protezione sociale e l’inclusione sociale. Concetti e programmi che sicuramente non sono in linea con quelli dei Governi populisti degli Stati di appartenenza ma sui quali i quattro sindaci hanno costruito le loro campagne elettorali venendo premiati dal consenso dei cittadini. Il testo del patto firmato presso la Central European University di Budapest contiene anche il proposito di continuare a lavorare insieme per trovare le soluzioni per i problemi delle città nel contesto delle politiche europee smentendo tutti gli approcci sovranisti dei Governi in proposito, fatti di “soluzioni semplicistiche e sbagliate” secondo il sindaco di Praga. Rimane il problema di come supportare finanziariamente gli aspetti concreti del “patto delle città libere” visto che non è pensabile che l’Unione Europea possa finanziare direttamente le quattro amministrazioni come da esse auspicato. Spetterà alla creatività e all’uso oculato delle risorse disponibili trovare risposte a questo riguardo. Per il momento rimane la soddisfazione di vedere che a nelle quattro capitali degli Stati campioni del sovran-populismo, queste idee hanno attecchito poco o niente.

Alessandro Perelli

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