venerdì, 30 Ottobre, 2020

Il populismo nemico della democrazia

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Tutti i più grandi politologi del paese, grandi opinion maker, si sono sperticati nel dipingere il movimento di Grillo e Casaleggio come gruppo di scappati di casa, inadeguati, incompetenti, avvocato del popolo compreso.

Al di là della facciata la realtà del movimento è ben diversa, e il nostro Ugo Intini, la delineò perfettamente nel nostro convegno tenuto a Bologna dopo le elezioni.
Come è mia abitudine ho dapprima studiato ogni loro documento e ho analizzato le elaborazioni svolte a Ivrea al loro convegno annuale dopo il lochdown.
Dallo studio di questa documentazione ne ho tratto la conclusione che siamo in presenza di un movimento realmente eversivo che si pone l’obiettivo della creazione di una nuova società,di un mondo nuovo come ipotizzava in Gaia, Casaleggio Padre.

 

Gianroberto Casaleggio poneva l’anno 2030, come l’inizio di un processo catartico dell’umanità, travolta dalla terza guerra mondiale,e pronta a ricostruire un nuovo mondo,dalle macerie.
Il figlio Davide disegna in maniera attuale questo nuovo mondo che nascerà, sostituendo alla catarsi della guerra, la pandemia del Covid.
Nel suo manifesto visionario titolato non a caso”niente resterà come prima “si può notare come ogni provvedimento del Governo sia funzionale a questo disegno.
Casaleggio ipotizza una società che già nell’2030 sarà radicalmente mutata in tutto e per tutto a causa della pandemia mondiale.
Una civiltà che abbandonerà le città, mettendo in atto un vero e proprio processo di deurbanizzazione . Tutto il sistema del trasporto sarà automatizzato,il lavoro produttivo verrà svolto dai Robot e non sarà quindi necessario andare sui luoghi di lavoro in città ,perché il lavoro stesso verrà effettuato in Smart working.

 

Il sistema del commercio e dell’approvvigionamento delle merci sarà gestito non più dalle multinazionali,e verrà fatto tutto on line, prima verrà affiancato all’attuale sistema e poi velocemente diventerà obsoleto ogni forma fisica di commercio. La scuola non sarà più vista come oggi,non sarà più necessario l’insegnamento scolastico tradizionale ma sarà svolto da casa on line e personalizzato.
Il sistema della governance della società non sarà più operato attraverso le attuali istituzioni della democrazia parlamentare, ma sarà creata una Bloch Chain, dove tutti potranno partecipare direttamente attraverso la rete alle decisioni utili per la società. Ho sintetizzato, ma vi prego ora, di analizzare l’azione governativa,guardandola attraverso questa lente. Questa visione di società presuppone che lo stato di emergenza debba diventare la regola, non l’eccezione.
Casaleggio parla di una condizione perenne in cui non ci sarà più la socialità consueta del contatto fisico tra le persone a causa del Covid, anzi, il distanziamento diventerà l’essenza stessa della nostra vita.
Una visione che sembra quella descritta da Orwell in 1984,o simile ad alcuni mondi nuovi delineati dai maggiori scrittori di Fantascienza di cui era appassionato Gianpiero Casaleggio.

 

Le frasi della Castelli, che invita gli esercenti di attività commerciali a cambiare lavoro, viste attraverso questa ottica non paiono più le parole di una sprovveduta,ma in realtà sono assolutamente funzionali a rendere queste attività obsolete e a sostituirle con il commercio on line, così come lo Smart working, inteso come scelta di un nuovo modo di lavorare, diventa un’ altro pezzo del disegno,come lo è l’idea stessa della scuola non più in presenza, ma on line, così come lo sono tutti i sussidi assistenziali.

 

Questo ineludibile processo di trasformazione radicale della società è finalizzato alla decrescita felice del sistema e al ritorno a un mondo bucolico, ante rivoluzione industriale dove la socialità derivante dalla rivoluzione industriale non esiste, e di conseguenza non sono più necessarie tutte quelle forme di aggregazione solidali che dettero vita ai partiti, ai sindacati, e alle associazioni della sussidiarietà, un mondo governato da tutti, ma in realtà da una specie di Grande fratello, che regola tutto, una sorta di stato etico dove chi esce dalle regole viene punito in modo esemplare. Se mi si lascia passare l’ardito paragone,il mondo nuovo messo in atto dai Kmer Rossi in Cambogia.

Questo visionario disegno può realizzarsi solo attraverso la dissoluzione di tutta l’impalcatura istituzionale su cui abbiamo creato in Occidente ,attraverso guerre sanguinose, la nostra democrazia.
E chiaramente questo passa in primis dalla riduzione dei parlamentari che rappresenta solo la prima tappa del processo di demonizzazione del parlamento e dei parlamentari,perfettamente inscenato da Tridico
con la vicenda bonus.

 

Ugo Intini ci invitò due anni fa a non trattare i Grillini come un movimento politico, ma come una setta visionaria nemica della democrazia, molto ma molto più pericolosa di una destra che ha già governato il paese e che al di là di quello che si pensi, non intaccherebbe le basi delle nostre libertà democratiche.
Il PD come ben descritto da Orfini, per gestire il potere ha venduto l’anima e non ha più alcuna identità, o meglio l’identità del PD è quella delineata da Bettini, un partito nato solo per essere al potere, la sua stessa esistenza sarebbe messa in pericolo dal solo pensare di dover tornare all’opposizione, perché si dissolverebbe in un nanosecondo.
Ed è per questa ragione che il PD, ritira le querele, e ideologicamente vende l’anima ai M5S, tradendo tutte le battaglie fatte per la difesa delle istituzioni e di fatto sostenendo la battaglia del si consegnandosi mani e piedi al populismo.
Esistono però altre ragioni quasi ancestrali di questo avvicinamento,una di queste ci è data, da quel fondo di Antiamericanismo che ha sempre pervaso la politica degli eredi di Togliatti,prima nel PCI,poi nel Pds e nei Ds,un processo che ha raggiunto l’apice con l’elezione di Trump.Il presidente americano si è rivelato certamente come un presidente divisivo e pericoloso in patria,ma possiamo essere certi che se vincerà Biden non abbandonerà quella politica di guerra commerciale alla Cina ,messa in atto per difendere i prodotti Americani e per contrastare le mire egemoniche imperiali del presidente Cinese.
Sarebbe interessante poter chiedere al PD se ,per tenere l’alleanza con Grillo, intende continuare ancora per molto a far si che l’Italia sia considerato l’unico paese che ha aperto le porte in Europa alla Cina,o pensa ,Trump a parte, di ribadire senza se e senza ma ,l’alleanza atlantica e la Nato.
Le altre due ragioni forti che avvicinano grillini e PD,sono date dal ruolo dello stato in economia e dalla scelta di una politica essenzialmente a favore del sud del paese e della classe lavoratrice garantita in particolare quella del pubblico impiego.
Nel gruppo dirigente del PD sta nettamente emergendo anche per totale ignoranza e presunzione l’ala di quelli che intendono tornare ai bei tempi dell’Iri e delle finanziarie come Stet,Gepi,Efim,Finsider governate dai partiti,senza prestare minimamente ascolto ai tanti che ricordano che quell’epoca fini e non potrà mai più tornare a causa dei vincoli europei e della globalizzazione.Tanto più che il pozzo di San Patrizio denominato CDP non è patrimonio dello stato,ma dei risparmiatori postali,e sarebbe davvero anacronistico che lo stato facesse il salvatore entrando nel capitale azionario di tutte le aziende in crisi con i soldi degli italiani che hanno depositato i loro risparmi e non intendono certo vederli dilapidati in Alitalia,Ilva,Pernigotti o nelle migliaia di realtà in crisi.
Ma esiste anche come riportavo sopra un’altra ragione che porta a questo rendevu ed è quello che contraddistingue la politica economica del governo e cioè un meridionalismo spinto che invece di avvicinare il sud con il nord rischia di aumentare le divisioni storiche .Questa politica antinordista è facilmente percepibile ed in maniera trasversale in tutte le regioni del nord ed è caratterizzata anche da un profondo antiindustrialismo proprio perché la politica del governo si basa sull’assistenzialismo e non sulla crescita.
Ma esiste una ragione di fondo che porta i due partiti a essere l’uno funzionale all’altro ed è dato dalla totale discrepanza che esiste tra il mondo garantito del pubblico impiego e quello che Gramsci chiamava il mondo dei produttori .
Quanto si pensa possa durare ancora questa Italia a due velocità,dove l’industria e i servizi sono colpiti dalla crisi,rischiano licenziamenti di massa e il pubblico impiego non rischia nulla,non ha avuto conseguenze e nel disegno di questo governo continua tranquillamente a lavorare da casa.
Per tutte queste ragioni noi andremo incontro ad un autunno nel quale esploderanno tutte le contraddizioni e il governo non sarà in grado di reggere e di presentare un programma in Europa finalizzato alla crescita.
Le forze riformiste alternative a questa alleanza strategica fra M5S e PD debbono essere in prima fila a chiedere un radicale cambio di rotta,che passa solo ,che a Bettini piaccia o no, da un governo che inverta la tendenza e che metta in campo una politica di crescita che guardi a un rapporto sostenibile tra ambiente e lavoro,che con i soldi del recovery found affronti tutti i nodi irrisolti del paese,evitando di rimettere in piedi la politica delle cattedrali nel deserto come furono, solo per citarne alcune, il 5 centro siderurgico di Gioia Tauro,il polo chimico di Gela,l’Olivetti e Italtel,in Campania,Italtel in Abruzzo e mille altri insediamenti che non rispondevano a nessuna logica di politica industriale.Tutti sappiamo di cosa ha bisogno il paese ,di cancellare le 36.000 stazioni che gestiscono gli appalti pubblici,di opere infrastrutturali,di digitalizzazione ,di mettere in sicurezza il territorio, di scuole che non crollino altro che lezioni on line,di ospedali efficienti e di ambulatori sparsi sul territorio,e questo lo può fare solo una personalità che può guidare a tempo ,il paese ,prima che sprofondi in un burrone.Il nome è Draghi,e il suo intervento a Rimini dimostra che è in campo ora non nell’2022.Il Psi ,Italia viva,Calenda, Più Europa,vogliono avere il coraggio di dirlo o pensano di lasciare a Grillo il controllo del gioco.Non posso influire ovviamente sugli altri ,ma se il nostro partito dovesse tergiversare e continuare a non avere uno straccio di politica nazionale ,sono pronto,come feci con tanti compagni al congresso di Salerno a cercare di fare cambiare strada ad un partito, allora abbagliato da un PD al 41%,e oggi in totale balia degli eventi ,privo di qualsiasi bussola che ne indichi il percorso.Sono altresi son
assolutamente certo che la creazione di un terzo polo riformista ,quello che abbiamo messo in piedi in Veneto e in Liguria,sia, senza falsa modestia,una posizione di maggioranza sia in segreteria sia in direzione ,e che il partito deve portare avanti, senza se e senza ma.
Essere piccoli non è un delitto,ma a partire da ciò, rendere l’iniziativa politica di un partito inesistente , e inutile per il paese ,disperdendola in mille rivoli arrivando anche a associare il simbolo dei socialisti con quello di fratelli d’Italia, a mio parere è semplicemente diabolico.

 

Marco Andreini

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