sabato, 25 Gennaio, 2020

IL PREMIER LETTA PARLA ALLA CAMERA PRIMA DELLA FIDUCIA: UNA VISIONE A TUTTO TONDO

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Letta-fiducia-governo

Il neo presidente del Consiglio Enrico Letta ha aperto il suo intervento alla Camera, in attesa del voto di fiducia al suo governo di grande coalizione, ringraziando, innanzitutto, il capo dello stato Giorgio Napolitano. Letta ha ricordato il gesto eccezionale di Napolitano «come una grande occasione e ultima opportunità» per la classe politica di dimostrare capacità di guidare il Paese. Ha parlato di verità Enrico Letta, proprio come aveva esortato il Presidente, di una verità senza tatticismi: «la prima verità è che la situazione economica dell’Italia è ancora grave e il debito pubblico grava come una macina sulle generazioni presenti e future, il grande sforzo di Monti è stata la premessa della crescita».

UNA SCELTA EUROPEISTA. NON SOLO AUSTERITY, C’E’ BISOGNO DI CRESCITA – «Di solo risanamento l’Italia muore. Dopo più di un decennio senza crescita, le politiche per la ripresa non possono più attendere. Non c’è più tempo». E rivolge lo sguardo all’Europa il neo premier affermando che «nelle sedi europee individueremo le strategie per arrivare alla crescita senza compromettere il risanamento della finanza pubblica, l’Ue è in crisi di legittimità proprio quando i cittadini ne hanno bisogno». Per Letta, l’Europa può tornare a essere motore di sviluppo sostenibile solo se si apre. Non ci possono essere vincitori e vinti se l’Europa perde questa prova: sia nel Sud che nel Nord del Continente. Se avrò la vostra fiducia visiterò in un unico viaggio Bruxelles, Parigi e Berlino per dare subito il segno che il nostro è un governo europeista». E, parlando d’Europa, Letta ha ricordato quanto sia importante  «rilanciare il welfare tradizionale europeo», poiché «il nostro modello non basta più, deve essere più universalistico e meno corporativo aiutando i più bisognosi, migliorando gli ammortizzatori sociali estendendoli ai precari e si potranno studiare forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli».

IL LAVORO – Un discorso ad ampio spettro che non poteva non abbracciare un tema centrale come il lavoro, definito da Letta «La prima priorità del nuovo governo». Per il premier, infatti, «solo con il lavoro si può uscire da l’impoverimento per una crescita non fine a se stessa ma in grado di portare benessere».

ABOLIRE L’IMU – Lavoro e casa, l’altro grande tema che riguarda gli italiani. Letta ha ricordato che «Bisogna superare l’attuale sistema di tassazione della prima casa, da subito con lo stop dei pagamenti di giugno», insistendo sulla necessità per il governo di essere «seri e credibili sul risanamento dei conti pubblici » che significa «basta con i debiti scaricati sulla vita delle generazioni successive, ecco perché la riduzione fiscale senza indebitamento sarà un obiettivo a tutto campo». Un risultato da raggiungere coniugando «una ferrea lotta all’evasione con un fisco amico dei cittadini senza che la parola Equitalia debba provocare dei brividi quando viene evocata».

TAGLIO AI COSTI DELLA POLITICA – E, nel discorso di presentazione, il premier non poteva non affrontare il tema dei costi della politica. «Bisogna recuperare decenza, sobrietà, scrupolo, senso dell’onore e di servizio e, una banalità, la gestione del buon padre di famiglia – ha detto – Ognuno deve fare la sua parte. Per questo vi dico una cosa che nemmeno i miei ministri sanno: il primo atto del governo sarà eliminare con un atto d’urgenza lo stipendio per i ministri parlamentari che viene corrisposto in aggiunta all’indennità».

ABOLIZIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO – Inoltre, ha promesso Letta, il nuovo governo si farà carico di abolire la legge sul finanziamento pubblico ai partiti sottolineando che «tutte le leggi introdotte dal ’94 sui rimborsi elettorali sono state ipocrite e fallimentari». Nell’analisi del neo primo ministro, non si trattava infatti di rimborsi, come formalmente sostenuto, ma di «un finanziamento mascherato, di ammontare troppo elevato. E’ solo una delle conferme che il sistema va rivoluzionato». In quest’ottica è necessario «abolire la legge approvata introducendo più controlli e sanzioni anche sui gruppi regionali».

IMMIGRAZIONE – Infine, dopo gli attacchi di stampo xenofobo di ieri della Lega verso il neo ministro Kyenge, Letta si è rivolto alle problematiche relative al mondo dell’immigrazione: «dobbiamo valorizzare i nuovi italiani. La nomina di Cecile Kyenge è una nuova concezione di confine: da barriera a speranza. L’integrazione si costruisce sui banchi della scuola e all’università». Il premier ha quindi annunciato che il governo nominerà «un commissario unico per l’Expo e nei prossimi giorni sarò a Milano per partire per l’ultimo miglio».

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