venerdì, 22 Novembre, 2019

Il programma socialista di Fano: cinquanta idee per costruire il futuro

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Ho sistemato secondo un procedimento logico le varie proposte uscite dalla tre giorni di Fano. Naturalmente le ho sintetizzate per rendere più semplice la lettura. Direi che il principio su cui si orienta la nostra piattaforma è quello dell’identità. Siamo, sia pure in formato mignon, l’unico partito italiano che si richiama a una storia, non a quella generica del socialismo, da cui quasi tutto é derivato (comunismo e perfino, sia pure indirettamente, il fascismo), ma a quella del socialismo riformista e liberale (Turati, Nenni, Saragat, Rosselli), ma che ritiene che debbano essere recuperate le grandi intuizioni del socialismo craxiano degli anni ottanta (meriti e bisogni, grande riforma delle istituzioni, battaglie sui diritti civili, europeismo critico, patriottismo, Craxi aveva il mito di Garibaldi).

La verità é che se siamo ancora qui, il motivo di fondo é quello di cancellare la dimenticanza storica dei socialisti (la Resistenza l’hanno fatta comunisti e cattolici, la Costituzione De Gasperi e Togliatti, il primo centro sinistra é quello di Prodi). Siamo di fronte a una colpevole mistificazione della storia e a una demonizzazione della parola socialista, dovuta alla strumentalità delle interpretazioni di Tangentopoli. Caso unico in Europa il partito del socialismo europeo in Italia si chiama infatti “democratico”.

Noi siamo un piccolo partito che intende recuperare il meglio del suo passato e proiettarlo nel futuro. Attenzione. Oggi più che mai, alla luce delle contraddizioni del presente, si propende a recuperare il passato. Quanto possiamo approfittare di questa nuova predisposizione noi? Questa però é la base su cui costruire una politica. Senza una proposta sul presente e per il futuro si possono rilanciare fondazioni, non partiti. E non basta la parola socialista, che é solo un aggettivo che nella storia ha assunto diversi e anche contraddittori significati, per assumere una identità. Non basta neppure richiamarsi all’unica versione ancora attuale del socialismo, che é quella riformista e liberale, che permette di nobilitare anche la stessa nozione di socialismo così trasandata, per pensare a un rilancio politico. Occorre una reale convergenza sulle cose da fare.

Sui temi del nostro incontro di Fano segnalo quelli più caratterizzanti.

Li potrei definire quelli dell’Europa politica e dell’Italia fondata sulla democrazia e sui diritti civili e sociali (slogan non molto originale, lo so).

1) SIAMO EUROPEISTI CONVINTI

1-1) vogliamo il superamento della triadicitá delle istituzioni (Parlamento, Consiglio e Commissione).
1-2) La commissione deve essere eletta dal Parlamento e il Consiglio perdere poteri.
1-3) il patto di stabilità deve separare spesa corrente e investimenti.
1-4) La Commissione deve avere poteri reali e unificanti sulla politica estera, sulla politica fiscale e sull’immigrazione.

2) UN PATTO PER IL LAVORO

2-1) Il tema deve essere affrontato in due modi: rilanciando gli investimenti pubblici anche al di fuori dei vincoli europei che producono Pil e occupazione (modello spagnolo), mentre il governo Conte uno ha solo incrementato la spesa pubblica e, seconda proposta a parole comune a tutti, detassando le imprese e il lavoro (taglio del cuneo fiscale).

2-2) Più che reddito di cittadinanza per dare soldi a chi non fa niente, abbiamo lanciato il reddito di lavoro e cioè impiegare coloro che sono a carico dello stato in lavori di pubblica utilità.

3) PER UN’IMMIGRAZIONE CONTROLLATA

3-1) Occorre ripristinare le scelte di fondo del ministro Minniti, ma affidare la gestione e il controllo dei campi di respingimento in Libia all’Onu.

3-2) L’Italia deve essere in prima fila per risolvere la questione libica e per riformare il trattato di Dublino.

3-3) Bisogna riprendere la politica di patti economici coi paesi d’origine per il rimpatrio degli irregolari. Sono tra i 500 e i 600mila.

3-4) E’ necessario selezionare le Ong e le cooperative buone da quelle cattive. E’ nostro dovere morale e politico, perché ce lo impongono le leggi salvare tutte le vite umane.

3-5) E’ ora di condurre una dura lotta contro ogni tipo d sfruttamento dei migranti, sia quello della loro gestione (le cooperative che fanno profitto) sia quello del loro sfruttamento nei campi di lavoro del sud.

3-6) Si impone la necessità di impedire la concentrazione degli immigrati nelle periferie urbane e disseminarli a gruppi minimi per rendere più facile la loro accettazione e la conseguente possibile l’integrazione

3-7) E’ il momento di reprimere ogni forma di violazione della legalità e sciogliere qualsiasi gruppo che si propone di infrangere la leggi con la violenza e il ricatto (un particolare capitolo deve essere scritto sulla cosiddetta mafia nigeriana), con immediata espulsione dal territorio italiano di chiunque ne faccia parte.

3-8) Bisogna affidare a ogni migrante mantenuto dallo stato un lavoro di pubblica utilità, cosa che già avviene in piccoli comuni, ma che deve diventare le regola.

3-9) Bisognerebbe, assieme all’introduzione di uno ius soli moderato, riformare anche il diritto di cittadinanza pretendendo la piena conoscenza della lingua italiana e facendo esplicito riferimento al diniego di qualsiasi comportamento che sia estraneo alla cultura liberale. Introducendo anche la revoca della cittadinanza.

3-10) Sarebbe infine io caso di approfondire le ragioni che hanno portato al dato modesto delle concessioni di diritto d’asilo in Italia in rapporto a quello degli altri paesi e all’applicazione dell’articolo 10 della Costituzione.

4) PER LA DEMOCRAZIA, CONTRO LA DEMAGOGIA

4-1) Occorre riequilibrare i poteri degli organi eletti con quelli della burocrazia prevalenti oggi. Dunque rivedere le leggi Bassanini. I consiglieri comunali non contano nulla ma sono eletti, i dirigenti contano tutto e non sono eletti.
4-2) Siamo per reintrodurre la rielezione diretta dei Consigli provinciali. Le province che non sono state abolite e restano in Costituzione vanno rilanciate.
4-3) Siamo per una riforma elettorale di segno proporzionale perché l’Italia é una Repubblica parlamentare. Il maggioritario, vedi Francia, si addice a Repubbliche presidenziali. Occorre agganciare la riforma elettorale alla forma di stato.
4-4)  No alla semplice riduzione dei parlamentari. Una follia determinata dall’antipolitica. Su questo il Psi si impegnerà alla raccolta delle firme per rendere possibile il referendum, assieme ai compagni radicali. La legge costituzionale, oggi approvata da tutti, non abbassa i costi della politica e non risolve il tema della velocizzazione del procedimento legislativo che é oggi troppo lento non per il numero dei parlamentari, ma per le identiche competenze di Camera e Senato.
4-5) La richiesta di maggiori poteri di alcune regioni del Nord può essere solo affrontata  nell’ambito di una revisione di autonomia che interessi tutte le regioni. No alla divisione tra regioni con autonomia differenziata e altre senza.

 

5) PER L’AMBIENTE, LA CULTURA E IL TURISMO

5-1) Applicare sul Co2 l’accordo di Parigi.
5-2) Una legge sulle auto elettriche con agevolazioni fiscali, attrezzando i distributori degli strumenti per le ricariche.
5-3) Inasprimento delle pene per gli ecoreati.
5-4) Ampliamento degli ecobonus per chi adegua il proprio immobile.
5-5) Contrasto deciso al consumo del suolo.
5-6) Investimenti sulle energie rinnovabili e sgravi fiscali.
5-7) Investimenti sulle bonifiche.
5-8) Una legge per la salvaguardia dei piccoli borghi e dei paesaggi.
5-9) E’ follia l’eliminazione dei termivalorizzatori come vogliono i Cinque stelle. La vera alternativa sono le discariche e sono peggio. A Vienna il termovalorizzatore é nel centro cottà, Copenaghen hanno costruito sopra un campo da scii. Basta contro la demagogia.
5-10j Non procedere all’aumento dell’Iva fino al 23 per ristoranti e bar
5-11) Iscrivere a bilancio dei comuni la tassa di soggiorno perché venga destinata al turismo.
5-13) Attrezzare anche i piccoli musei per poterne adeguatamente usufruire. Finanziare adeguatamente le produzioni teatrali anche al di fuori degli Enti o Fondazioni liriche.
6) INVESTIRE SULLA SCUOLA
6-1) Occorre passare dal 3.6 sul Pil al 5% che è la media europea. Tale aumento di risorse permetterebbe :
6-2) di risolvere o quanto meno abbattere il precariato, condizione necessaria per mettere l’alunno al centro dell’ istruzione pubblica garantendo la continuità didattica attualmente negata dalle decine di migliaia di supplenti che cambiano all’inizio di ogni anno scolastico.
6-3) di potenziare l’erasmus
6-4) di potenziare le borse di studio per ragazzi meritevoli e bisognosi 
6-5) incentivare la formazione dei docenti
6-6) puntare su un nuovo modello di orientamento sia in uscita dalle scuole superiori, sia in entrata.
6-7) potenziare il sistema degli asili nido soprattutto nel centro e nel sud Italia.
6-8) sostenere l’apertura delle scuole ai territori, nelle zone d’Italia dove ciò non avviene.
6-9) potenziare la spesa per l’edilizia scolastica.
6-10) inoltre, e per questo non servirebbero ulteriori finanziamenti, sburocratizzare il lavoro dei docenti ripristinando la centralità della didattica.
7) PER UNA GIUSTIZIA GIUSTA
7-1) Sulla giustizia, battaglia tradizionalmente nostra, siamo per introdurre la separazione delle carriere dei magistrati e per il doppio Csm (per inquirenti e giudicanti). Solo in Italia esiste una confusione tra due carriere e attività opposte,
7-2) Occorre la riforma di elezione del Csm che superi la sua composizione per correnti politiche.
7-3) Bisogna eliminare il tribunali dei minorenni.
8)  NUOVE BATTAGLIE SUI DIRITTI CIVILI
8-1) In stretto rapporto su questo coi radicali occorre al più presto, come richiesto dalla Corte, una legge sulla dolce morte o suicidio assistito, che il caso Cappato ha messo in evidenza.
8-2) Siamo, come eravamo, per la stepchild adoption che la legge sulle adozioni ha espunto per volontà dei moderati
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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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