venerdì, 6 Dicembre, 2019

Il Quadraro e il Caffè Greco per la memoria di Roma

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Al Quadraro, popolare quartiere della periferia sud-est di Roma contiguo a Cinecittà, ricco di memoria storica (come per il rastrellamento nazista di metà aprile ’44, poche settimane dopo Via Rasella e le Fosse Ardeatine, che vide una forte resistenza all’occupante, soprattutto nonviolenta, da parte della popolazione, di estrazione perlopiù operaia e contadina), è stata aperta ultimamente la mostra d’arte “Tra-sversalia”, presso la galleria “Quadrarum Art Gallery” di Via Attio Labeone. Che, inaugurata a fine aprile scorso, s’è imposta, in pochi mesi, come importante polo artistico in una zona storicamente povera di servizi culturali.
“Trasversalia” è un movimento culturale nato nel 2003 ad opera degli artisti romani Maurizio Pochesci e Donatella Calì. per dare agli artisti la possibilità di non sottostare alle rigide leggi del mercato, che possono portare all’esaurimento della vena creativa e della libertà espressiva. Con questa mostra (aperta sino al 26 ottobre), intitolata con lo stesso nome del movimento, si è visto il maturare – ancor più significativo considerando la natura del quartiere Quadraro, alle prese, come tante altre zone periferiche di Roma, coi problemi di inserimento sociale degli immigrati e del degrado urbanistico e ambientale, sempre in agguato – di una realtà culturale periferica, ma spontanea e potenzialmente emergente.

Alla mostra della “Quadrarum Art Gallery”, inaugurata ultimamente, partecipa una diecina di artisti, soprattutto pittori: Monica Agostini, Donatella Cali’ (che ha frequientato, in passato, vari esponenti della Scuola romana, attiva fra anni ’30 e anni ’80), Federico Giannini ( che si richiama particolarmente al’arte americana di Jackson Pollock e altri), Felicetto Mancini ( scultore), Marzia Musini, Dominga Pascali, salentina, Flavia Polverini, Giulia Lusikova, crimeana, e lo stesso Maurizio Pochesci: che dirige la galleria insieme alla Calì, all’altra pittrice Luciana Zaccarini e ad altre artiste, e, in passato, ha organizzato mostre anche su nomi di rilievo internazionale, come l’eclettico Mario Schifano e Mirko Basaldella (lo scultore e pittore noto, tra anni ’50 e ’60, soprattutto per la celebre cancellata del Sacrario delle Fosse Ardeatine) .
E’ seguita anche una lettura di poesie, da parte di vari autori: come la stessa Donatella Calì, il peruviano Abner Quezada, Cinzia Gargiulo, Rosanna Sabatini.

L’inaugurazione della mostra ha richiamato l’attenzione del pubblico anche sul preoccupante caso del “Caffè Greco” di Via Condotti: monumento di primario valore per la storia culturale e sociale di Roma, oggetto, sin da anni ’50, di un vincolo statale in base alla legge 1089 del 1939 eppure incredibilmente in procinto, oggi, di essere venduto a privati dai proprietari (l’Ospedale Israelitico di Roma). Chi scrive e il PR Giancarlo Raspa hanno illustrato i dettagli della vicenda, che proprio martedì 22 ottobre sembrava destinata a una svolta preccupante con la consegna, ai titolari del Caffè, dell’intimazione di sfratto.

Della kafkiana vicenda si sta occupando anche l’ Associazione Stampa Romana, con un comunicato formato dal giornalista Romano Bartoloni: comunicato che invita la società civile romana a mobilitarsi, e a radunarsi appunto intorno al Caffè Greco, in via Condotti 86: “in chiusura per sfratto esecutivo per mancato rincaro affitto da 17mila euro a 180mila al mese. Arriva la ruspa giudiziaria per lo storico locale che dal 1760 ha ospitato e continua a ospitare il mondo dell’arte, della cultura, del turismo di élite e di intellettuali di grosso calibro da Byron a Goethe, con arredi e collezioni di grande prestigio, vincolati fin dal 1953 dal ministero dei beni culturali. E in più una 40ina di licenziamenti su due piedi.

La Roma malandata e maltrattata dalla ignavia e dalla ignoranza subisce l’ennesimo affronto alla sua storia, alle sue tradizioni, alle sue bellezze artistiche, nel silenzio assordante delle maggiori istituzioni politiche, culturali e accademiche di fronte alla distruzione di un patrimonio di valore internazionale e di una identità unica del genere. Un’altra violenza al centro storico nonostante la vivace campagna di solidarietà e di sostegno con in testa Italia nostra e il mondo della romanità, le associazioni culturali con a capo Roma Tiberina e Salotto romano, con l’universo stampa e i mass media, il Sindacato cronisti romani e il Gruppo romano giornalisti pensionati”.
Proprio in questi giorni è possibile un intervento esplicito del ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini: da cui si attende una rapida soluzione e problema, che mantenga il grande patrimonio culturale e spirituale rappresentato da questo monumento, analogo ad altri della storia d’Italia, dal “Florian” di Venezia al “Pedrocchi” di Padova.

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