domenica, 17 Gennaio, 2021

Il record del Perù, tre presidenti in una settimana

0

Un vero record mondiale quello accaduto nei giorni scorsi nella Repubblica presidenziale del Perù: 3 Presidenti in una settimana. Ma al di là del dato statistico c’è poco da ridere. Tra il 10 e il 15 novembre hanno lasciato l’incarico prima il popolare  Martin Vizcarra destituito dal Parlamento per una indagine di corruzione per fatti, da lui sempre negati, avvenuti quando era Governatore di una provincia meridionale e poi Manuel Martino subito nominato in sua sostituzione ma dimessosi dopo cinque giorni per le proteste della popolazione che, come accade spesso in America Latina, si sono manifestate anche nel modo caratteristico e spontaneo della gente che sulle finestre e sui balconi delle case sbattono con grande fragore i mestoli sulle pentole. E ciò mentre nella capitale Lima si susseguivano le manifestazioni di protesta con due morti e un centinaio di feriti e le università erano chiuse e con la popolazione studentesca in rivolta. Martedì 17 novembre, in pieno caos istituzionale è stato eletto Francisco Sagasti, ingegnere di 70 anni, che avrà il compito di traghettare il Paese fino alle nuove elezioni politiche previste per l’undici aprile del prossimo anno. Un’ elezione quest’ultima che ha visto un accordo bipartisan in un Parlamento scosso dagli ultimi avvenimenti ma conscio che solo un accordo tra i partiti maggiori avrebbe consentito al Paese di affrontare la crisi istituzionale e politica maggiore della storia del Perù.

 

Francisco Sagasti, centrista, appartiene al Partito Morado, l’unica forza politica a votare contro la rimozione di Vizcarra. Insieme a lui sono stati eletti, come vicepresidenti, Mirtha Vasquez della coalizione di sinistra Fronte Amplio e Luis Roel della formazione di centro destra Fuerza Popular. Un accordo determinato dal fatto che nel Paese sudamericano la situazione era divenuta insostenibile per qualsiasi coalizione politica in un momento in cui la pandemia del coronavirus aveva collocato il Perù ai primi posti al mondo nella proporzione tra numero di abitanti, contagiati e vittime. In preda a una preoccupante crisi economica i peruviani hanno progressivamente perso la fiducia nei partiti e nella politica anche per i ripetuti episodi di malgoverno e di corruzione di cui sono stati accusati negli ultimi anni numerosi amministratori. Sagasti ha subito formato il nuovo Governo nel quale sono presenti otto donne. Il suo primo compito sarà quello di riunificare il Paese dilaniato dalle divisioni e dalle proteste che hanno caratterizzato le ultime settimane. Una transizione verso il nuovo appuntamento elettorale del prossimo aprile che non dovrà dare spazio a nuovi intoppi istituzionali che il Perù non potrebbe permettersi pena il pericolo di colpire le fondamenta della sua già fragile architettura democratica. Un compito che le forze politiche peruviane dovranno svolgere coscienziosamente se vorranno riconquistare credibilità agli occhi dei cittadini. E anche la scelta bipartisan di Sagasti, un raffinato intellettuale con esperienza amministrativa più che un politico va in questa direzione.

 

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply