mercoledì, 30 Settembre, 2020

Di Maio uno sgrammaticato, Craxi uno statista

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Una battuta infelice. Una caduta di stile. Sbagliata. Insopportabile. Peggio: un confronto insostenibile. Tra Craxi e Di Maio non c’è possibilità di paragone. Non tra uno sgrammaticato e uno statista. Ci sono state le scuse pubbliche da parte di Renzi e ancora non basta. Dovrebbe ricordare agli italiani – e ne avrà l’occasione – che la sinistra riformista che guardava al futuro nacque negli anni Ottanta, che quella lezione venne ripresa da Blair e dalla socialdemocrazia tedesca, che l’Italia nel quadriennio 1983/87 era la quinta potenza mondiale e godeva di un’autorevolezza formidabile nel mondo, che nei libri di storia si entra non per la cronaca spicciola ma per le decisioni che si prendono, per le scelte che si compiono per rendere più grande una nazione. La tua.
L’irrisione non fa il paio con la figura del leader. Chiedi ai tedeschi con quanto rispetto trattano la figura di Khol. E non si inventano nulla.

Riccardo Nencini

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