mercoledì, 30 Settembre, 2020

Il ritoccum

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Nuovo accordo Renzi-Berlusconi sulla legge elettorale e due a due finale. Renzi incassa il sì di Berlusconi all’innalzamento dell’asticella del premio di maggioranza che passa dal 35 al 37 per cento e la diminuzione dello sbarramento delle liste dal 5 al 4,5 per cento, assai gradita soprattuto al Nuovo centro-destra. Berlusconi incassa il salva Lega (si entra in Parlamento col 9 per cento superato in tre regioni) e la pluralità delle candidature, cioè Berlusconi candidato in più collegi.

Resta il tema delle preferenze. Una parte del Pd pare intenzionata su questo a proporre un emendamento. Se così sarà, e se Nuovo centrodestra, Sel, Grillini e altri lo voteranno, rischia di passare. A quel punto cosa farà Berlusconi? Manderà all’aria la legge? È possibile che anche su questo argomento si tenti il ritocco. Esiste l’ipotesi Violante. I capilista bloccati. Gli altri eletti con una sola preferenza. Berlusconi potrebbe accettarla?

Non gridiamo alla scandalo. Soprattuto, ha ragione su questo Casini, non gridino alla scandalo per ragioni di mera sopravvivenza i piccoli partiti. L’Italia ha bisogno di un sistema diverso. Resta il fatto che personalmente ho seri dubbi che questa legge lo produrrà. In nessun paese al mondo, nemmeno in Inghilterra, si impone per legge il bipartitismo. Tanto che anche in Inghilterra il sistema non impedisce governi di coalizione. Come quello formato recentemente tra conservatori e liberali, che si sono pur presentati distinti alle elezioni. In Francia c’è il doppio turno, ma di collegio, e non si vietano per legge, in un sistema peraltro presidenziale, né una coabitazione di maggioranze diverse, come è più volte accaduto, né governi di coalizione. In Germania, con la legge proporzionale, è ormai quasi una necessità governare tutti insieme. Solo l’Italicum impone o la vittoria col 37 per cento o il ballottaggio tra due se nessuno lo ha raggiunto. Ma che razza di logica è? Che razza di rispetto c’è per la volontà popolare?

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