domenica, 23 Febbraio, 2020

Il signor compagno

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Il primo ad accogliere l’invito a un uso misurato delle parole è stato il signor Benzoni. Solo tra ieri e oggi ha scritto: il ‘segretario vuol vincere il congresso con tutti i mezzi, leciti e illeciti’; poche ore dopo: ‘il segretario è indegno’.
Non mi sono mai tirato indietro dalla lotta politica. Ho fatto una decina di campagne elettorali, tutte meno due con preferenza, tutte vinte meno una. Per quattordici anni – gli anni della segreteria Boselli – non ho mai avuto un ruolo di responsabilità. Anzi. Al caminetto sedevano altri. Molti altri. Eppure ho lavorato sodo, come si deve fare, e ho preteso che il confronto non sfociasse mai nell’offesa, nell’insulto gratuito, nel dileggio. ‘Indegno’, sostengono i dizionari, significa essere spregevole, sgradevole, vergognoso, che non ha dignità morale.
Non essendo raro in Italia invertire l’onere della prova, mi si chiede forse di dimostrare il contrario? Me lo chiedi proprio tu, signor Benzoni, che non sei più iscritto da tempo al partito? E siccome non basta, ecco l’accusa più ripugnante, più infamante, più falsa. L’uso di mezzi illeciti.
Dove, come, quando? Bilanci e tesseramento sono sempre stati approvati dagli organi di partito con voto unanime o, raramente, con maggioranze larghissime. Tesseramento e bilancio vengono seguiti dai rispettivi responsabili nazionali e dai segretari regionali e provinciali.
Avanti! e Mondoperaio ospitano, come si deve fare, tutte le opinioni da qualsiasi parte provengano. Spesso vi leggo le tue.
Nelle iniziative pubbliche – dalla Festa dell’Avanti alla Conferenza Programmatica – sono stati invitati a discutere, come si deve fare, compagni con idee diverse da quelle della maggioranza del partito. Sempre.
Attenti! Le parole lasciano segni indelebili. Ho già espresso il mio pensiero una settimana fa e non l’ho cambiato.
Non ti consento, signor Benzoni, di offendere né l’uomo né il segretario. Le cose ripugnanti, queste sì sgradevoli tanto più per te che hai occupato posizioni importanti di direzione politica e nelle Istituzioni, sono il linguaggio che usi e le accuse infondate che lanci. Se hai qualcosa da dire, da obiettare, da accusare, fallo senza nasconderti dentro la rete. Un tempo li chiamavano sicofanti. Oggi impostori.
Riccardo Nencini

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