martedì, 19 Novembre, 2019

Il sistema pensionistico tiene, ma incombe l’effetto quota 100

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Itinerari previdenziale
SISTEMA PENSIONISTICO IN SALUTE MA INCOMBE QUOTA 100
Il sistema pensionistico italiano tiene e si rafforza perché il fondamentale rapporto tra attivi e pensionati si colloca a 1,435, miglior risultato degli ultimi 22 anni. Ma incombe l’effetto di quota 100. E’ uno dei dati più significativi che emergono dal settimo ‘Rapporto sul bilancio del sistema previdenziale italiano’ elaborato da Itinerari previdenziali per l’anno 2018, che analizza i dati economici e demografici dal 1997 al 2018, e che verrà presentato al governo nel febbraio prossimo.
Secondo Itinerari previdenziali, “il rapporto tra occupati e pensionati, fondamentale per la tenuta del nostro sistema, ha toccato il livello di 1,4505, contro l’1,435 del 2017 e il 1,417 nel 2016; anche in questo caso siamo in presenza della migliore performance di sempre, molto prossima all’1,5 indicato nei precedenti Rapporti come soglia necessaria per la stabilità di medio lungo termine del sistema”.
E, sempre secondo il Rapporto, “se dal numero di 16.004.503 pensionati si sottraggono i titolari di assegni e pensioni sociali, pensioni di guerra e percettori di prestazioni di invalidità e indennità di accompagnamento per un totale di 3.723.945 pensionati totalmente o parzialmente assistiti e circa 280.000 delle 716.213 pensioni indennitarie, per un totale di 4 milioni, il rapporto attivi pensionati vero, cioè pensionati previdenziali su lavoratori attivi che versano i contributi, passa da 1,435 a 1,94”.
Andando nello specifico, l’indagine evidenzia che “i rapporti sono diversi tra le varie categorie: particolarmente sfavorevole per i lavoratori agricoli (coltivatori diretti, coloni e mezzadri) con 1 solo attivo ogni 3 pensionati; al contrario, molto positivo per i liberi professionisti con 3,24 attivi per ogni pensionato. Ricordando che per i dipendenti del settore privato il rapporto si attesta a 1,594, per i dipendenti pubblici il valore scende a 1,144”.
“Dati che, nel complesso, certificano quindi la tenuta del sistema, almeno fino al 31 dicembre 2018: ancora da valutare però l’impatto di Quota 100 sia sul numero complessivo dei pensionati sia sul delicato e fondamentale rapporto attivi/pensionati”, conclude l’analisi.

E’ partito il 14 ottobre scorso
AL VIA IL PROGETTO “INPS PER TUTTI”
Lunedì 14 ottobre scorso, con la presentazione alla stampa, è ufficialmente partito il progetto “Inps per tutti”, nato con l’obiettivo di favorire l’integrazione sociale delle persone in difficoltà, rimuovendo gli ostacoli che ne impediscono l’accesso alle prestazioni assistenziali e previdenziali e tutelando i bisogni sociali ed economici del singolo e delle famiglie, grazie alla creazione di isole di accoglienza e comunicazione. È stato il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ad illustrare, recentemente, in un apposito incontro, gli obiettivi che questo progetto si propone: “con Inps per tutti – ha detto il Presidente – l’idea è quella di portare l’Istituto tra le persone in difficoltà, al fine di facilitare per tutti l’accesso ai nostri servizi. Andiamo tra chi ha barriere di ogni tipo, rendendo esigibili i diritti. Spesso sono le persone più fragili quelle che rimangono escluse e c’è il problema dei senza fissa dimora che non hanno residenza, problema al quale i comuni riescono in parte a ovviare. In questo progetto sono coinvolti non solo le municipalità, ma anche le molte associazioni di volontariato che agiscono sul territorio a protezione dei più deboli. Abbiamo stipulato convenzioni ed accordi con gli enti locali per raggiungere chi è afflitto dal bisogno. Ma non è soltanto la povertà che può separare la persona dalle istituzioni – ha proseguito il Presidente dell’Inps. Ci sono situazioni in cui la distanza da superare è rappresentata dal digital divide. Per questo intendiamo concludere accordi anche con Comuni piccoli per la creazione di punti web attraverso cui fornire le informazioni di base. L’Istituto quindi – ha concluso il numero uno dell’Ente di previdenza – è chiamato a esercitare un ruolo proattivo, anticipando il bisogno, perché l’Inps sa quando sorge un bisogno, come la nascita di un bambino o la perdita del lavoro, e quindi può informare chi ha diritto, può aiutare ad esercitare il proprio diritto”. Dopo l’introduzione del Presidente Tridico, è stato proiettato un video messaggio di saluto del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. “Il Governo crede molto nel sistema di Welfare. nessuno va lasciato indietro e quindi sono soddisfatto dell’avvio di un progetto, come appunto Inps per tutti, che si propone di arrivare a tutte le persone in difficoltà. Non devono essere i poveri a bussare alle porte dell’Inps o dei Comuni, ma sono le istituzioni che devono intercettare i bisogni e contrastare sul campo la povertà assoluta. L’anno scorso abbiamo varato il reddito di cittadinanza. Ma non basta, bisogna fare ancora di più, anche andando fisicamente nelle stazioni, nelle mense, laddove maggiore è il bisogno. Plaudo quindi a questo progetto realizzato insieme all’Inps: andare nelle città e raggiungere 50mila persone, che magari, pur avendone titolo, non usufruiscono di prestazioni assistenziali, a partire dal reddito di cittadinanza, che è lo strumento più importante di contrasto alla povertà ed inclusione sociale. Sono persone invisibili, le vogliamo rendere visibili” ha concluso il Presidente del Consiglio. La sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi ha iniziato il suo intervento presentando la situazione della povertà nella capitale. “Se dovessimo fare una stima dei senza fissa dimora a Roma, attraverso l’accesso alle nostre assistenze fittizie ci attesteremmo tra le 15 e le 20mila persone. A queste si aggiungono i nuovi poveri, causati dalla crisi, che magari vengono a mangiare alle mense dei poveri, ma poi vanno a dormire a casa. Questo progetto ci consente di raggiungere tutti e, insieme col reddito e la pensione di cittadinanza, di rendere applicabile l’articolo 3 della Costituzione della Repubblica. Questa attività mette in sinergia le istituzioni, permettendo di intercettare tutte le persone realmente in difficoltà. Il protocollo prevede che Roma Capitale collabori con le associazioni che da sempre si occupano del sostegno alle persone fragili. Dobbiamo ricostruire intorno a loro una rete perché obiettivo ultimo è portare questi soggetti a riacquistare progressivamente il loro posto nella società”. Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, ha affermato che “il Paese può avanzare mettendo al centro la persona e non il capitale finanziario. Il Comune di Napoli – ha ricordato – ha firmato a fine luglio un accordo con l’Istituto insieme all’Alleanza regionale contro la povertà, che riunisce decine di realtà che si occupano di assistere le persone più fragili. È “facendo rete” che si può dare piena attuazione all’articolo 3 della Costituzione che affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. È importante, però – ha concluso De Magistris – che il Governo investa risorse nel sociale, mentre negli ultimi anni sì è sempre tagliato”. Sonia Schellino, vice-sindaca di Torino, è intervenuta ringraziando l’Inps per l’idea che ha tradotto nel progetto “Inps per tutti”. “A Torino – ha affermato – già sono operativi i Poli di inclusioni sociale, a cui si affiancherà la presenza dell’Inps. Il progetto “Inps per tutti” è quindi uno strumento in più che la città potrà utilizzare per combattere l’esclusione delle persone socialmente più vulnerabili”. Marco Lombardo assessore al Comune di Bologna, ha detto di apprezzare lo sguardo verso gli “invisibili” della nostra società che ha l’Inps. “Anche nel nostro territorio – ha rimarcato – esistono persone sfiorate dalla povertà. È importante rammentare che l’articolo 3 della Costituzione affida il compito di rimuovere gli ostacoli non allo Stato, ma alla Repubblica, quindi al complesso dei soggetti che operano all’interno dello Stato. Oltre alle istituzioni pubbliche, quindi, occorre una forte valorizzazione di chi opera nel terzo settore, che può fornire informazioni utili all’Inps per raggiungere chi ha bisogno. A Bologna – ha dichiarato concludendo – abbiamo realizzato “Insieme per il lavoro”, un progetto che vede riuniti Comune, associazioni del terzo settore, organizzazioni sindacali e realtà imprenditoriali, che possono aiutare non solo a dare sostegno, ma anche a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro, che è il vero obiettivo”. Francesca Bottalico, assessore al Comune di Bari, ha raccontato l’esperienza di lotta alla povertà del suo Comune. “Sono esperienze da vivere sul campo – ha sottolineato. A Bari c’è una forte emergenza abitativa e dai poveri tradizionali si sono aggiunti i nuovi poveri, rappresentati ad esempio anche dai papà separati, che impiegano tutte le proprie risorse per mantenere i figli. Benvenuto quindi questo nuovo progetto”. Elena Buscemi, assessore al Lavoro della Città metropolitana di Milano, ha menzionato la “fortissima collaborazione che già esiste a Milano con l’Inps e con altre istituzioni e realtà dell’associazionismo. L’applicazione del Reddito di cittadinanza – ha asserito – ha costituito l’occasione per mettere in rete anche i centri per l’impiego. La cabina di regia ha permesso una collaborazione costante e di scoprire così i bisogni dei cittadini, dando risposte in maniera mirata. Così non settorializziamo le necessità, ma abbiamo un approccio olistico”. Gianluca Inzerilli, assessore del Comune di Palermo, ha voluto rievocare il messaggio di don Puglisi, espresso attraverso la frase “se ognuno fa qualcosa”. “Se ognuno fa qualcosa, si possono fare decisi passi in avanti – ha sostenuto. A Palermo facciamo molto per le politiche sociali. Abbiamo anche proposto all’Inps di aprire delle sedi in ognuna delle otto circoscrizioni in cui la città è divisa”. Al Direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele è spettato il compito di esprimere l’orgoglio di vedere riunite allo stesso tavolo, su iniziativa dell’Inps, le maggiori istituzioni del Paese.“ Il progetto è un ottimo auspicio – ha spiegato – per nuove iniziative che vedranno coinvolto l’Istituto. Il sostegno ai bisogni dei cittadini è la nostra prima missione: previdenza, assistenza, informazione all’utenza costituiscono un unico sistema orientato alla protezione sociale delle persone”. Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro e delle politiche sociali, chiudendo i lavori ha mostrato la sua soddisfazione per “un momento particolare che vede tutte assieme queste istituzioni a coordinare gli interventi sul territorio per cercare di dare una mano agli “invisibili”, con Inps e Comuni sempre più prossimi ai bisogni delle persone. Dobbiamo essere proattivi nei servizi per i cittadini. Vogliamo un percorso che li porti alla piena emancipazioni sociale. “Inps per tutti” – ha terminato – è un progetto molto importante di vicinanza e prossimità delle istituzioni ai cittadini. Hanno già aderito sei Comuni: da oggi anche i cittadini in condizione di emarginazione sociale potranno accedere a tante misure, fra cui reddito e pensione di cittadinanza, a cui hanno diritto”.

Carlo Pareto

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