venerdì, 20 Settembre, 2019

Il socialismo europeo è una cosa seria

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È finalmente e tardivamente entrato nel vivo il dibattito sulla collocazione del PSI alle prossime elezioni europee. Assodate la debolezza elettorale del nostro partito, e del progetto sin ora coltivato con il PRNTT, pare non rimangano che due opzioni, la confluenza dei candidati del PSI in due liste: o in quella organizzata dal Partito Democratico, che ha esplicitamente lanciato l’apertura a tutta la famiglia socialista italiana sotto il simbolo del PSE, o in quella liberale di +Europa, ormai solida propaggine italiana dell’alleanza dei liberali europei.
Da una parte abbiamo la possibilità di riunire in un’unica lista le diverse forze che, in Italia, si richiamano alla tradizione del Socialismo Europeo. Abbiamo la possibilità di contribuire con il nostro sforzo a quello del candidato comune, il compagno olandese Frans Timmermans, nel momento più difficile del PSE che si avvia, secondo i principali analisti, ad uno dei peggiori risultati da quando esiste l’elezione diretta dei parlamentari europei. Abbiamo la possibilità di compiere un altro pezzo del nostro cammino con i compagni Antonio Costa, Pedro Sanchez e con tutta la famiglia socialista europea, la nostra famiglia, nel doveroso ed obbligato tentativo di difendere l’idea di un’Europa sociale dagli assalti della destra conservatrice e sovranista, ma anche dalla testardaggine dei paladini del liberismo sfrenato e dell’austerity.
Dall’altra abbiamo +Europa che, nonostante la consueta e consunta presenza della testimonial Emma Bonino, non ha niente a che vedere con la gloriosa storia radicale, rappresentando ormai un, dignitoso per carità, semplice partito liberal-democratico di centro-centrodestra. Sono state abbandonate le storiche battaglie radicali per gli ultimi, è stata annichilita nel triste congresso di Milano l’anima radicale che ne aveva caratterizzato una prima fase, il tandem autobussistico Della Vedova-Tabacci ha portato la formazione europeista a collocarsi in uno spazio politico “alla ricerca dei delusi di FI”, che non è il nostro. +Europa correrà alle elezioni europee sotto le insegne dell’ALDE, mano nella mano a quell’Albert Rivera (leader di Ciudadanos) che non disdegna il supporto dell’estrema destra franchista spagnola ed ha esplicitamente offerto un’alleanza di governo al peggior PP degli ultimi vent’anni, con il solo intento di “mandare il PSOE all’opposizione”.
Davanti a queste due opzioni, la scelta dovrebbe essere obbligata, non ci dovrebbe neanche essere bisogno di aprire un dibattito. A meno che il dibattito non verta sulla politica ma unicamente sulla sopravvivenza di un pezzo di ceto politico, sulle presunte possibilità di eleggere o meno un parlamentare europeo.
Ma, cari compagni e care compagne, davanti alle sfide della globalizzazione, dell’Europa, del ritorno delle estreme destre, dell’attacco alle democrazie rappresentative, di questi tempi straordinariamente interessanti, non possiamo preoccuparci unicamente della sopravvivenza di un pezzo di ceto politico.
Non può essere questa l’unica cifra della nostra azione.
Cari compagni e care compagne, il socialismo europeo è una cosa seria.

Riccardo Galetti
Presidente e Responsabile Esteri della Federazione dei Giovani Socialisti

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