martedì, 29 Settembre, 2020

Il sogno di Donald Trump

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A quasi un mese e mezzo dalle elezioni, Donald Trump continua a sognare. Parlando davanti a migliaia di sostenitori che si sono radunati a Henderson, in Nevada, ha detto: “Vinceremo in Nevada, conquisteremo altri quattro anni alla Casa Bianca e, dopo aver vinto, forse ne chiederemo altri quattro per noi”.
Non è chiaro se vorrebbe per se un terzo mandato non previsto dalla Costituzione degli Stati Uniti o se, più plausibilmente, ha messo sul piatto l’idea in cerca di maggiori consensi tra i repubblicani per la sua rielezione, lasciando intendere che successivamente potrebbe favorire l’elezione di un altro presidente appartenente al Partito Repubblicano.

Per il presidente è stato il primo vero comizio al chiuso e dal vivo a mesi di distanza dall’ultimo, quello di Tulsa, Oklahoma, il 20 giugno, a cui avevano partecipato poco più di seimila persone. Il messaggio conferma l’intenzione del presidente di restare per più di due mandati alla Casa Bianca, ipotesi già ventilata sabato e rilanciata ieri. Dal “law and order” alla guerra ai clandestini, dall’appoggio alla polizia alla “lotta vincente” contro l’epidemia, Trump batte sempre sugli stessi punti.

Il presidente Trump, ha dedicato, in apertura, un pensiero ai due vice sceriffi feriti gravemente in un agguato, alla periferia di Los Angeles, dicendo: “Un criminale si è avvicinato alla loro auto e ha sparato. Preghiamo per le loro vite. I radicali di sinistra hanno dichiarato la guerra alle forze dell’ordine in tutto il Paese e centinaia di poliziotti sono rimasti feriti nelle devastazioni approvate dalla sinistra. A Las Vegas un poliziotto di 29 anni è stato colpito alla testa e costretto a restare paralizzato. Joe Biden continua la sua guerra alla polizia. Se lo sfidante vuole blandire il terrorismo domestico, io voglio arrestare i terroristi domestici. Se uccidi un poliziotto devi avere la pena di morte. Se vince Biden vincerà la Cina, vinceranno i delinquenti, quelli che bruciano la bandiera”.

Poi Trump ha affrontato il tema del Covid, rivendicando ancora una volta il merito di “aver salvato milioni di vite umane”, decidendo a fine gennaio la chiusura ai voli in arrivo dalla Cina. Il presidente ha bocciato l’ipotesi di un nuovo lockdown, ventilata da alcuni scienziati in caso di aggravarsi dell’epidemia in autunno affermando: “Il blocco rovinerebbe il sogno e la vita di milioni di americani”.
Dopo aver ricordato il “successo” della costruzione del muro, a un ritmo di “dieci miglia (sedici chilometri) a settimana”, Trump ha ricordato il suo ruolo nella mediazione per il raggiungimento dell’accordo di pace tra Emirati Arabi e Israele. Dopo un’ora scarsa di comizio e finale con la musica dei Village People e il tripudio dei supporters.
Dopo la candidatura al Nobel per la Pace avanzata dalla Norvegia, sembra che Donald Trump abbia il vento in poppa fino alle elezioni di novembre. Riuscirà ad essere rieletto? Tutto è possibile. Molto dipenderà dalla partecipazione degli elettori statunitensi al voto e della composizione di quella maggioranza silenziosa che non va a votare.

 

Salvatore Rondello

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