lunedì, 22 Aprile, 2019

Il surrealismo di Pirandello nei Sei Personaggi

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Ancona – Non il Pirandello di sempre, eppure lo spettacolo ha ottenuto un grande successo. Il pubblico di Ancona ha applaudito a lungo, lo scorso 31 gennaio, gli attori al termine del primo atto ed alla fine dello spettacolo. Il Pirandello del testo originale è stato rispettato nei dialoghi: pochi cambiamenti e sobrietà nella recitazione. Lo scrittore-regista aveva pensato al forte impatto che la scenografia disadorna avrebbe avuto sul pubblico: corde, ganci, carrucole appese in aria. Insomma, una sorta di scena che non si sarebbe dovuta vedere con il pubblico in sala.

Il regista Luca De Fusco si è ispirato, però, all’ultimo Pirandello, ossia quello surrealista che ricordiamo di più nelle novelle: la storia dei “Sei personaggi in cerca d’autore” piena di ricordi, di visioni, di particolari è talvolta raccontata attraverso l’occhio visionario del cinema. Sul fondo della scena un grande muro che fa da schermo cinematografico. Da qui il parallelismo con gli attori di Woody Allen che escono dallo schermo di Broadway Danny Rose. Tuttavia, lo spettacolo della compagnia La produzione è del Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale / Teatro Nazionale di Genova avrebbe scioccato Pirandello se avesse visto le diverse espansioni dei due generi sul palco per ingigantire l’ingresso in scena dei “Sei personaggi in cerca d’autore”. Infatti, Pirandello era in polemica con il cinema e solo al termine della sua carriera si era dedicato alla scrittura filmica. Il rapporto con il cinema alterava il desiderio di evasione dal presente che opprimeva l’uomo moderno.

Gli effetti di un processo invasivo come quello mediatico, comunque, sono stati amplificati per rendere più autentica la forza immaginativa di Pirandello che si dichiara autore nella prefazione del testo teatrale. L’idea, che prende forma da cui nasce il dramma, sfonda la scena perché i personaggi sembrano volare.

Molto intensi sono anche gli effetti delle luci blu che invadono il palcoscenico. Gli effetti della luce per analogia rendono il palcoscenico una sorta di sotto quartiere: il teatro si trasforma in una città dove quasi più nessuno può comunicare. Questa scelta scenografica rende intensi alcuni momenti del racconto. Pirandello, infatti, aveva pensato all’uso di luci bianche ed a momenti di buio per fare scendere il “sipario” per qualche istante sui personaggi. Qui invece, una luce blu appiattisce tutto per qualche istante.

Interessante la performance di Gaia Aprea nel ruolo della giovane Figliastra che indossa sotto una veste nera, simbolo del lutto uno sfavillante abito rosso. Si lancia nella scena in una sorta di esplosione verbale, urlando e venendo contro il padre e il capocomico: una denuncia del potere economico detenuto dagli uomini che sembrano poter fare tutto.

Eros Pagni nel ruolo del Padre ha riscosso il plauso del pubblico in sala: un vero e proprio gangster in abiti da gentiluomo borghese che non riesce ad ammettere le sue colpe davanti la Madre.

Vanno ricordati, anche, gli altri attori che della Compagnia:  Federica Granata,   Gianluca Musiu, Silvia Biancalana, Maria Chiara Cossia, Angela Pagano, Paolo Serra, Maria Basile Scarpetta, Giacinto Palmarini, Alessandra Pacifico Griffini, Paolo Cresta, Enzo Turrin, Carlo Sciaccaluga e gli attori diplomati alla Scuola del Teatro Stabile di Napoli Alessandro Balletta, Sara Guardascione, Annabella Marotta, Francesco Scolaro. Scene e costumi sono di Marta Crisolini Malatesta, le luci di Gigi Saccomandi, musiche di  Ran Bagno, video Alessandro Papa, i movimenti coreografici sono di Alessandra Panzavolta; regista assistente Alessandra Felli, assistente alle scene Francesca Tunno, assistente ai costumi Monia Carraretto.

Andrea Carnevali

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