domenica, 26 Maggio, 2019

Il TAV delle bugie

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Sulla nuova linea Torino-Lione si vuole far credere ai cittadini che, rinunciandoci, si potrebbero investire quelle risorse in opere periferiche più utili a tutti.
Un po’ come se una parte dell’esecutivo volesse far intendere che i miliardi risparmiati – rinunciando alla TAV – verrebbero impegnati per riordinare il territorio del Paese e così rendere più agevole la vita dei pendolari e delle famiglie che non possono permettersi l’alta velocità.

È bene fare un po’ di chiarezza. Dunque, premessa l’indispensabilità delle cosiddette opere minori da realizzare sull’intero territorio nazionale (a partire dalla viabilità, scuole, ponti e rete ferroviaria), è bene precisare che nell’eventualità che l’opera non venisse realizzata sarebbe un disastro. Innanzitutto, di credibilità dell’Italia nei confronti dei partner esteri, i quali penserebbero d’ora innanzi che stipulare un contratto con gli italiani sia come fare un salto nel buio…

Ma la cosa più buffa è che, al cospetto della comunità internazionale, facciamo la parte dei bambini viziati che cessano di giocare all’improvviso, solo per fare un dispetto ai propri compagni di gioco.
Prendiamo per buone le parole dei parlamentari che abbiamo eletto in piena fiducia per fare i nostri interessi. Invece ci duole prendere atto che lo fanno solo giocando con le parole.

Ci riferiamo al fatto, a loro noto e a molti di noi no, che non è assolutamente possibile utilizzare la cifra non spesa per la Torino-Lione, perché non sono soldi di cui possiamo disporre, in quanto stanziati dall’Europa specificamente per realizzare il progetto.
Senza considerare che annullare la decisione presa avrà tempi lunghissimi e costi tali che, con tutta probabilità, davvero non ci rimarrebbero i quattrini per realizzare tutte le altre opere utili infrastrutturali di cui si avverte l’esigenza.

Angelo Santoro

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