martedì, 20 Ottobre, 2020

Il tempo di una riflessione

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Carissimi,
ieri è stata una brutta giornata per la storia d’Italia. Lo sapevamo che sarebbe andata così, eppure abbiamo fatto una campagna elettorale con passione (ci siamo anche divertiti), e abbiamo ottenuto un risultato che ci dà dignità.
Ci sono tante altre magre consolazioni in questa vicenda, alcune anche importanti (come l’inedito e trasversale impegno giovanile in questa battaglia), ma abbiamo perso, e più che analizzare i motivi della sconfitta bisognerebbe andare fino in fondo e analizzarne le conseguenze.
Se è vero – e lo è – che con questa riforma la Democrazia è compromessa, allora qualsiasi sperticata analisi o buon proposito non può prescindere da questo fatto, di cui si deve prendere atto. Non farlo significherebbe la dissociazione e la perdita di tempo: continuare a far politica come se ci fossero spazi e possibilità che invece hanno cessato di esistere.
Ci sarebbe ancora qualcosa che si potrebbe fare, per aprire uno spiraglio in un disegno di totale chiusura del potere nelle mani di poche persone, e cioè una legge elettorale proporzionale senza sbarramento e con le preferenze. Ma niente mi fa pensare che questo scellerato pugno di capi-partito, con un Parlamento ridotto a poche centinaia di persone, voglia ora privarsi del potere di decidere chi entra e chi no.
E’ allora tempo di aprire una fase di riflessione. Ho sentito alcune persone, preparatissime e anche in posti di responsabilità, interrogarsi deluse sul “se” continuare a fare politica. Del resto quello che si impara è che è meglio studiare e fare sacrifici per avere soddisfazioni professionali, invece che occuparsi del bene comune. E’ così che le migliori menti d’Italia da anni disertano il Pubblico.
Io credo serva invece interrogarsi sul “come” fare politica. Quali spazi, quali possibilità, intraprendere percorsi che abbiano un senso. Farò questa riflessione assieme ai compagni e agli amici di sempre, e saremo in buona compagnia: tutto il “fronte del NO” deve avviare una fase di totale e radicale disillusione, e allora sarà un nuovo inizio.

Enrico Maria Pedrelli,
Segretario FGS

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