martedì, 22 Settembre, 2020

Il testardo sempre in piedi

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Di Marco si è detto tanto in queste ore. D’altronde il suo nome è sinonimo di eccessi, eccessi nei modi, nelle forme, e io non saprei descriverlo neppure in cento parole.
Non mi stupisce leggere oggi il ricordo di Monsignor Vincenzo Paglia accanto a quello di Aldo Tortorella, né ritrovare l’intervista di Marco Bellocchio dopo il pezzo di Vasco Rossi.

Perché Marco è il giovane imprigionato a Sofia per aver protestato contro l’invasione sovietica della Cecoslovacchia, è l’uomo arrestato per aver semplicemente fumato uno spinello in piazza, è il politico che convince l’ex pornostar Ilona Staller e il cantautore Domenico Modugno a diventare deputati tra le perbeniste e ingessatissime aule parlamentari, è il compagno che si rifiutò di adeguarsi all’ondata giustizialista che accompagnava l’inchiesta Manipulite, è l’amico che, nel bel mezzo della festa dell’Avanti!, abbandona il palco per scendere a fumare.

Perché Marco è stato sintesi e complessità. E mancherà a tutti, come ha ricordato Emma Bonino, ma non ai suoi avversari perché Marco non ha conosciuto avversari, solo uomini indifferenti.

Eppure la sua irruenza ha demolito pure i muri di quella indifferenza che Dc e Pci coltivavano nel loro mega concettismo ideologico, insensibile alle questioni dell’individuo moderno, dell’individualismo, delle libertà individuali, in un Paese che si è sempre definito culla del diritto ma che che invece dello Stato di diritto ha ignorato ogni sfumatura.

Scorro le pagine della mia bacheca e leggo aneddoti, battute, percorsi di vita trascorsi insieme a tanti e mi è tornata alla mente una delle ultime nostre chiacchierate. Mi ricordò il suo viaggio in Basilicata, quando si incazzò con i ragazzi della federazione giovanile perché arrivarono con due ore di ritardo al carcere di Melfi, erano ‘ragazzetti’ mi disse. Erano passati forse più di dieci anni ma ricordava tutto. E quando, seduti su due sedie di plastica, gli raccontai di come quei mesi di discussione e proposta sull’eutanasia mi avessero cambiata, mi rispose che la politica è questo, è vita.

Nelle ultime settimane, avevo sentito Matteo, ma Marco era già stanco. Ieri non sapevo cosa scrivere. Questi sono i momenti più difficili per chi fa politica.

Io oggi non andrò alla camera ardente allestita alla Camera, preferisco salutarlo domani in piazza Navona per il suo funerale laico insieme a chi gli ha voluto bene, perché in fondo quella è stata sempre la sua ambizione, fare politica tra la gente, non seduto tra gli scranni del potere.

Anche perché seduto neppure ci sapeva stare.

Grazie Marco.

‘Radicali, socialisti, liberali, federalisti-europei, anticlericali, antiproibizionisti, antimilitaristi, non violenti’ sempre!

Maria Cristina Pisani
Portavoce Psi

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