venerdì, 18 Ottobre, 2019

Il tramonto dell’ubriacatura liberista di Macrì

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L’ubriacatura liberista che aveva contrassegnato nel 2015, in Argentina, la vittoria di Mauricio Macrì alla Presidenza della Repubblica sembra aver imboccato la strada del tramonto. Le elezioni primarie, che si sono svolte pochi giorni fa e che servono a individuare i candidati che si sfideranno nell’appuntamento elettorale del 27 ottobre quando si terranno le presidenziali, hanno visto la netta affermazione di Alberto Fernandez rappresentante peronista di centro sinistra. Una vittoria netta e superiore alle previsioni.

La coalizione di Fernandez ha ottenuto il 47 per cento mentre quella di Macrì il 32 per cento. Immediate le ripercussioni : la Borsa a Buenos Aires ha subito pesantissime perdite con negatività dell’indice che hanno toccato il 50% e con un rischio default ormai adombrato dagli operatori della finanza. Del resto in Argentina la situazione economica e sociale, negli ultimi mesi si era fatta sempre più preoccupante. Le riforme liberiste volute da Macrì avevano pesantemente colpito le fasce più deboli della popolazione e la riforma fiscale aveva dato risultati opposti alle previsioni colpendo i consumi e impedendo la ripresa e lo sviluppo. La disoccupazione era aumentata e la moneta si era pesantemente svalutato a danno delle aree più bisognose. Il taglio della spesa pubblica aveva portato a una riduzione dei servizi per la gente compreso quello sanitario mentre l ‘eccessiva liberalizzazione aveva determinato una contrazione della produzione interna per esempio in agricoltura con le importazioni che avevano penalizzato le esportazioni. Anche la consistente parte di origine italiana della popolazione argentina , circa un quarto degli abitanti, che aveva salutato con grandi speranze la vittoria di Macrì, a sua volta di chiara origine italiana, sembra aver voltato le spalle all ‘ attuale Presidente.

Un arretramento generale quello che ha contrassegnato gli ultimi anni della situazione che ha toccato anche i diritti civili. Sono sempre più alte infatti le proteste degli operatori di salute mentale che in collaborazione con i colleghi italiani avevano cercato di sperimentare in Argentina gli effetti della riforma Basaglia che in Italia aveva portato alla chiusura dei manicomi e alla promozione dei servizi territoriali per gli utenti. La vittoria di Alberto Fernandez ora apre scenari nuovi nel Paese latinoamericano che dovranno però misurarsi con un risanamento economico ormai indispensabile per poter riprendere la strada della ripresa e della fiducia internazionale.

Alessandro Perelli

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