giovedì, 27 Febbraio, 2020

Il Tranellum

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A volte mi meraviglio della scarsa propensione dei giornalisti televisivi a comprendere le cose della politica. Come diceva quel famoso proverbio, guardano il dito e non la luna. Che importanza può avere il linguaggio ormai consueto di Grillo, le sue logore offese, gli appuntamenti fissati e poi rinviati dal Pd, gli otto punti sui quali il più misurato Di Maio annuncia consenso? Che importanza hanno? Zero. Il punto di fondo è il seguente. Accetterà Renzi di rompere il patto con Berlusconi introducendo modifiche all’Italicum, inconciliabili col testo concordato? E quale se non questa è la motivazione che ha spinto i grillini, dopo l’insuccesso elettorale europeo, a passare dalla incomunicabilità alla disponibilità al confronto? Che in realtà è un tranello. O Tranellum…

Prendiamo il doppio turno, sul quale ci sarebbe intesa tra Di Maio e Renzi. Quale doppio turno? I Cinque stelle lo elevano giustamente al 50 più uno per cento. Come nella legge per i sindaci. E qualcuno può ipotizzare che Berlusconi, contrario al doppio turno, ma disponibile a fissarlo al 35 e obtorto collo al 37, possa accettare un’ipotesi del genere? Prendiamo le coalizioni. Nella proposta grillina non devono esistere. Sono i partiti, sarebbe meglio dire le liste, le prime due, che vanno al ballottaggio. E qualcuno può pensare che Berlusconi, la cui remota speranza di successo è proprio affidata alla coalizione con la Lega, possa accettare una simile proposta? Per non parlare delle preferenze, che Forza Italia vede come fumo negli occhi e che Renzi ha accettato di escludere, proprio per rendere possibile l’accordo con Berlusconi…

Adesso la patata bollente è in mano a Renzi. E questo è tutto merito di Di Maio e di quanti come lui hanno tradotto la rabbia di Grillo in azione politica. O con Berlusconi o con il Democratellum uno o due. Scelga Renzi e lo faccia subito. Capisco che nel suo partito crescerà la fronda di chi ritiene che non si possa non concedere ai grillini quel che si è concesso a Berlusconi. Per Civati anche la tradizione orale. Ma il problema non è la forma. Adesso Renzi dica ai grillini che non può sciogliere il patto con Berlusconi che già troverà la sua prima verifica con l’approvazione della legge sul Senato. Oppure apra una seria trattativa coi Cinque stelle su punti tutt’altro che marginali, doppio turno e preferenze, e lasci Berlusconi al suo destino. Tertium non datur. Nemmeno per i conduttori di Talk show…

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