mercoledì, 18 Settembre, 2019

Il turismo a Santa Teresa: Gallura: richiede servizi di qualità e non improvvisazione.

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Anch’ io da più di tre anni vivo a Santa Teresa Gallura e, per una mia propensione a seguire la vita sociale, culturale e politica del paese, mi sono occupato dei diversi aspetti della realtà di questa “ meravigliosa cittadina“ (a parte qualche sconcezza edilizia permessa per interesse (? o per ignoranza).

Sul turismo devo purtroppo rilevare che l’analisi del prof. Sechi mette a nudo i principali e gravi problemi che frenano lo sviluppo organico ed ordinato di questo settore strategico per la Sardegna in generale e per questo lembo di territorio in particolare.

Un settore trainante, un volano potenziale del nostro “ fare futuro “, che, nonostante la crisi e nonostante sia retrocesso nella classifica dei Paesi produttori di vacanze nel Mediterraneo, dietro Francia e Spagna, tiene ancora, contribuendo sostanzialmente alla formazione del Pil nazionale con un apporto pari a circa il 18 per cento.

Devo però notare che nonostante la crisi gli enti preposti alla gestione di questo settore, gli operatori privati, i cittadini in genere non hanno saputo attrezzarsi a dovere afflitti dalla febbre della “ rendita di posizione “. Ho sentito spesso ripetere : “Non dobbiamo preoccuparci. Il nostro territorio è meraviglioso e la gente non può fare a meno di venirci “.

Eppure nel tempo i richiami allarmati di molti ospiti ci sono stati e ripetuti, ma inascoltati o, forse, neppure percepiti. L’ impegno della politica in Sardegna è stato destinato al baratto di nomine amministrative e consulenti nelle tante e costose “ istituzioni “ che a diverso titolo si dedicano al turismo. Con lo sconfortante risultato di risultare campioni insuperabili per mancanza di progettualità e di capacità gestionali.

Si nota una evidente mancanza di idee, di iniziative, procedendo a fari spenti con ricette che hanno l’aria del “già sentito“, come quella per cui all’avvio delle vacanze estive scatta il gong dell’ aumento delle tariffe dei trasporti, dei carburanti e della ristorazione. Con una significativa diminuzione e una sconfortante gestione dei servizi, vuoi per l’ aumento del flusso turistico, vuoi per l’ incapacità di alcuni enti di gestire razionalmente il fenomeno. E allora eccoci di fronte ad un improvviso traffico caotico, ad una scarsa pulizia dei luoghi pubblici, ad una insufficiente attenzione per il controllo dei servizi pubblici e privati e ad un indiscriminato aumento dei prezzi dei ristoranti spesso non in sintonia con la qualità del servizio.

A questo punto, che fare ? Un poco di umiltà e un briciolo di buona volontà non guasterebbero. Soprattutto ritengo che i problemi debbano essere affrontati e risolti dopo averli studiati e analizzati a fondo. E studiare non credo abbia fatto mai male a nessuno. Anzi, soprattutto, quando si è pagati per farlo.

Giacomo Sanna

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