giovedì, 22 Agosto, 2019

Il Vallese, un angolo di Svizzera da scoprire fra baite e natura incontaminata

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Belalp-muccheIl verde di un pascolo incontaminato. La pace di vette spoglie della consueta, invernale coltre bianca. Le baite di legno, i ruscelli fragorosi che trascinano l’acqua a valle. Scene dell’iconografia svizzera, il panorama un po stereotipato del mondo bucolico che ci attende non appena superate le Alpi. Eppure, c’è un posto, in questo mondo che siamo abituati a considerare uguale a se stesso da secoli, che riesce a sorprendere e sovvertire il nostro immaginario. Che ne direste, per esempio, se vi dicessimo che negli alpeggi estivi, le mucche non sono affatto quegli animali mansueti che pensiamo? Che vige un matriarcato rigido e in qualche modo feroce, capace di ricorrere alla violenza per il possesso del maschio? Benvenuti nel Vallese, il cantone elvetico nel quale le signore dei bovini fanno a cornate per disputarsi il toro.

Tutt’altro rispetto alla spietata corrida spagnola, visto che qui l’intervento degli uomini si limita ad “organizzare” in qualche modo una naturale propensione “femminile” a regolare i propri conti senza tante moine. Quasi una danza a suon di corna, senza spargimento di sangue per fortuna, che le “matrone” maculate sanno mettere in scena per assicurarsi una progenie all’altezza. Femmine competitive, che hanno ritualizzato la misurazione delle proprie forze, e gara che da queste parti viene vista con orgoglio, fino ad averla trasformata in una festa di uomini e bovini, uno degli appuntamenti più attesi della pur intensa stagione estiva.

La kermesse comincia fin dal mese di giugno, quando i contadini portano le loro mucche a Belalp, meta nota per lo più agli amanti dello sci. Già la salita per raggiungere il picco più alto mostra le mucche in voluttuosa avanzata “ondeggiante”, quasi fossero dive in passerella. Una volta arrivate a destinazione, inizia la competizione. Per sapere chi conquista la corona di “regina dell’alpe” si deve trascorre qui tutta l’estate. Solo a settembre inoltrato, infatti, dopo un campionato a eliminazione, la “regina” tornerà a valle per l’agognato premio, in compagnia delle avversarie battute, ma tutte ben nutrite dall’alpeggio estivo. Un “rituale” d’altri tempi che in realtà testimonia come, da queste parti, si viva ancora nel rispetto della natura e degli animali. I padroni di casa ammettono che non potrebbero abitare altrove, soprattutto in una metropoli. Come biasimarli, del resto.

Mentre cammini lungo i sentieri, sembra di essere in una stampa dell’Ottocento. Tutto attorno il paesaggio mozzafiato delle diciassette vette da quattromila metri che, man mano che sali, quasi ti sembra di poter sfiorare. Per poi rimanere abbagliati dai 24 km del grande ghiacciao dell’Aletsch, il più lungo delle Alpi.

Il ghiacciaio dell’Aletsch, patrimonio mondiale Unesco. Per migliaia di anni le imponenti masse di ghiaccio dell‘Aletsch si sono infiltrate tra la roccia. Successivamente quest‘opera erosiva è stata rifinita dall‘acqua di disgelo, lasciando un granito bianco levigato. Si è così formata l‘imponente gola della Massa. Nel 1980 è stato scoperto il fascino di questo monumento rupestre, e ben presto si è resa accessibile la gola. Nel 1991 la guida alpina Peter Schwitter ha piantato l‘ultimo gancio per assicurare le cordate. E la gola di Massa è diventata percorribile, arricchendo la regione di un‘ennesima attrazione turistica.

Attraversate la bianca Massa con le guide locali dell‘ Alpin Center Belalp: una volta indossata la tuta di neoprene, gettatevi nei bacini d‘acqua cristallina, arrampicatevi sui blocchi di roccia e scoprite le caverne sotterranee. Tutto attorno al fiume di ghiaccio vive una grande varietà di flora e fauna. Sulla morena, apparentemente arida, alcune piante pioniere preparano il suolo al rimboschimento futuro. Il bosco dell’Aletsch è protetto dal 1933 e solo a 100 m di altezza si trovano i più vecchi alberi della Svizzera come i pini cembri che hanno ottocento anni o forse più. Nel 2008 è stato inaugurato il nuovo ponte sospeso (124 km) ai piedi del ghiacciaio dell’Aletsch che collega Belalp con Riederalp e che è stato attraversato già da 16mila escursionisti.

Lungo il sentiero alto del Sempione. Un’escursione sul sentiero alto richiede scarpe da montagna e un passo sicuro. Dalla stazione della cabinovia di Rosswald si cammina lungo il sentiero della forestale in direzione Stafel. Più avanti il sentiero prosegue all’ombra del bosco di larici fino alla Steinutal, quindi con una ripida salita si arriva a Bortelalp. Il sentiero continua per l’alpe Schrickbode, sale a Heitrich e attraversa il Wintrimatte. Con una facile salita si arriva a Rothwald.

Un giretto col “Piccolo Sempione Express“ e poi relax alle terme di Brigerdad. Se non potete fare a meno della “città” e ne avete abbastanza di arrampicate, allora salite sul trenino Piccolo Sempione Express. Così potrete comodamente scoprire i bellissimi scorci del centro storico di Briga (la città delle Alpi) e di Naters, e magari conoscere qualche particolare in più della storia del Vallese. Il nome Briga deriva da “Brigga” e significa ponte. Fu Napoleone a far costruire la strada che valica il Sempione e questo passo, il più bello delle Alpi, è una redditizia rotta mercantile verso sud. Interessante da visitare, oltre all’imponente castello di Stockalper, è l’ossario di Naters con i suoi 30.000 teschi impilati con cura. In poco tempo, è poi possibile raggiungere le più grandi piscine termali delle Alpi del vecchio villaggio di Brigerbad. E’ il più rande bagno termale all‘aperto delle Alpi con un campeggio facilmente raggiungibile da tutta la regione. Potete scegliere se nuotare nella grotta, nelle piscine all‘aperto, nel canale a fiume o nella vasca olimpica.

L’oro di Mund. E’ l’unico luogo in Svizzera dove cresce ancora oggi lo zafferano. Il tempo della raccolta a Mund è tra ottobre e novembre. Tanta pioggia e nebbia fredda nel mese di settembre, come pure un sacco di sole in ottobre favoriscono la sua crescita. E secondo un vecchio detto contadino, le chiare notti di luna accelerano la crescita e l’apertura dei fiori.

Info:
www.brig-belalp.ch/it/index.php
www.alpincenterbelalp.ch.it
www.facebook.com/leukerbadfan

Cecilia Sgherza

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