mercoledì, 20 Novembre, 2019

Il verdetto del ring delle idee: L’algoritmo è il potere

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Nella giornata in cui tutto il mondo ha celebrato i primi cinquant’anni di Internet, il pubblico del “Ring delle idee” ha emesso il verdetto: «L’algoritmo è il potere!». Si è concluso con una vittoria del sì per una manciata di voti il primo appuntamento del nuovo format ideato e a cura di Elisa Greco, andato in scena a BASE Milano.

Un verdetto arrivato alla fine di un confronto serrato e appassionato sugli interrogativi posti dalla tecnologia nell’era digitale, proprio nel giorno dell’Internet Day, perché proprio cinquanta anni fa, il 29 ottobre del 1969, in California nasceva la Grande Rete.

«Oggi, 50 anni dopo – ha affermato l’autrice e curatrice, Elisa Greco – di fronte ai nuovi scenari tecnologici, con una analisi laica e al contempo neutrale, siamo consapevoli della profondità dei mutamenti dell’era digitale e di se e di quanto l’algoritmo sia il potere?».

Partendo da questo presupposto, sul palcoscenico di BASE Milano si sono confrontate due tesi contrapposte, regolate da un arbitro super partes, Massimo Sideri, editorialista del Corriere della Sera e responsabile Corriere Innovazione.

Introdotti dalla curatrice Elisa Greco, i due schieramenti hanno dato vita al confronto.

Da una parte del ring il Sì di chi sostiene che oggi l’algoritmo sia il potere. Per Umberto Ambrosoli non c’è dubbio: «Non solo oggi deleghiamo tutto alle macchine, che nell’innovazione scientifica hanno portato risultati pazzeschi, ma per capirlo basterebbe rileggere il pensiero del sociologo Max Weber che sosteneva che il potere è la capacità di esercitare un controllo sul comportamento degli altri, anche senza il loro consenso, condizionandone le decisioni. Se non è un potere l’algoritmo, allora cosa è potere?». Sulla stessa linea anche l’imprenditore Chicco Testa, presidente di Sorgenia, secondo il quale «Grazie agli algoritmi si realizzano cose che prima erano impensabili. L’algoritmo è il potere. Ma come tutti i poteri va regolato secondo regole di democrazia e controllo», e l’europarlamentare Patrizia Toia, vicepresidente della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia, «l’algoritmo oggi è un potere che deve essere però controbilanciato da poteri che rappresentino tutti noi».

Dall’altro lato del ring hanno esposto la tesi del No Paola Bonomo, consigliere indipendente e business angel, che legge l’algoritmo come una «Ricetta creata dall’uomo. L’algoritmo non prende il posto degli umani, né delle istituzioni. Ma bisogna creare strumenti perché gli algoritmi siano dalla parte del bene», ha spiegato. Una posizione condivisa anche da Marco Bentivogli, segretario generale Fim Cisl, che ha citato Mc Luhan quando scrive che «L’oggetto tecnologico è freddo, ma è la mano dell’uomo che lo riscalda». Paolo Basilico, imprenditore e fondatore del gruppo Kairos, sostiene che l’algoritmo sia un “tool” da maneggiare con cautela, visto che ha «provocato la crisi del 2008. Ma resta uno strumento al servizio dell’uomo e dell’economia».

A concludere il confronto con un commento, la “Voce della Legge”, il noto magistrato Mauro Gallina. Secondo il giudice della 7ma sezione penale del Tribunale di Milano e componente della giunta dell’Associazione nazionale magistrati, distretto Milano, «La Rete è universale e il diritto si trova con delle armi spuntate di fronte a questa realtà. La provocazione che viene da questo dibattito è da una parte la constatazione dell’obsolescenza dello strumento giuridico di fronte a una sfida di questo tipo. Dall’altra la preoccupazione di trovare una nuova forma di regolamentazione che sia all’altezza della sfida che si pone. E’ una bella sfida», ha concluso.

L’arbitro super partes Massimo Sideri ha commentato: «Il pubblico ha deciso per il sì: l’algoritmo è il potere. Credo sia una indicazione importante perché svela una preoccupazione che tutti noi abbiamo: che sempre di più dipenderemo forse dagli algoritmi, forse dagli smartphone, comunque dalla tecnologia che ci portiamo in tasca».

Redazione Avanti!

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