sabato, 31 Ottobre, 2020

Il veto della Merkel a quel comunista di D’Alema

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La notizia l’ha diffusa un giornale di grande tiratura. La proposta di D’Alema con la delega agli Affari Esteri della Commissione europea sarebbe stata bocciata dalla Merkel in persona in quanto il candidato era un “vecchio comunista”. Non so se la bocciatura sia avvenuta dopo le difficoltà intervenute a seguito della proposta della Mogherini o sia invece, come io penso, avvenuta prima. Renzi, se non sbaglio, quel posto l’aveva promesso a D’Alema e l’ex segretario dei Diesse aveva per questo rinunciato a proporre la sua candidatura alle elezioni europee. Poi è parso strano che d’improvviso, e proprio a seguito della disponibilità degli Esteri, che calzavano a pennello per D’Alema, il presidente del Consiglio italiano abbia puntato tutto sulla Mogherini, da pochissimo ministro degli Esteri del suo governo, che avrebbe dovuto oltretutto lasciare libera la sua poltrona.

Naturalmente i nostri distratti giornalisti non l’hanno neppure notato. Delle due l’una. O Renzi se ne sbatte degli impegni assunti coi suoi dirigenti e passa da una promessa all’altra come si passa da un antipasto di pesce a uno di carne, oppure deve avere captato l’esistenza di un forte impedimento alla candidatura alla quale aveva pensato. Oggi salta fuori niente di meno del veto della Merkel che non è solo una democristiana di centro destra, ma è anche una tedesca che proviene dall’Est dove a sentire la parola comunismo vengono ancora i brividi. Se il veto della Merkel su D’Alema è vero credo che abbia fatto bene Renzi a tenerlo per sé. In fondo Massimo non lo merita in virtù della sua ormai antica militanza nell’Internazionale socialista.

Quello che risalta con chiarezza è che l’essere stati comunisti in Europa è un vizio. E può esser considerato un ostacolo a ricoprire incarichi importanti, al contrario dell’Italia dove paradossalmente è l’essere stati socialisti che ha provocato identico problema. Che differenza tra l’Italia e l’Europa. Da noi il muro di Berlino pare caduto all’incontrario e con Tangentopoli ha seppellito i partiti non comunisti e non post fascisti, in Europa ha esaltato coloro che comunisti non sono mai stati. Diciamo la verità, con tutta la simpatia e la stima per Massimo D’Alema, noi siamo più legati alla logica europea che a quella italiana….

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